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mercoledì 17 agosto 2016

Così parlò Benjamin Freedman – Perchè l’America entrò nella Prima Guerra Mondiale


Benjamin Freedman (1890 – 1984)
di Maurizio Blondet, estratto, da «Israele, USA, il terrorismo islamico» ,

Benjamin Freedman – Uomo d’affari di successo (era il proprietario della Woodbury Soap Co.), ebreo di New York, patriota americano, Benjamin Freedman – che era stato membro della delegazione americana al Congresso di Versailles nel 1919 – ruppe con l’ebraismo organizzato e i circoli sionisti dopo il 1945, accusandoli di aver favorito la vittoria del comunismo in Russia.

Da quel momento, dedicò la vita e le sue ragguardevoli fortune (2,5 milioni di dollari di allora)
a combattere e denunciare le trame dei suoi correligionari (1).
Benjamin Freedman tenne, nel 1961, al Willard Hotel di Washington ad un’influente platea, riunita dal giornale americano Common Sense, il seguente discorso.
«Qui negli Stati Uniti, i sionisti e i loro correligionari hanno il completo controllo del nostro governo.
Per varie ragioni, troppo numerose e complesse da spiegare qui, i sionisti dominano questi Stati Uniti come i monarchi assoluti di questo Paese.

Voi direte che è un’accusa troppo generale: lasciate che vi spieghi quel che ci è accaduto mentre noi tutti dormivamo.

Che cosa accadde?
La Prima Guerra Mondiale scoppiò nell’estate del 1914.

Non sono molti a ricordare, qui presenti.
In quella guerra, Gran Bretagna, Francia e Russia erano da una parte; dalla parte avversa, Germania, Austria-Ungheria e Turchia.
Entro due anni, la Germania aveva vinto quella guerra.
Non solo nominalmente, ma effettivamente.

I sottomarini tedeschi, che stupirono il  mondo, avevano fatto piazza pulita di ogni convoglio che traversava l’Atlantico.

La Gran Bretagna era priva di munizioni per i suoi soldati, e poche riserve alimentari, dopo cui,
la prospettiva della fame.

L’armata francese s’era ammutinata: aveva perso 600 mila giovani nella difesa di Verdun sulla Somme.

L’armata russa stava disertando in massa, tornavano a casa, non amavano lo Zar e non volevano più morire.
L’esercito italiano era collassato [a Caporetto].

Non un colpo era stato sparato su suolo tedesco.
Non un solo soldato nemico aveva attraversato la frontiera germanica.
Eppure, in quell’anno [1916] la Germania offrì all’Inghilterra la pace.
Offriva all’Inghilterra un negoziato di pace su quella base, che i giuristi chiamano dello ‘status quo ante‘.
Ciò significa: ‘Facciamola finita, e lasciamo tutto com’era prima che la guerra cominciasse’.
 L’Inghilterra, nell’estate del 1916, stava seriamente considerando quest’offerta.
 Non aveva scelta.
 O accettava quest’offerta magnanima, o la prosecuzione della guerra avrebbe visto la sua disfatta.

In questo frangente, i sionisti tedeschi, che rappresentavano il sionismo dell’Europa Orientale, presero contatto col Gabinetto di Guerra britannico – la faccio breve perché è una lunga storia,
ma ho i documenti che provano tutto ciò che dico – e dicono: ‘Potete ancora vincere la guerra. Non avete bisogno di cedere. Potete vincere se gli Stati Uniti intervengono al vostro fianco’.
Gli Stati Uniti non erano in guerra allora».
«Eravamo nuovi; eravamo giovani; eravamo ricchi; eravamo potenti.
Essi dissero all’Inghilterra: ‘Noi siamo in grado di portare gli Stati Uniti in guerra come vostro alleato, per battersi al vostro fianco, se solo ci promettete la Palestina dopo la guerra‘. […].

Ora, l’Inghilterra aveva tanto diritto di promettere la Palestina ad altri quanto gli Stati Uniti hanno il diritto di promettere il Giappone all’Irlanda.

E’ assolutamente assurdo che la Gran Bretagna, che non aveva mai avuto alcun interesse o collegamento con quella che oggi chiamiamo Palestina, potesse prometterla come moneta in cambio dell’intervento americano.

Tuttavia, fecero questa promessa, nell’ottobre 1916 [con la Dichiarazione Balfour, ndr.].

E poco dopo – non so se qualcuno di voi lo ricorda – gli Stati Uniti, che erano quasi totalmente
pro-germanici, entrarono in guerra come alleati della Gran Bretagna.

Dico che gli Stati Uniti erano quasi totalmente filotedeschi perché i giornali qui erano controllati dagli ebrei, dai nostri banchieri ebrei – tutti i mezzi di comunicazione di massa – e gli ebrei erano filotedeschi. 
Perché molti di loro provenivano dalla Germania, e anche volevano vedere la Germania rovesciare lo Zar; non volevano che la Russia vincesse.

Questi banchieri ebrei tedeschi, come Kuhn Loeb e delle altre banche d’affari negli Stati Uniti, avevano rifiutato di finanziare la Francia o l’Inghilterra anche con un solo dollaro.
Dicevano: ‘Finché l’Inghilterra è alleata alla Russia, nemmeno un centesimo!’.
Invece finanziavano la Germania; si battevano con la Germania contro la Russia.

Ora, questi stessi ebrei, quando videro la possibilità di ottenere la Palestina, andarono in Inghilterra e fecero l’accordo che ho detto.

Tutto cambiò di colpo, come un semaforo che passa dal rosso al verde.
Dove i giornali erano filotedeschi, […] di colpo, la Germania non era più buona.
Erano i cattivi.
Erano gli Unni.
Sparavano sulle crocerossine.
Tagliavano le mani ai bambini.
Poco dopo, mister Wilson [il presidente Woodrow Wilson, ndr.] dichiarava guerra alla Germania.
I sionisti di Londra avevano spedito telegrammi al giudice Brandeis (2): ‘Lavorati il presidente Wilson. Noi abbiamo dall’Inghilterra quello che vogliamo. Ora tu lavorati il presidente Wilson e porta gli USA in guerra’.
Così entrammo in guerra.
Non avevamo interessi in gioco.

Non avevamo ragione di fare questa guerra, più di quanto non ne abbiamo di essere sulla luna stasera, anziché in questa stanza.
Ci siamo stati trascinati perché i sionisti potessero avere la Palestina.

Questo non è mai stato detto al popolo americano.

Appena noi entrammo in guerra, i sionisti andarono dalla Gran Bretagna e dissero: ‘Bene, noi abbiamo compiuto la nostra parte del patto. Metteteci qualcosa per iscritto come prova che ci darete la Palestina’.
 Non erano sicuri che la guerra durasse un altro anno o altri dieci.
 Per questo cominciarono a chiedere il conto.
La ricevuta.
 Che prese la forma di una lettera, elaborata in un linguaggio molto criptico, in modo che il resto del mondo non capisse di che si trattava.

Questa fu chiamata la Dichiarazione Balfour» (3). […]
«Da qui cominciano tutti i problemi. […]
Sapete quello che accadde.

Quando la guerra finì, la Germania andò alla Conferenza di Pace di Parigi nel 1919 [nella delegazione USA] c’erano 117 ebrei, a rappresentare gli Stati Uniti, capeggiati da Bernard Baruch (4).

C’ero anch’io, e per questo lo so.

Che cosa accadde dunque? 
Alla Conferenza di Pace, mentre si tagliava a pezzi la Germania e si spezzettava l’Europa per darne parti a tutte quelle nazioni che reclamavano il diritto a un certo territorio europeo, gli ebrei presenti dissero: ‘E la Palestina per noi?’, ed esibirono la Dichiarazione Balfour.

Per la prima volta a conoscenza dei tedeschi.

Così i tedeschi per la prima volta compresero: ‘Ah, era questa la posta! Per questo gli Stati Uniti sono entrati in guerra’.

Per la prima volta i tedeschi compresero che erano stati disfatti, che subivano le tremende riparazioni che gli erano imposte dai vincitori, perché i sionisti volevano la Palestina ed erano decisi   ad averla ad ogni costo.
Qui è un punto interessante.

Quando i tedeschi capirono, naturalmente cominciarono a nutrire rancore.

Fino a quel giorno, gli ebrei non erano mai stati meglio in nessun Paese come in Germania.

C’era Rathenau là, che era cento volte più importante nell’industria e nella finanza di Bernard Baruch in questo Paese.

C’era Balin, padrone di due grandi compagnie di navigazione, la North German Lloyd’s e la Hamburg-American Lines.

C’era Bleichroder, che era il banchiere della famiglia Hohenzollern.

Cerano i Warburg di Amburgo, i grandi banchieri d’affari, i più grandi del mondo.
Gli ebrei prosperavano davvero in Germania.
E i tedeschi ebbero la sensazione di essere stati venduti, traditi.

Fu un tradimento che può essere paragonato a questa situazione ipotetica: immaginate che gli USA siano in guerra con l’URSS.
E che stiamo vincendo.
E che proponiamo all’Unione Sovietica: ‘Va bene, smettiamola. Ti offriamo la pace’.
E d’improvviso la Cina Rossa entra in guerra come alleato dell’URSS, e la sua entrata in guerra ci porta alla sconfitta.

Una sconfitta schiacciante, con riparazioni da pagare tali, che l’immaginazione umana non può comprendere.
Immaginate che, dopo la sconfitta, scopriamo che sono stati i cinesi nel nostro Paese, i nostri concittadini cinesi, che abbiamo sempre pensato leali cittadini al nostro fianco, a venderci all’URSS, perché sono stati loro a portare in guerra la Cina contro di noi.

Cosa provereste, allora, in USA, contro i cinesi?

Non credo che uno solo di loro oserebbe mostrarsi per la strada; non ci sarebbero abbastanza lampioni a cui impiccarli.
Ebbene: è quello che provarono i tedeschi verso quegli ebrei.
Erano stati tanto generosi con loro: quando fallì la prima Rivoluzione russa (5) e tutti gli ebrei dovettero fuggire dalla Russia, ripararono in Germania, e la Germania diede loro rifugio.
  Li trattò bene.

Dopo di che, costoro vendono la Germania per la ragione che vogliono la Palestina come ‘focolare ebraico’».
«Ora Nahum Sokolow, e tutti i grandi nomi del sionismo, nel 1919 fino al 1923 scrivevano proprio questo: che il rancore contro gli ebrei in Germania era dovuto al fatto che sapevano che la loro grande disfatta era stata provocata dall’interferenza ebraica, che aveva trascinato nella guerra gli USA.
Gli ebrei stessi lo ammettevano.
[…] 
Tanto più che la Grande Guerra era stata scatenata contro la Germania senza una ragione, una responsabilità tedesca.

Non erano colpevoli di nulla, tranne che di avere successo. 
Avevano costruito una grande nazione.
 Avevano una rete commerciale mondiale.

Dovete ricordare che la Germania al tempo della Rivoluzione francese consisteva di 300 piccole città-stato, principati, ducati e così via.

E fra l’epoca di Napoleone e quella di Bismarck, quelle 300 microscopiche entità politiche separate si unificarono in uno Stato.

Ed entro 50 anni la Germania era divenuta una potenza mondiale.

La sua marina rivaleggiava con quella dell’Impero britannico, vendeva i suoi prodotti in tutto il mondo, poteva competere con chiunque, la sua produzione industriale era la migliore.

Come risultato, che cosa accadde?
 Inghilterra, Francia e Russia si coalizzarono per stroncare la Germania […].

Quando la Germania capì che gli ebrei erano i responsabili della sua sconfitta, naturalmente nutrì rancore.

Ma a nessun ebreo fu torto un capello in quanto ebreo.

Il professor Tansill, della Georgetown University, che ha avuto accesso a tutti i documenti riservati del Dipartimento di Stato, ne cita uno scritto da Hugo Schoenfeldt, un ebreo che Cordell Hull inviò in Europa nel 1933 per investigare sui cosiddetti campi di prigionia politica, e riferì al Dipartimento di Stato USA di avere trovato i detenuti in condizioni molto buone.
Solo erano pieni di comunisti.

E una quantità erano ebrei, perché a quel tempo il 98% dei comunisti in Europa erano ebrei.

Qui, occorre qualche spiegazione storica,
Nel 1918-19 i comunisti presero il potere in Baviera per qualche giorno, Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht ed altri, tutti ebrei.

Infatti a guerra finita il Kaiser scappò in Olanda perché i comunisti stavano per impadronirsi della Germania e lui aveva paura di fare la fine dello Zar.

Una volta schiacciata la minaccia comunista, gli ebrei ancora lavorarono […] erano 460 mila ebrei fra 80 milioni di tedeschi, l’1,5% della popolazione, eppure controllavano la stampa, e controllavano l’economia perché avevano valuta estera e quando il marchio svalutò comprarono tutto per un pezzo di pane».
«Gli ebrei tengono nascosto questo, non vogliono che il mondo comprenda che avevano tradito la Germania e i tedeschi se lo ricordavano.
I tedeschi presero misure contro gli ebrei.

Li discriminarono dovunque possibile.

Allo stesso modo noi tratteremmo i cinesi, i negri, i cattolici, o chiunque in questo Paese  che ci avesse venduto al nemico e portato alla sconfitta.

Ad un certo punto gli ebrei del mondo convocarono una conferenza ad Amsterdam.

E qui, venuti da ogni parte del mondo nel luglio 1933, intimarono alla Germania:
‘Mandate via Hitler, rimettete ogni ebreo nella posizione che aveva, sia comunista o no. Non potete trattarci in questo modo. Noi, gli ebrei del mondo, lanciamo un ultimatum contro di voi’.

Potete immaginare come reagirono i tedeschi.

Nel 1933, quando la Germania rifiutò di cedere alla conferenza mondiale ebraica di Amsterdam, Samuel Untermeyer, che era il capo della delegazione americana e presidente della conferenza, tornò in USA, andò agli studios della Columbia Broadcasting System (CBS) e tenne un discorso radiofonico in cui in sostanza diceva:
‘Gli ebrei del mondo dichiarano ora la Guerra Santa contro la Germania. Siamo ora impegnati in un conflitto sacro contro i tedeschi. Li piegheremo con la fame. Useremo contro di essi il boicottaggio mondiale. Così li distruggeremo, perché la loro economia dipende dalle esportazioni’ (6).

E di fatto i due terzi del rifornimento alimentare tedesco dovevano essere importati, e per importarlo dovevano vendere, esportare, i loro prodotti industriali.
All’interno, producevano solo abbastanza cibo per un terzo della popolazione.
Ora in quella dichiarazione, che io ho qui e che fu pubblicata sul New York Times del 7 agosto 1933, Samuel Untermeyer dichiarò audacemente che ‘questo boicottaggio economico è il nostro mezzo di autodifesa.
Il presidente Roosevelt ha propugnato la sua adozione nella Nation Recovery Administration’, che, qualcuno di voi ricorderà, imponeva il boicottaggio contro qualunque Paese non obbedisse alle regole del New Deal, e che poi fu dichiarato incostituzionale dalla Corte Suprema.
Tuttavia, gli ebrei del mondo intero boicottarono la Germania, e il boicottaggio fu così efficace che non potevi più trovare nulla nel mondo con la scritta ‘Made in Germany’.

Un dirigente della Woolworth Co. mi raccontò allora che avevano dovuto buttare via milioni di dollari di vasellame tedesco; perché i negozi erano boicottati se vi si trovava un piatto con la scritta ‘Made in Germany’; vi formavano davanti dei picchetti con cartelli che dicevano ‘Hitler assassino’ e così via.

In un magazzino Macy, di proprietà di una famiglia ebraica, una donna trovò calze con la scritta ‘Made in Germany’
Vidi io stesso il boicottaggio di Macy’s, con centinaia di persone ammassate all’entrata con cartelli che dicevano ‘Assassini’, ‘Hitleriani’, eccetera».
«Va notato che fino a quel momento in Germania non era stato torto un capello sulla testa di un ebreo.
Non c’era persecuzione, né fame, né assassini, nulla.
Ma naturalmente, adesso i tedeschi cominciarono a dire:
‘Chi sono questi che ci boicottano, e mettono alla disoccupazione la nostra gente e paralizzano le nostre industrie?’.

Così cominciarono a dipingere svastiche sulle vetrine dei negozi di proprietà degli ebrei […]

Ma sono nel 1938, quando un giovane ebreo polacco entrò nell’ambasciata tedesca a Parigi e sparò a un funzionario tedesco, solo allora i tedeschi cominciarono ad essere duri con gli ebrei in Germania.

Allora li vediamo spaccare le vetrine e fare pestaggi per a strada.

Io non amo usare la parola ‘antisemitismo’ perché non ha senso, ma siccome ha un senso per voi, dovrò usarla.

La sola ragione del risentimento tedesco  contro gli ebrei era dovuta al fatto che essi furono i responsabili della Prima Guerra mondiale e del boicottaggio mondiale.

In definitiva furono responsabili anche della Seconda Guerra mondiale, perché una volta sfuggite le cose dal controllo, fu assolutamente necessario che gli ebrei e la Germania si battessero in una guerra per questione di sopravvivenza.

Nel frattempo io ho vissuto in Germania, e so che i tedeschi avevano deciso che l’Europa sarebbe stata comunista o ‘cristiana’: non c’è via di mezzo.

E i tedeschi decisero che avrebbero fatto di tutto per mantenerla ‘cristiana’.

Nel novembre 1933 gli Stati Uniti riconobbero l’Unione Sovietica.

L’URSS stava diventando molto potente, e la Germania comprese che ‘presto toccherà a noi, se non saremo forti».

E’ la stessa cosa che diciamo noi, oggi, in questo Paese.
Il nostro governo spende 83-84 miliardi di dollari per la difesa.
Difesa contro chi?
Contro 40 mila piccoli ebrei a Mosca che hanno preso il potere in Russia, e con  le loro azioni tortuose, in molti altri Paesi del mondo.[…]
Che cosa ci aspetta?»
«Se scateniamo una guerra mondiale che può sboccare in una guerra atomica, l’umanità è finita.
Perché una simile guerra può avvenire?
Il fatto è che il sipario sta di nuovo salendo.
Il primo atto fu la Grande Guerra, l’atto secondo la Seconda guerra mondiale, l’atto terzo sarà la Terza guerra mondiale. 
I sionisti e i loro correligionari dovunque vivano, sono determinati ad usare di nuovo gli Stati Uniti perché possano occupare permanentemente la Palestina come loro base per un governo mondiale.

Questo è vero come è vero che sono di fronte a voi.

Non solo io ho letto questo, ma anche voi lo avete letto, ed è noto a tutto il mondo. […]

Io avevo una idea precisa di quello che stava accadendo: ero l’ufficiale di Henry Morgenthau Sr. nella campagna del 1912 in cui il presidente [Woodrow] Wilson fu eletto.
Ero l’uomo di fiducia di Henry Morgenthau Sr., che presiedeva la Commissione Finanze, ed io ero il collegamento tra lui e Rollo Wells, il tesoriere.

In quelle riunioni il presidente Wilson era a capo della tavola, e c’erano tutti gli altri, e io li ho sentiti ficcare nel cervello del presidente Wilson la tassa progressiva sul reddito e quel che poi divenne la Federal Reserve, e li ho sentiti indottrinarlo sul movimento sionista.

Il giudice Brandeis e il presidente Wilson erano vicini come due dita della mano.
  Il presidente Wilson era incompetente come un bambino.

Fu così che ci trascinarono nella Prima guerra mondiale, mentre tutti noi dormivamo. […]

Quali sono i fatti a proposito degli ebrei?

Li chiamo ebrei perché così sono conosciuti, ma io non li chiamo ebrei.
Io mi riferisco ad essi come ai ‘cosiddetti ebrei’, perché so chi sono.

Gli ebrei dell’Europa orientale, che formano il 92% della popolazione mondiale di queste genti che chiamano se stesse ‘ebrei’, erano originariamente Kazari.

Una razza mongolica, turco-finnica.

Erano una tribù guerriera che viveva nel cuore dell’Asia.

Ed erano tali attaccabrighe che gli asiatici li spinsero fuori dall’Asia, nell’Europa orientale.

Lì crearono un grande regno Kazaro di 800 mila miglia quadrate.

A quel tempo [verso l’800 dopo Cristo, ndr] non esistevano gli USA, né molte nazioni europee […]. Erano adoratori del fallo, che è una porcheria, e non entro in dettagli.

Ma era questa la loro religione, come era anche la religione di molti altri pagani e barbari».
«Il re Kazaro finì per disgustarsi della degenerazione del proprio regno, sì che decise di adottare una fede monoteistica – il cristianesimo, l’Islam, o quello che oggi è noto come ebraismo, che è in realtà talmudismo.

Gettando un dado, egli scelse l’ebraismo, e questa diventò la religione di Stato.

Egli mandò inviati alle scuole talmudiche di Pambedita e Sura e ne riportò migliaia di rabbini, aprì sinagoghe e scuole, e il suo popolo diventò quelli che chiamiamo ‘ebrei orientali’.

Non c’era uno di loro che avesse mai messo piede in Terra Santa.
Nessuno!

Eppure sono loro che vengono a chiedere ai cristiani di aiutarli nelle loro insurrezioni in Palestina  dicendo: ‘Aiutate a rimpatriare il Popolo Eletto da Dio nella sua Terra Promessa, la loro patria ancestrale, è il vostro compito come cristiani… voi venerate un ebreo [Gesù] e noi siamo ebrei!’.

Ma sono pagani Kazari che si sono convertiti.

E’ ridicolo chiamarli ‘popolo della Terra Santa’, come sarebbe chiamare 53 milioni di cinesi musulmani ‘Arabi’.

Ora, immaginate quei cinesi musulmani a 2.000 miglia dalla Mecca, se si volessero chiamare ‘arabi’ e tornare in Arabia.
Diremmo che sono pazzi.

Ora, vedete com’è sciocco che le grandi nazioni cristiane del mondo dicano: ‘Usiamo il nostro potere e prestigio per rimpatriare il Popolo Eletto da Dio nella sua patria ancestrale’.

C’è una menzogna peggiore di questa?

Perché loro controllano giornali e riviste, la televisione, l’editoria, e perché abbiamo ministri dal pulpito e politici dalla tribuna che  dicono le stesse cose, non è strano che  crediate in questa menzogna.
Credereste che il bianco è nero se ve lo ripetessero tanto spesso.

Questa menzogna è il fondamento di tutte le sciagure che sono cadute sul mondo.

Sapete cosa fanno gli ebrei nel giorno dell’Espiazione, che voi credete sia loro tanto sacro?

Non ve lo dico per sentito dire…
Quando, il giorno dell’Espiazione, si entra in una sinagoga, ci si alza in piedi per la primissima preghiera che si recita.
Si ripete tre volte, è chiamata ‘Kol Nidre’».
«Con questa preghiera, fai un patto con Dio Onnipotente che ogni giuramento, voto o patto che farai nei prossimi dodici mesi sia vuoto e nullo (7).
Il giuramento non sia un giuramento, il voto non sia un voto, il patto non sia un patto.
Non abbiano forza.
E inoltre, insegna il Talmud, ogni volta che fai un giuramento, un voto o un patto, ricordati del Kol Nidre che recitasti nel giorno dell’Espiazione, e sarai esentato dal dovere di adempierli.

Come potete fidarvi della loro lealtà?

Potete fidarvi come si fidarono i tedeschi nel 1916.
Finiremo per subire lo stesso destino che la Germania ha sofferto, e per gli stessi motivi».
E’ la profezia di Benjamin Freedman.
Ci riguarda.

Maurizio Blondet

Note

1) Freedman fondò tra l’altro la «Lega per la pace con giustizia in Palestina», e collaborò con l’americano «Istituto per la revisione storica», il centro promotore di tutto ciò che viene chiamato «revisionismo storico». E’ scomparso nel 1984.

2) Louis Dembitz Brandeis, influentissimo giudice della Corte Suprema, acceso sionista, fu il consigliere molto ascoltato di W. Wilson. Brandeis apparteneva alla setta ebraica aberrante fondata nella Polonia del ‘700 da Jacob Frank: essa predicava che la salvezza si consegue attraverso il peccato. Confronta il mio «Cronache dell’Anticristo».

3) Il 2 novembre 1917 il ministro degli Esteri britannico, lord Arthur Balfour, scrisse a Lord Rotschild una lettera in cui dichiarava: «Il governo di Sua Maestà vede con favore la nascita in Palestina di un focolare nazionale per le genti ebraiche, e userà tutta la sua buona volontà per facilitare il raggiungimento di questo obbiettivo. Si intende che nulla dovrà essere fatto per pregiudicare i diritti civili e religiosi delle esistenti popolazioni non ebraiche in Palestina». Era la «Dichiarazione Balfour», che decretava di fatto la nascita dello Stato d’Israele. Lord Balfour, spiritista e massone, fondatore della Loggia «Quatuor Coronati» (la Loggia-madre di tutte le Massonerie di obbedienza «scozzese») credeva fra l’altro che agevolare il ritorno degli ebrei in Palestina avrebbe accelerato il secondo avvento di Cristo. Il punto è che la terra che Sua Maestà prometteva agli ebrei non era sotto dominio britannico, ma parte dell’impero Ottomano. Per dare attuazione al «focolare ebraico», il governo britannico non esitò a distogliere centinaia di migliaia di soldati dal pericolante fronte europeo, per spedirli alla conquista di Gerusalemme.

4) Bernard Baruch (1876-1964), potente finanziere ebreo, nato in Texas, fu il consigliere privato di sei presidenti, da Woodrow Wilson (1916) a D. Eisenhower (1950).  Nella prima come nella seconda guerra mondiale, Baruch promosse la creazione del War Industry Board, l’organo di pianificazione centralizzata della produzione bellica. Di fatto, fu una sorta di «governo segreto» degli Stati Uniti, che praticò ampiamente i metodi del socialismo, compreso il controllo della stampa e il sistema di razionamento alimentare. Dopo la seconda guerra mondiale Baruch e i banchieri ebrei americani gestirono i fondi del Piano Marshall. Ne affidarono la distribuzione a Jean Monnet, loro fiduciario. Secondo le istruzioni ricevute, per dare i fondi, Monnet esigeva la cessione da parte degli Stati europei di sostanziali porzioni di sovranità: così fu creata la Comunità Europea.

5) Si tratta della «rivoluzione dekabrista» del 1905, in realtà un putsch di giovani ufficiali zaristi, tutti ebrei. La comunità ebraica russa la sostenne, e i suoi figli vi parteciparono con inaudita violenza. Futuri capi della successiva rivoluzione bolscevica, come Trotsky e Parvus, furono l’anima dei dekabristi, e dovettero riparare all’estero dopo il fallimento.

6) Freedman allude qui al vero e proprio rito magico di maledizione, detto Cherem o scomunica maggiore, celebrato al Madison Square Garden il 6 settembre 1933. «Furono ritualmente accesi due ceri neri e si soffiò tre volte nello shofar [il corno di ariete], mentre il rabbino B.A. Mendelson pronunciava la formula di scomunica» contro la Germania. Samuel Untermeyer, membro del B’nai B’rith, ripeterà il 5 gennaio 1935 la dichiarazione di embargo totale contro le merci tedesche «a nome di tutti gli ebrei, framassoni e cristiani» (Jewish Daily Bulletin, New York,
6 gennaio 1935).

7) E’ la preghiera centrale dello Yom Kippur. Eccone la formula: «Di tutti i voti, le rinunce, i giuramenti, gli anatemi oppure promesse, ammende o delle espressioni attraverso cui facciamo voti, confermiamo, ci impegniamo o promettiamo di qui fino all’avvento del prossimo giorno dell’Espiazione, noi ci pentiamo, in modo che siano tutti sciolti, rimessi e condonati, nulli, senza validità e inesistenti. I nostri voti non sono voti, le nostre rinunce non sono rinunce, e i nostri giuramenti non sono giuramenti». Secondo il rabbino Jacob Taubes, con questa formula il popolo eletto si scioglie dalla comunità del resto del genere umano – dalle sue leggi, dalle sue lealtà alle istituzioni e allo Stato – per dedicarsi solo a Dio. In realtà, il Kol Nidre fonda l’antinomismo radicale della religione ebraica: il «popolo di Dio» non è tenuto ad obbedire ad alcuna norma.
Per Taubes, il popolo ebraico è dunque il popolo dissolutore, il contrario del «kathecon» (Ciò che trattiene l’Anticristo, in San Paolo, ossia il diritto naturale adottato da Roma) (Jacob Taubes, «La Teologia Politica di San Paolo», Adelphi, pagina 71).



Fonte: Estratto, da «Israele, USA, il terrorismo islamico» ,  Maurizio Blondet, EFFEDIEFFE, 2005, pagine 161-171. http://www.veja.it/

domenica 7 agosto 2016

I volenterosi carnefici di Lenin, di Stalin e di Mao

 
 
 
                                                                                                                                                                                         
 
lenin. stalin e mao
 
Il titolo di questo articolo è una chiara allusione all'opera I volonterosi carnefici di Hitler (un libro del 1996 pubblicato in Italia da Mondadori l'anno successivo), scritta dall'autore ebreo Daniel Jonah Goldhagen. In questo libro, l'Autore sostiene la tesi secondo cui non solo i responsabili nazisti, ma tutto il popolo tedesco sarebbe in qualche modo responsabile del genocidio degli ebrei.
 
daniel jonah goldhagen - i volenterosi carnefici di hitler
Sopra: Daniel Jonah Goldhagemn e
il suo libro I volonterosi carnefici di Hitler.
 
Ma se questa e tantissime altre opere, produzioni hollywoodiane, iniziative culturali e musei soni lì ad aiutarci a «non dimenticare» le atrocità hitleriane, un silenzio assurdo e colpevole è sceso sui massacri compiuti dai vari regimi comunisti. Eppure, leggendo i resoconti che sono giunti fino a noi, nonostante l'omertà generale osservata dai mass media, sia del tempo che da quelli odierni, non si può non rimanere inorriditi davanti a tanta malvagità e allo stesso tempo increduli di fronte a questo silenzio colpevole.
 
Con la precisione e la puntualità che lo caratterizzano, Jonas E. Alexis ci mette di fronte alle assurde contraddizioni della storiografia moderna, che da una parte condanna energicamente certi crimini e dall'altra tace su atrocità ancor più gravi solo per una questione di colore politico. E poiché non esistono morti di serie A e morti di serie B, la nostra società non potrà mai dirsi veramente libera e giusta fintanto che questa coltre di silenzio che ormai da decenni nasconde la verità non verrà squarciata.
 
 
Nel suo libro Great Wars and Great Leaders, lo studioso Ralph Raico afferma:
 
«Perché mai è così ovvio che la scelta di una crociata contro Hitler nel 1939 e nel 1940 sarebbe stata moralmente giusta, mentre non lo sarebbe stata una contro Stalin? A quel punto della Storia, Hitler aveva già ucciso parecchie migliaia di persone, ma Stalin ne aveva già ammazzato diversi milioni. Infatti, prima di giugno del 1941, i sovietici si erano comportati in maniera molto più criminale verso i polacchi nella loro zona di occupazione di quanto non lo avessero fatto i nazisti nella loro. Circa 1.500.000 polacchi vennero deportati nei Gulag, e la metà di loro morì entro breve tempo. Come scrive Norman Davies, "Stalin stava superando Hitler nel suo desiderio di ridurre i polacchi alla condizione di una nazione schiava"» 2.
 
ralph raico - great wars and great leaders
Sopra: Ralph Raico e il suo libro Great Wars and Great Leaders.
 
Questo è un punto storicamente razionale, perché noi tutti sappiamo che Iosif Stalin (1878-1953) era già al potere, nel 1932, quando liquidò oltre 5.000.000 di contadini. Nessuna nazione occidentale fece pressioni su lui o gli disse di smettere di macellare quelle persone innocenti. Storicamente parlando, possiamo affermare che i volenterosi carnefici di Stalin erano parte integrante dell'élite dominante. Sappiamo, ad esempio, che i complessi problemi sociali degli anni Venti, come la rivoluzione bolscevica in Russia, erano considerati da molti occidentali come attività rivoluzionarie ebraiche 3.
 
 
Durante la rivoluzione bolscevica, milioni di persone vennero liquidate, inclusi contadini innocenti 4. Inoltre, l'ideologia bolscevica, col suo marxismo-comunismo (e con le sue propensioni diaboliche), iniziò a diffondersi come vento infuocato in Paesi asiatici come la Cina 5, e ovunque arrivarono i rossi iniziò il massacro di milioni di persone 6.
 
I leader politici, sia americani che europei, sapevano perfettamente che il bolscevismo stava creando il terrorismo politico in Russia, e che alla fine avrebbe tentato di conquistare buona parte del mondo. Ad esempio, nel 1931 il Dipartimento di Stato americano pubblicò un rapporto in tre volumi in cui si affermava che le banche ebraiche in Germania avevano inviato grosse somme di denaro a Lenin (1870-1924), a Trotskij (1879-1940) e agli altri astri del bolscevismo per il rovesciamento dello zar 7.
 
Finanzieri ebrei come Jacob Schiff (1847-1920), negli Stati Uniti, e Max Warburg (1867-1946) e Paul Warburg (1868-1932), in Germania, versarono milioni di dollari a favore del movimento bolscevico. Si dice che Schiff abbia donato 20 milioni di dollari al regime, una somma equivalente a miliardi di dollari odierni 8. Entro il 1937, molto prima che Hitler avesse un potere politicamente significativo, Stalin aveva già ucciso per fame o giustiziato qualcosa come 10.000.000 di contadini 9.
 
Sopra: da sinistra, i tre leader bolscevichi più famosi e i loro ricchi finanziatori d'oltre Oceano.
 
carestia artificiale in russia
Sopra: vittime della carestia artificiale voluta da Stalin.
 
Questo periodo della Storia - 1929-1937 - è noto come Olocausto Rosso 10. Entro il 1938, morì un totale di 9,7 milioni di persone, e dal 1939 al 1953, altri 9 milioni di individui persero la vita 11. Dal 1937 al 1939, Stalin giustiziò 50.000 ecclesiastici 12. Il terrorismo di Stalin iniziò ben presto nel 1918, quando
 
«egli ordinò l'esecuzione di tutti coloro che erano sospettati di essere contro-rivoluzionari. Un decennio prima di divenire lui stesso lo zar rosso, Stalin fece bruciare numerosi villaggi di campagna per intimidire i contadini e per scoraggiare le incursioni dei banditi sugli approvvigionamenti di cibo» 13.
 
Il celebre storico Jonathan Otto Pohl scrive che «i coreani sovietici furono la prima popolazione che il regime di Stalin deportò nella sua totalità in base alla loro etnia. Fu un atto di repressione nazionale su grande scala» 14. Lo storico statunitense Norman Naimark ha dichiarato che «una buona ragione potrebbe essere che Stalin intendeva annientare sistematicamente i kulaki come gruppo di persone - e non solo solo metaforicamente come una classe - e che quindi il risultato di questa operazione può essere considerato un genocidio» 15.
 
bambini russi uccisi dalla fame
Giovanissime vittime della carestia artificiale in Ucraina.
 
Più avanti, egli continua: «L'astensione di principio dell'uso del termine "genocidio" può servire sia per scopi politicizzati che per la sua applicazione alle specifiche circostanze storiche» 16. Anche dopo la Seconda Guerra Mondiale, Stalin non smise di terrorizzare i contadini 17. I gruppi minoritari come i greci, i tedeschi, i turchi, i cristiani ortodossi, i lituani e i vlasoviti caddero sotto la falce della pulizia etnica staliniana 18.
 
jonathan otto pohl
norman naimark
Jonathan O. PohlNorman Naimark
 
Per Lenin, il vero nemico era la Chiesa. Egli dichiarò appassionatamente nel 1922:
 
«Ora e soltanto ora, mentre il cannibalismo regna nelle aree colpite dalla carestia, e centinaia - se non migliaia - di cadaveri giacciono sulle strade, possiamo (e perciò dobbiamo) eseguire il sequestro dei beni di valore della Chiesa con l'energia più furiosa e spietata, senza fermarci, schiacciando ogni resistenza [...]. Quindi, vengo alla conclusione inevitabile, la quale è che noi dobbiamo scatenare la battaglia più decisiva e spietata contro il clero oscurantista e schiacciare la sua resistenza con una tale crudeltà che essi non la dimenticheranno per molti decenni» 19.
 
comunismo morte
 
Lo storico Donald Rayfield, dell'Università di Londra, che non è certamente un simpatizzante della Chiesa, ha scritto:
 
«Nelle parrocchie, circa 2.700 sacerdoti e 5.000 tra religiosi e suore furono uccisi. In tutta la Russia ci furono 1.400 sanguinosi scontri tra la Cheka (o l'Armata Rossa) e i parrocchiani, e ci furono oltre duecento processi. Il 20 marzo 1922, la Cheka "accusò" il Patriarca Tikhon di attività controrivoluzionaria, nonostante quest'ultimo avesse manifestato il desiderio di trovare un compromesso; Trotskij voleva addirittura arrestare tutto il Santo Sinodo» 20.
 
demolizione della chiesa di gorky
Sopra: militanti bolscevichi distruggono una chiesa dedicata a San Giorgio nella città di Gorky. In tutta
la Russia, i comunisti distrussero o trasformarono in magazzini 50.000 edifici dedicati al culto cristiano.
 
Diversi membri dell'episcopato russo furono arrestati a Mosca e alcuni di loro furono condannati a morte 21. Anche se si accetta il fatto secondo cui Adolf Hitler (1889-1945) avrebbe ucciso sei milioni di ebrei, non lo si può mettere sullo stesso piano dell'Olocausto rosso di Stalin sia per questioni numeriche che di durata in anni. Come ha notato Steven Rosefielde,
 
«il comunismo si è indelebilmente macchiato di Olocausto rosso. Ciò nonostante, la volontà di negare, offuscare, ammorbidire, mitigare e scusare gli atroci crimini perpetrati dai comunisti contro l'umanità persiste per complesse ragioni personali, partigiane, accademiche, culturali, politiche e pragmatiche» 22.
 
Secondo Rosefielde, durante la pulizia etnica dei contadini, Stalin utilizzò mezzi violenti, incluse le esecuzioni, il terrore e la fame, che iniziarono con un tentativo nel 1917 23. Come egli scrive, «per i bolscevichi la ruralità era l'obiettivo primario, in quanto essa era in netto contrasto con il paradigma marxista di Lenin, fondato sulla criminalizzazione della proprietà privata, degli affari e dell'imprenditorialità» 24.
 
 
Vediamo lo stesso modello applicato nella Cina comunista, dove Mao Tse-tung (1893-1976) «collettivizzò forzatamente le zone rurali» 25. Alla fine, la Cina comunista si rese responsabile della morte di almeno 40 milioni di persone 26. D'altronde, Il libro nero del comunismo ci dice che il regime sovietico e i suoi ideali sono responsabili della morte di 100 milioni di persone. Gli altri storici riducono questa cifra a circa 60 milioni di vittime 27.
 
mao zedong
Sopra: a sinistra, Mao Zedong; a destra, esecuzione di oppositori politici.
 
 
In poche parole, ogni qualvolta l'attività rivoluzionaria ebraica è stata coerentemente seguita, ci sono sempre stati sanguinosi conflitti che hanno dato luogo alla morte di milioni di persone. Quando Mao, ad esempio, seguì la filosofia comunista e socialista, che era uscita dalle penne di persone come Karl Marx (1818-1883), Moses Hess (1812-1875) e Ferdinand Lassalle (1825-1864), lo storico Frank Dikotter ci dice che «tra il 1958 e il 1962, la Cina discese all'inferno» 28. Nel 1949, Mao si recò in Russia per copiare dall'Unione sovietica, e dal 1955 al 1956, egli iniziò ad attuare la collettivizzazione sul modello stalinista 29. Come Stalin, Mao fece piazza pulita della religione:
 
«Per la religione non c'era più posto nella società: chiese, templi e moschee furono trasformati in officine, cucine e dormitori. A Zhengzhou, diciotto dei ventisette edifici dedicati al culto cattolico, protestante e buddista vennero confiscati, e altre 680 stanze affittate privatamente da congregazioni religiose furono espropriate. La città fu orgogliosa di annunciare che a partire dal 1960 il numero dei cristiani e dei musulmani era stato ridotto da 5.500 unità a sole 377. Ora, tutti i diciotto leader religiosi partecipavano alle "attività produttive", tranne tre di essi che erano morti» 30.
 
moses hess
ferdinand lassalle
frank dikotter
Moses HessFerdinand LassalleFrank Dikotter
 
In generale, Mao creò in Cina un inferno vivente, essendo il suo regime responsabile della morte di oltre 40 milioni di vittime massacrate nel giro di soli dieci anni: dal 1952 al 1962. E questo inferno vivente venne rapidamente esteso ai Paesi confinanti come la Cambogia, i cui leader adottarono l'ideologia comunista. La fame nel regno comunista di Mao era così dilagante che un crescente numero di persone iniziò a cibarsi di carne umana 31. Nell'estate del 1958, la carestia era così orribile che
 
«diverse persone cominciarono a disseppellire, a bollire e a mangiare corpi umani. Presto la pratica apparve in ogni regione decimata dalla fame, anche in una provincia relativamente prospera come il Guangdong» 32.
 
bambini cinesi affamati
Sopra: bambini cinesi affamati dal regime maoista.
 
Ci furono diversi casi in cui «numerosi bambini furono mangiati» 33. Altri atti terribili di cannibalismo si diffusero in località come Tongwei, Yumen, Wushan, Jingning e Wudu, mentre i leader comunisti erano perfettamente al corrente di ciò che stava accadendo 34. Ad esempio, in un'altra regione «una donna di settant'anni dissotterrò i corpi di due bambini e li cucinò» 35.
 
Altri atti disumani erano molto diffusi, come quello in cui un bambino di dieci anni venne legato e gettato in una palude in cui morì dopo pochi giorni 36. Altre persone vennero lasciate al freddo nude, e molte di esse morirono; nessuna eccezione venne fatta, anche per le donne incinte 37. In altre circostanze, alcune persone vennero ricoperte per punizione con escrementi e urina.
 
Sopra: vittime della grande rivoluzione culturale inaugurata da Mao nel 1966.
 
Un individuo fu costretto a ingoiare escrementi, e morì alcune settimane dopo 38. Un'altra punizione abbastanza comune consisteva nell'inchiodare al muro le persone per le orecchie 39. Un'altra forma estrema di punizione consisteva nel seppellire le persone vive 40. Di conseguenza, per sfuggire alla tortura, molti finirono per togliersi la vita 41. Ad esempio, «a Shantou, una donna accusata di furto legò i suoi due figli al proprio corpo e si gettò nel fiume» 42.
 
 
Ancora una volta dobbiamo constatare che il marxismo, il comunismo, lo stalinismo - e ora il sionismo/neo-bolscevismo/neo-conservatismo - non sono solamente iniziative politiche o intellettuali. Generalmente, questi movimenti hanno avuto ramificazioni dannose, se sono stati portati avanti con perseveranza. Il loro nucleo era costituito da un rifiuto metafisico del Logos, e rigettando il Verbo divino come misura di ogni cosa questi movimenti hanno finito per abbracciare su larga scala l'opposto della ragione come mezzo estremo metafisico per costruire il paradiso in terra, che nella realtà si è sempre rivelato essere un inferno.
 
comunismo ateo
Sopra: militanti comunisti cinesi distruggono a martellate
statue di Cristo e dei Santi sul sagrato di una chiesa cattolica.
 
Il Libro dell'Apocalisse usa un termine specifico per delineare questa attività diabolica: la Sinagoga di Satana (Ap 2, 9). Probabilmente, Padre Denis Fahey (1883-1954) avrebbe definito questa realtà «il Corpo Mistico di Satana» 43. Questo sistema diabolico, per usare le parole di Winston Churchill (1874-1965), «è stato la molla di ogni movimento sovversivo durante il XIX secolo» 44, e continuerà a scuotere il mondo col suo orrore politico, sociale e spirituale.
 
All'inizio del XX secolo, lo statista inglese aveva denunciato con vigore questo processo dissolutivo in una serie di articoli apparsi sui quotidiani di quel periodo. Tuttavia, anziché mettere in pratica le conclusioni del suo ragionamento, nei decenni successivi Churchill finì per cadere nelle mani dei leader sionisti, che lo portarono rapidamente a considerare sterminatori di massa del calibro di Stalin e Tito (1892-1980) come anime gemelle 45. Ad un certo punto,
 
«quando un assistente gli disse che Tito intendeva trasformare la Iugoslavia in una dittatura comunista sul modello sovietico, Churchill, che era "profondamente entusiasmato dal darwinismo", e che era un convinto assertore della lotta per l'adattamento e per la sopravvivenza di Darwin, e che per qualche ragione nutriva una particolare antipatia per la Chiesa cattolica e per le missioni cristiane, ed era gradualmente divenuto, come diceva egli stesso, "un materialista fino alla punta delle mie dita" 46, rispose: "Intende vivere qui"»? 47.
 
winston churchill - tito broz
Sopra: Winston Churchill e il dittatore rosso Josif Broz detto Tito.
 
Ancora una volta, siamo costretti a pensare che Churchill non poteva non sapere che stava emulando la Germania nazista, quello stesso regime che odiava con passione. Concedeteci per un momento di ritenere che Hitler avrebbe voluto trasformare la Germania in un posto in cui gli ebrei non avrebbero semplicemente avuto nessuna opportunità. Forse Churchill voleva vivere in Germania? Perché mai era così interessato a ridurre la Germania in una condizione di misera schiavitù? Perché odiava così tanto Hitler? Scrive Raico:
 
«Ai massacri compiuti dal protetto di Churchill, Tito, bisogna aggiungere altre stragi: quella di decine di migliaia di croati, e non solo di ustascia (collaboratori dei nazisti; N.d.T.), considerati "nemici di classe" nel tipico stile comunista. Ci fu anche lo sterminio di 20.000 combattenti anti-comunisti sloveni massacrati da Tito e dalle sue squadre della morte. Quando i partigiani di Tito piombarono su Trieste - che il dittatore aveva cercato di conquistare nel 1945 - altre migliaia di anti-comunisti italiani furono liquidati» 48.
 
winston churchill - iosif stalin
Sopra: Winston Churchill e Stalin, il più grande assassino della Storia.
 
Raico continua scrivendo:
 
«Fin dall'inizio delle ostilità, Churchill, come capo dell'Ammiragliato, si prodigò per stabilire un embargo dei beni commestibili destinati alla Germania. Questa fu probabilmente l'arma più efficace adottata da entrambi gli schieramenti durante tutto il primo conflitto mondiale. L'unico problema era che, secondo l'interpretazione comune del Diritto Internazionale - eccetto che per la Gran Bretagna - si trattava di una misura illegale [...]. Ma per tutta la sua carriera, il Diritto Internazionale e le Convenzioni, mediante le quali gli uomini hanno tentato di limitare gli orrori della guerra, per Churchill esse non avevano alcun valore [...]. Circa 750.000 civili tedeschi morirono di fame o per malattie causate dalla malnutrizione. Gli effetti su coloro che sopravvissero furono spaventosi. Parlando di questo embargo, uno storico conclude: "I giovani colpiti (dalla carestia successiva alla Prima Guerra Mondiale) divennero gli aderenti più integrali del nazionalsocialismo» 49. [...] Churchill ebbe un ruolo importante anche nella propaganda pro-britannica e anti-tedesca messa in circolazione da Hollywood prima che gli Stati Uniti entrassero in guerra 50.
 
Churchill disse chiaramente che Hitler, e non Stalin o Tito, era il suo obiettivo primario: «La sconfitta, la rovina e l'eliminazione di Hitler, escludendo tutti gli altri scopi e propositi» 51. Quando Stalin e gli altri leader comunisti crearono un inferno in Europa nei loro mattatoi rossi, gli osservatori più attenti iniziarono ad essere sconvolti. Ancora una volta la risposta di Churchill fu stupefacente:
 
«Perché dobbiamo fare tanto chiasso per la deportazione operata dai russi dei sassoni (tedeschi) e di altri popoli in Romania? [...]. Non ci vedo nulla di sbagliato nel fatto che i russi utilizzino 100 o 150.000 di queste persone per guadagnarsi la traversata lavorando. Non vedo alcun male nel fatto che i russi deportino rumeni di ogni origine che vogliono lavorare nei loro bacini carboniferi» 52.
 
winston churchill massone
Sopra: da sinistra, due cartoline massoniche commemorative di Churchill. Egli era stato iniziato alla sètta
nella Loggia Studholme No. 1591 il 24 maggio 1901. A destra, Churchill figura tra i membri della Loggia Albion,
dell'Ancient Order of Druids («Antico Ordine dei Druidi»). La foto è stata scattata il 15 agosto 1908 al Blenheim Palace.
 
Nel 1915, dopo avere fatto di tutto affinché le altre nazioni entrassero in guerra, Churchill dichiarò: «So che in ogni momento questa guerra sta annientando e distruggendo migliaia di vite umane, e tuttavia non posso farci nulla. Io amo ogni secondo della mia vita» 53. Churchill voleva distruggere letteralmente la Germania perché era convinto che questa nazione fosse la causa di ogni male nel mondo.
 
Egli dichiarò nel 1943: «Le due radici di tutti i nostri mali - la Germania nazista e il militarismo prussiano - devono essere estirpate. Finché ciò non verrà realizzato, non ci saranno sacrifici che non faremo e nessuna forma di violenza cui non faremo ricorso» 54. Churchill sapeva benissimo che stava diffondendo bugie a spese della verità. Nel suo libro sulla guerra, egli affermò:
 
«La tragedia umana ha raggiunto il suo culmine per il fatto che dopo tutti gli sforzi e i sacrifici di centinaia di milioni di persone e le vittorie della giusta causa, non abbiamo ancora trovato la pace e la sicurezza, e siamo ancora una volta alle prese con pericoli peggiori di quelli che abbiamo superato» 55.
 
Churchill stava seguendo un piano implicitamente diabolico, e questo divenne ben chiaro quando l'inutile distruzione della città di Dresda (nel marzo del 1945) creò il panico in tutta la Germania e in buona parte dell'Europa.
 
«Almeno 30.000 persone sono state uccise, e forse le vittime sono molte decine di migliaia in più. Il Palazzo di Zwinger; la chiesa di Nostra Signora (Frauenkirche); il Bruhl Terrace, dal quale si poteva ammirare l'Elba [...]; la Semper Opera, dove Richard Wagner condusse la prima de "L'olandese volante" e il "Tannhauser", e dove Richard Strauss vi tenne la prima del "Rosenkavalier"; tutto praticamente è stato incenerito [...]. Il 16 marzo (1945), nel giro di venti minuti, Wurzburg è stata rasa al suolo. Più tardi, a metà aprile, Berlino e Potsdam sono state nuovamente bombardate, causando la morte di altri 5.000 civili» 56.
 
Sopra: in alto, la città di Dresda ridotta in macerie il 13 febbraio 1945, a guerra ormai finita. I quadrimotori inglesi e americani
sganciarono bombe incendiarie e ad alto esplosivo che crearono temperature intorno ai 1.500 gradi centigradi. Sotto, migliaia
di civili morirono uccisi dal monossido di carbonio o letteralmente arsi vivi dalle alte temperature dentro i rifugi antiaerei.
 
Churchill era al corrente di essere stato uno degli uomini che avevano fomentato tutto questo. Sapete cosa rispose subito dopo questo inutile massacro compiuto un mese prima della fine delle ostilità? Ascoltate molto attentamente: «Non possono ricordarmi tutto circa questo fatto (Dresda). Pensavo fossero stati gli americani a farlo» 57.
 
Nell'ottobre del 1944, Churchill disse a Stalin: «Il problema è come impedire alla Germania di mettere le mani sulla vita dei nostri nipoti» 58. Churchill non credeva realmente a ciò che aveva scritto vent'anni prima nell'articolo «Zionism vs. Bolshevism». «I reiterati avvertimenti da parte di Adam von Trott e degli altri leader della resistenza circa un'imminente "bolscevizzazione" dell'Europa non fecero alcuna impressione su Churchill» 59.
 
In breve, si può dire che il premier inglese fu uno dei volenterosi carnefici di Stalin, in quanto «anziché offrire ai tedeschi una via d'uscita prima che l'Armata Rossa invadesse l'Europa Centrale, Churchill chiese loro una resa incondizionata». Ma quest'ultima condizione implicava anche che gli Stati Uniti avrebbero potuto applicare il Piano Morgenthau, «il quale mostrò ai tedeschi un'immagine spaventosa di ciò che avrebbe voluto dire "resa incondizionata". Questo piano, siglato da Roosevelt e Churchill nel Quebec, prevedeva di trasformare la Germania in un Paese agricolo e pastorizio; anche le miniere di carbone della Ruhr dovevano essere distrutte» 60. Scrive Raico:
 
«Con l'attacco alla flotta francese, Churchill confermò la sua azione di sovvertitore del sistema di regole di guerra sviluppatosi in Occidente nel corso dei secoli. Ma il più grande crimine legato al nome di Churchill sarà per sempre il bombardamento terroristico delle città tedesche che è costato la vita a circa 600.000 civili, e il ferimento di altri 800.000. (Paragonate questa cifra alle 70.000 vittime britanniche causate dai bombardamenti aerei tedeschi durante tutto l'arco del conflitto. Peraltro, morirono più francesi a causa dai raid aerei alleati che inglesi uccisi dai tedeschi)» 61.
 
mers-el-kebir - ammiraglio somerville
Il 3 luglio 1940, per impedire che la flotta francese ancora intatta a Mers-el-Kébir,
in Algeria, cadesse nelle mani dei tedeschi, Churchill ordinò all'ammiraglio James Somerville
che venisse distrutta. L'attacco costò la vita a 1.300 marinai francesi che erano ancora a bordo delle navi.
 
Alla fine dei conti, era abbastanza chiaro agli osservatori più attenti e agli studiosi che Churchill e Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) intendevano distruggere la Germania.
 
«Alla luce di tutto questo, non deve destare nessuno stupore il fatto che un europeo civilizzato come Joseph Schumpeter, di Harvard, sia giunto a dire che "nessuno voleva sentirsi dire che Churchill e Roosevelt stavano distruggendo più di Gengis Khan [...]. Winston Churchill fu un sanguinario e un politico privo di scrupoli, la cui apoteosi servì a corrompere ogni standard di onestà e di moralità sia in politica che nella Storia» 62.
 
conferenza di yalta
Sopra: Churchill. Roosevelt e Stalin durante la conferenza di Yalta (11 febbraio 1945).
I «tre grandi» si spartirono l'Europa del dopoguerra creando due sfere d'influenza. In questa sede, tutti i Paesi
dell'Est europeo vennero consegnati da Churchill e Roosevelt (massone pure lui) nelle mani della terribile
dominazione sovietica, che è durata fino al 1989, con l'implosione dell'URSS e la caduta del Muro di Berlino.
 
Churchill, Stalin - e a dire il vero anche Roosevelt - distrussero la Germania. Come lo storico statunitense Thomas Goodrich indica giustamente,
 
«ciò che la nazione tedesca aveva edificato in due millenni, venne distrutto dai suoi nemici in soli sei anni. Quando la guerra finì, l'8 maggio 1945, il grande Reich tedesco, che era stato uno dei colossi industriali più moderni al mondo, era stato totalmente e quasi disperatamente demolito. La Germania, osservò un reporter americano dopo essersi aggirato tra le macerie delle città tedesche, somiglia moltissimo al suolo lunare. Anche un soldato come Omar Bradley era dello stesso avviso. Dopo aver visto con i proprî occhi le macerie fumanti e annerite, questo Generale rassicurò i suoi connazionali con queste parole: "Posso dire che la Germania è stata distrutta totalmente e completamente"» 63.
 
wesel bombardata
Sopra: Wesel, città della Renania settentrionale-Vestfalia,
ridotta a «suolo lunare» dai bombardamenti alleati.
 
Il processo di Norimberga fu semplicemente una farsa ridicola. Durante quel processo, la maggior parte dei giudici accusatori era composta da volenterosi carnefici di Stalin! Tali persone erano «esperti veterani delle purghe degli anni ‘30» 64. Quindi, ecco la logica: i boia di Stalin hanno liquidato più di 10 milioni di persone in meno di tre anni; ma quegli stessi boia e assassini avrebbero presieduto più tardi il processo di Norimberga. Tutto ciò è davvero patetico.
 
giudici sovietici a norimberga
Sopra: al processo di Norimberga (1945-1946) i gerarchi nazisti sono stati accusati di crimini
contro l'umanità da altri criminali dello stesso stampo. Da sinistra, i giudici sovietici Alexander Volchkov
e Iona Nikitchenko. A destra, il giudice inglese Norman Birkett.
 
Se vogliamo commemorare i morti - sia le persone che morirono sotto il regine nazista che quelle che perirono sotto altre dittature - dobbiamo commemorarli tutti, e non solo quelli uccisi dai tedeschi. É irrazionale e immorale dedicare dozzine di musei alle persone che sono morte a causa della Germania nazista e non avere un solo museo per le vittime - inclusi i cristiani - che sono state massacrate dal bolscevismo e dagli altri regimi comunisti.
 
 
 
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Note
 
1 Traduzione di un estratto dell'originale inglese Lenin, Stalin, and Mao's Willing Executioners, a cura di Paolo Baroni. Scritto reperibile alla pagina web
2 Cfr. R. Raico, Great Wars & Great Leaders («Grandi guerre & grandi capi»), Ludwig von Mises Institute, Auburn 2010, pag. 80.
3 Vedi Y. Slezkine, The Jewish Century («Il secolo ebraico»), Princeton University Press, Princeton 2004; C. H. Edward, The Bolshevik Revolution («La rivoluzione bolscevica»), Macmillan, New York 1950; S. Cohen, Bukharin and the Bolshevik Revolution («Bukharin e la rivoluzione bolscevica»), Oxford University Press, New York 1980; A. B. Ulam, Bolsheviks («Bolscevichi»), Harvard University Press, Cambridge 1980; J. Z. Muller, Capitalism and the Jews («Il capitalismo e gli ebrei»), Princeton University Press, Princeton 2010. Molti studiosi non ammettono che gli ebrei furano a capo della rivoluzione perché ciò potrebbe implicare che le reazioni anti-ebraiche dovrebbero essere rivedute.
4 Vedi R. Conquest, Harvest of Sorrow: Soviet Collectivism and the Terror-Famine («Raccolto di dolore: il collettivismo sovietico e il terrore-carestia»), Oxford University Press, New York 2008; The Great Terror («Il grande terrore»), Oxford University Press, New York 1990; M. Dolot, Execution by Hunger: The Hidden Holocaust («Esecuzione mediante la fame: l'olocausto nascosto»), W. W. Norton, New York 1987.
5 Vedi S. Rosefielde, Red Holocaust («Olocausto rosso»), Routledge, New York 2010.
6 Vedi F. Dikotter, Mao's Great Famine («La grande carestia di Mao»), Walker, New York 2010.
8 Vedi G. Allen, None Dare Call It Conspiracy («Nessuno osa chiamarla cospirazione»), Buccaneer Books, Cutchogue 1976.
9 Cfr. S. Rosefielde, op. cit., pag. 40.
10 Ibid., pag. 50.
11 Ibid., pag. 20.
12 Ibid., pag. 44.
13 Ibid., pag. 42.
14 Cfr. J. O. Pohl, Ethnic Cleansing in the USSR, 1937-1949 («Pulizia etnica nell'Unione Sovietica, 1937-1949»), Greenwood Press, Santa Barbara 1999, pag. 9.
15 Cfr. N. Naimark, Stalin's Genocide («Il genocidio di Stalin»), Princeton University Press, Princeton 2010, pag. 63.
16 Ibid., pag. 124.
17 Cfr. S. Rosefielde, op. cit., pag. 46.
18 Ibid., pagg. 79-80.
19 Cfr. D. Rayfield, Stalin and His Hangmen: The Tyrant and Those Who Killed for Him («Stalin e il suo boia: il tiranno e quelli che uccisero per lui»), Random House, New York 2005, pag. 126.
20 Ibid.
21 Ibid., pagg. 126-127.
22 Cfr. S. Rosefielde, op. cit., pag. 7.
23 Ibid., pag. 35.
24 Ibid., pagg. 35-36.
25 Ibid., pag. 103.
26 Cfr. F. Dikotter, op. cit.
27 Cfr. S. Rosefielde, op. cit.
28 Cfr. F. Dikotter, op. cit., pag. ix.
29 Ibid., pag. xvii.
30 Ibid., pag. 167.
31 Ibid., pag. 320.
32 Ibid.
33 Ibid.
34 Ibid., pagg. 321-323.
35 Ibid., pag. 323.
36 Ibid., pag. 294.
37 Ibid., pagg. 294-295.
38 Ibid., pag. 295.
39 Ibid., pagg. 295-296.
40 Ibid., pag. 296.
41 Ibid., pagg. 304-305.
42 Ibid., pag. 305.
43 Cfr. H. Akins, Synagogue Rising («L'ascesa della sinagoga»), Catholic Action Resource Center, Orlando 2012, pag. vii.
44 Cfr. W. Churchill, «Zionism versus Bolshevism» («Sionismo contro bolscevismo), in Illustrated Sunday Herald, dell'8 febbraio 1920.
45 Cfr. R. Raico, op. cit., pagg. 84-85.
46 Ibid., pag. 59.
47 Ibid., pag. 85.
48 Ibid., pag. 95.
49 Ibid., pagg. 65-66.
50 Ibid., pag. 76.
51 Ibid., pag. 81.
52 Ibid., pag. 95.
53 Ibid., pag. 101.
54 Ibid.
55 Ibid., pag. 98.
56 Ibid., pag. 92.
57 Ibid., pag. 101.
58 Ibid., pag. 85.
59 Ibid., pag. 86.
60 Ibid., pag. 87.
61 Ibid., pag. 89.
62 Ibid., pagg. 91, 101.
63 Cfr. T. Goodrich, Hellstorm: The Death of Nazi Germany 1944-1947 («Tempesta infernale: la morte della Germania nazista 1944-1947»), CreateSpace Independent Publishing Platform, 2014, pag. 277.
64 Cfr. R. Raico, op. cit., pag. 97.