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lunedì 15 ottobre 2012

Luci e ombre del Congresso di Vienna (9° ed ultima Parte): Conclusione ed analisi finale sul Congresso di Vienna

Dopo aver percorso l'intero arco di tempo nel quale si svolse il Congresso di Vienna , avendone analizzato gli avvenimenti cruciali, i principi in esso esposti, e i principali protagonisti più o meno noti , o per meglio dire, più o meno "oscuri" e dotati di vere intenzioni di una Restaurazione europea integrale e duratura, è giunto il momento di tirare le somme e valutare il Congresso  con una valutazione oggettiva sul  "buono e  il  cattivo" che derivò da esso .


File:Berlin .Gendarmenmarkt .Deutscher Dom 010.jpg
Frontespizio degli Atti del Congresso di Vienna (1815)


Il 9 Giugno 1815 , nove giorni prima della definitiva sconfitta del fuggiasco Napoleone I a Waterloo (fatto fuggire apposta dall'Elba  con la complicità della setta e del Governo Britannico per " accelerare i tempi" del Congresso) , i firmatari delle Otto Potenze (Austria, Prussia, Russia, Inghilterra, Francia , Spagna, Svezia, Portogallo) siglarono le clausole che stabilivano il Restaurato assetto europeo dopo sette mesi di dibattiti , scontri , complotti della setta e compromessi. Come vedremo furono proprio i "compromessi" con la setta e con gli ideali Rivoluzionari a rappresentare il principale errore del Congresso di Vienna.

Per visionare gli Atti finali del Congresso di Vienna cliccare il link: http://books.google.it/books?id=CYMMAAAAYAAJ&printsec=frontcover&dq=congresso+di+vienna&source=bl&ots=t1uVPyV1V6&sig=3sM_Hi6PCqocMOOCW5dBP9EQfTA&hl=it&sa=X&ei=XSJ8UJ75N-mh4gTOmYCIDQ&ved=0CDIQ6AEwAA

Grande era il tripudio degli Alleati vincitori sulla Rivoluzione e Napoleone , ma codesto tripudio annebbio la ragione di molti  i quali pensavano di aver estirpato l'"erba cattiva" ma non s'accorgevano che la stavano, nello stesso momento,  coltivando in maniera più o meno voluta. Il loro principale difetto era rappresentato dal desiderio di mantener vive alcune "abitudini" che furono il principale male del secolo precedente . Mi sto riferendo alle idee illuministe e settarie che avevano già intorpidito i sensi dei Sovrani d'Europa illudendoli di poter "abbracciare la Croce e stringere la mano al diavolo" nello stesso tempo senza troppe conseguenze . Questa illusione non abbandonò alcuni Sovrani ai quali non bastarono le dure lezioni impartite dalla nefasta Rivoluzione e dai lunghi anni di guerra contro l'usurpatore Napoleone. Molti di questi Sovrani mantennero all'interno dei Governi legittimi degli ex collaboratori dei passati regimi , e questo fu un grave errore. Questi Sovrani "recidivi" li abbiamo già conosciuti nelle precedenti  parti di questo lavoro dedicato al Congresso di Vienna , ma è corretto elencarli nuovamente  in breve :

1) FWIII.jpg  Il Re di Prussia Federico Guglielmo III d'Hohenzollern


2Alex1.jpg  L'Imperatore  di Russia Alessandro I Pavlovič Romanov


3)   Il Re di Baviera Massimiliano I Giuseppe di Wittelsbach


4George IV van het Verenigd Koninkrijk.jpg Il Reggente d'Inghilterra Giorgio IV di Hannover (Giorgio Augusto Federico)



Dei quattro Sovrani elencati,  solo uno era Cattolico e rappresentò anche l'unico  della sua famiglia a cadere nella trappola settaria ( i suoi successori riscattarono il nome della famiglia), mi riferisco ovviamente al Re di Baviera Massimiliano I che ottenne il "rango" di Re grazie alla collaborazione con Napoleone e la setta . Gli altri , come il Re di Prussia e il Reggente del Regno Unito , erano convinti sostenitori della setta per loro manie di grandezza,  ed erano, da "buoni" Protestanti,  pieni di odio verso il Papato. Alessandro I al momento del Congresso era affiliato alla setta ma con il tempo ebbe una "conversione" ideologica personale che lo portò al distacco dalla loggia. E' d'obbligo notare che tre dei quattro Sovrani elencati facevano parte delle Quattro Grandi Potenze ( Austria, Prussia, Russia, Inghilterra) che ebbero il peso maggiore sulle decisioni prese durante il Congresso. Anche le altra Potenze , pur non avendo un Sovrano settario o simpatizzante della loggia e delle idee Rivoluzionarie, presentavano all'interno delle loro delegazioni membri affiliati alla setta. Due Plenipotenziari appartenenti ad uno Stato Cattolico con un Sovrano il quale si distanziava dalla setta erano :


1)  Charles Maurice de Talleyrand-Perigord.


2)  Franz Anton von Kolowrat-Liebsteinsky.



I due nomi sopra citati appartengono a due Plenipotenziari , uno dei quali è il famosissimo e plurinominato in questi scritti, Charles Maurice de Talleyrand-Perigord, che , come già detto, era l' esponente di spicco della setta "Continentale" mandato al Congresso con precise istruzioni. Il secondo è il meno conosciuto  Plenipotenziario Austriaco Franz Anton von Kolowrat-Liebsteinsky  che cercò di ostacolare le idee del collega Metternich. Ovviamente i nomi e gli esponenti , o simpatizzanti  , della setta erano molti di più ma questo lo abbiamo già trattato in precedenza ed in modo molto approfondito. Ciò nonostante espongo i nomi dei "principali" qui di seguito:


  • Flag of Bavaria (striped).svg Baviera: Maximilian Joseph Graf von Montgelas .
  • Pavillon royal de la France.png Francia: Charles Maurice de TalleyrandAlphonse de Lamartine - Marie-Joseph Motier, marchese de La FayetteJean Anthelme Brillat-Savarin.
  • Flag of the United Kingdom.svg Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda: Robert Stewart, marchese di Londonderry e visconte CastlereaghArthur Wellesley, duca di WellingtonRobert Banks Jenkinson, II conte di LiverpoolGeorge Hamilton Gordon, IV conte di AberdeenHenry John Temple, III visconte PalmerstonEdward Gibbon WakefieldJohn George Lambton, conte di Durham.
  • Kgr hannover flagge.jpg Hannover: Ernst, conte di Münster.
  • Flag of the Habsburg Monarchy.svg Austria:   Franz Anton, conte di Kolowrat-Liebsteinsky.
  • Flag of the Kingdom of Prussia (1750-1801).svg Prussia: Karl August, principe di HardenbergWilhelm von Humboldt.
  • Flag of Russia.svg Russia: Ioannis Kapodistrias.



  •  Una domanda sorge spontanea, come poteva realizzarsi una Restaurazione reale con una presenza così massiccia di settari e simpatizzanti di quella Rivoluzione che aveva distrutto come una terribile tempesta tutto ciò che, in teoria, si voleva riedificare? La risposta in realtà è molto semplice , ed è, assolutamente non si poteva e non si è potuto. Basti pensare che Luigi XVIII, del quale parlammo già precedentemente della sua affiliazione massonica giovanile, e che più di tutti avrebbe dovuto aver imparato la "lezione",  si dimostrò simpatizzante delle idee liberali , seppur moderate , le quali si accostavano alla sua ammirazione per gli scritti di Voltaire. Egli conosceva benissimo la doppiezza dei suoi Plenipotenziari , soprattutto del Talleyrand, nonostante ciò fece il loro gioco inimicandosi addirittura il fratello Carlo , Conte d'Artois, che rappresentava nella famiglia Reale Francese l'unico ad aver imparato qualcosa dai disastri dell'89 e di tutta l'Aristocrazia che non era stata corrottà dal periodo napoleonico  . Si pensi anche che l'intera delegazione Britannica era composta da membri della setta , e la divisione creata dal   Conte di Kolowrat-Liebsteinsky all'interno della delegazione austriaca peggiorò la situazione creando profonde divisioni   rendendo pericolante la posizione delll'unica Potenza  che sola  poteva avere un peso decisivo e positivo  all'interno del Congresso di Vienna. Questa preponderante presenza settaria si scontrò con quella che si può definire una "debole presenza conservatrice sincera" composta da pochi ma importanti esponenti che è giusto ricordare:


    1Lieder Metternich.png Klemens Wenzel Nepomuk Lothar von Metternich-Winneburg-Beilstein.


    2F. Lieder d. Ä.JPG Friedrich von Gentz.


    3Cardinal Consalvi, Thomas Lawrence.jpg Ercole Consalvi.


    4Anonimo - ritratto di Francesco I d'Austria - incisione su carta - ca. 1815.JPG Francesco I d'Asburgo-Lorena


    I quattro esponenti elencati , come già si è potuto constatare in precedenza , rappresentarono la ferrea dottrina del "non compromesso" , ognuno a suo modo si può aggiungere. Il Metternich , più di tutti,  incarnava lo spirito conservatore che riconosceva nell'equilibrio delle Potenze europee e del loro "assetto storico" e legittimo l'unica garanzia di pace e prosperità per l'Europa . Al fianco del Metternich  vi era   il suo "vice" e collega Friedrich von Gentz  che, nonostante le sue simpatie Rivoluzionarie giovanili che erano state demolite dalla cruda realtà,  si era avvicinato alle sue  posizioni  un po di anni prima del Congresso , egli appoggiò il grande Statista austriaco in contrapposizione al "collega" il  Conte di Kolowrat-Liebsteinsky che anzi minava il loro operato. Purtroppo il Gentz negli anni '20 dell'800 si "perse" nuovamente, questa volta nelle idee nazionalistiche entrando in conflitto con il Metternich.
    Ettore Consalvi, Plenipotenziario Pontificio, spada della Santa madre Chiesa di Roma al Congresso di Vienna, manifestò il suo vivo dissenso verso il compromesso e denunciò più volte al Pontefice Pio VII la presenza settaria e la simpatia verso le idee Rivoluzionarie della quasi totalità dei Gabinetti Europei.
    Non ultimo, l'Imperatore d'Austria Francesco I d'Asburgo Lorena, nonstante le nefaste conseguenze del periodo napoleonico lo portarono a spogliarsi del plurisecolare titolo della sua famiglia ( Sacro Romano Imperatore),  si dimostrò il Sovrano più restio al compromesso cercando di far mantenere al Congresso una direzione realmente conservatrice, purtroppo si trovò in seria difficoltà con l'arrivista Prussia , interessata al domigno sul mondo Tedesco, alla competitiva Russia, che voleva espandersi sui territori polacchi e nei Balcani, entrambe  caldeggiate dalla diabolita Inghilterra.
    Queste due diverse linee di pensiero, l'una falsa e sovversiva ( manifestata dagli esponenti della setta) e l'altra sincera e coerente ( manifestata dagli esponenti del conservatorismo intransigente) si scontrarono durante tutta la durata del Congresso. Purtroppo gli esponenti della buona linea di pensiero ( quella sincera e coerente) si trovarono in minoranza e con tale deficenza persero influenza nelle decisioni prese . Tale perdita d'influenza portò, per esempio,  al mancato rispetto del Principio di legittimità in due punti focali :


    1) Abolizione delle Enclaves , con seguente perdita di influenza da parte della Chiesa Cattolica.

    2) Mancata Restaurazione del Sacro Romano Impero, portato allo soppressione forzata durante il precedente periodo napoleonico e quindi avente diritto al ristabilimento.


    Questie due sole eccezioni al Principio di legittimità rappresentarono un duro colpo che si ripercosse su tutto l'assetto Politico europeo e non solo materiale ma anche , e soprattutto , spirituale. I risultati di questa sopraffazione settaria al Congresso di Vienna e nell'opera di Restaurazione è facilmente visibile attraverso l'analisi della Carta Geopolitica d'Europa prima della tempesta Rivoluzionaria  e a Restaurazione compiuta proseguendo per le fasi che demolirono la Restaurata Europa :


     
    L'Europa nel 1789 , allo scoppio della Rivoluzione Francese. L'Europa nel suo assetto pre-Rivoluzionario si presentava pienamente legittima e organica  .
     
     
    L'Europa dopo il Congresso di Vienna (1815).
     
     
    Il Sacro Romano Impero rappresentò  dai tempi di Carlo Magno  per l'Europa Tradizionale un punto saldo di riferimento sia amministrativo che spirituale. Infatti la sua mancata Restaurazione , insieme a quella delle Enclave, generò una brusca rottura tra Stato e Chiesa , rottura che già si stava portando avanti in maniera molto attiva dal finire del XVIII Secolo. Ricordiamo che le due istituzioni nella Tradizionale Europa erano sempre convissute ed avevano perennemente collaborato occupando gradi differenti ma connessi fortemente tra loro. L'ideale settario che si infuse anche ne Congresso si adoperò a minare la Restaurazione rendendo pericolanti le uniche fondamenta che rappresentavano un vero pericolo per la loggia , l'istituzione della Santa Madre Chiesa di Roma. Creando un'ambiente sempre meno cristianizzato riuscirono a portare dalla loro parte molte giovani menti che contribuirono agli sconvolgimenti futuri che portarono al crollo della Restaurazione. Per rendere più comprensibile lo svolgersi dell'indotto crollo dell'opera della Restaurazione è saggio mostrarlo attraverso i mutamenti territoriali nel corso di un secolo:
     
     

    L'Europa nel 1830.

     
    L'a Restaurata Europa, a causa dell'opera settaria e dal compromesso, già a partire dai primi anni dopo il Congresso di Vienna incominciavà a dare già segni di cedimento. I moti settari del 1820-1821 tentarono già di scardinare l'assetto Geo-Politico ma vennero fermati e la situazione risultò temporaneamente tamponata (Congresso di Verona) . Nel 1830,  però , il cedimento si fece vedere palesemente . Come si può vedere dalla Cartina qui sopra esposta , il 1830 venne segnato da tre moti incisivi , due dei quali portarono conseguenze tangibili nel concreto, e due moti minori:
     In Francia , dove la setta organizzò e mandò avanti una commedia di 15 anni, il Re Carlo X tentò di salvare lo Stato dallo strapotere liberale che , va ricordato, vede le sue radici piavtate nelle scelte del fratello Luigi XVIII deceduto nel 1824. Il tentativo del legittimò Sovrano francese portò i circoli settari a muoversi allo scopo di eliminare la "spina nel fianco". Carlo X non era più disposto a sopportare i sopprusi alla Religione Cattolica e alla Tradizione della Francia che avveniva in primo luogo attraverso la stampa. Tradito dal cugino Luigi Filippo di Borbone-Orlèan , che  usurpò il Trono diventando con il contributo della setta alla quale era affiliato "re dei francesi" , Carlo X e tutta la Famiglia Reale lasciarono la Francia che divenne , a causa di una errata decisione del Metternich che non volle intervenire per paura di un'alleanza franco-russa, di nuovo un punto focale della setta e dell'opera Rivoluzionaria nel contesto europeo. Nello stesso anno scoppiarono i moti indipendentistici Belgi contro l'unione , sempre decisa al Congresso  per opera sovversiva, all'Olanda. Le due fazioni, Belgi Cattolico da una Parte e Olanda Protestata dall'altra, si trovarono in una situazione di  decisiva rottura ed,  in concomitanza con il termine dell'usurpazione Orleanista in Francia nel Luglio-Agosto 1830 , i Belgi insorsero appoggiati dal settario Talleyrand e dall'esercito di Luigi Filippo. In Polonia , la cattiva Restaurazione del territorio portò allo sviluppo ed allo scoppio di forti sentimenti nazionalistici di matrice liberal-settaria scoppiati nella Rivoluzione del 1830 domata dall'Esercito Imperiale Russo. I due moti scoppiati nel Centro Nord della Penisola Italiana , seppur piccoli, rappresentarono un'affronto alle istituzioni più conservatrici del territorio peninsulare , Borbone-Parma, Asburgo-Este, Pontefice. I moti , anche se domati in breve dalla prontezza d'intervento dell'Esercito Imperiale Austriaco , rappresentarono un chiaro segno che dimostrava la viva  attività settaria nell'area della Penisola Italiana.
    Nello stesso periodo anche in Portogallo ed in Spagna venivano sovvertiti gli ordinamenti legittimi , il primo causato da una disputa generata dall'abuso di potere dell'Imperatore del Brasile ai danni del fratello Michele I del Portogallo, il secondo causato dalla fragile e volubile personalità del Re di Spagna Ferdinando VII che sovvertì l'ordine Tradizionale delle Spagne facendo il gioco dei liberal-settari  e provocando una divisione nella famiglia Reale e disordini in tutto il Paese (Guerre Carliste): Dopo la Cristianissima Francia anche la Cattolicissima Spagna diventava liberale facendo perdere all'europa Tradizionalista due capi saldi secolari.
     
     
    L'Europa nel 1848
     
    Diciotto anni dopo l'Europa bruciva nelle fiamme appiccate dal complotto settario organizzato e deciso nel 1847. Il 1848 si mostrò terribile , le conseguenze del mancato intervento in Francia si videro in tutta Europa , dalla Sicilia fomentata dal Governo Inglese alla stessa Francia che nel Febbraio di quell'anno proclamava la Seconda Repubblica francese esiliando l'usurpatore Luigi Filippo . Le fiamme si propagarono in diversi punti lungo la Penisola Italiana portando i Sovrani a concedere delle Costituzioni liberali nei loro Stati fiduciosi nel poter mantenere l'ordine con l'ennesimo compromesso. A Napoli Re Ferdinando II di Borbone Due Sicilie concesse per primo la Costituzione seguito dal Pontefice Pio IX  , dal Granduca di Toscana Leopoldo II d'Asburgo Lorena, e dal Re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia-Carignano, lo stesso che vorrà con l'inganno espandere i suoi domigni servendosi dell'alleanza degli altri Stati della Penisola (Campagna militare del 1848-1849). A Venezia il settario Manin gestiva la sua scimmiottatura della Repubblica di Venezia mentre a Roma il settario Mazzini proclamava la Repubblica Romana (Entrambe verranno sconfitte nel 1849). In Austria la sovversione colpì la Capitale che trentatrè anni prima ospitò il Congresso che , con il suo avvelenamento liberal-settario , al suo interno venne preparata la miccia che stava dando fuoco alle polveri. Metternich , grande difensore dell'equilibrio e del rispetto della legittimità, pagò caro il mancato intervento di diciotto anni prima e si trovò costretto a dimettersi e ad abbandonare Vienna con una folla di sgherri Rivoluzionari che mettevano a ferro e fuoco la capitale Asburgica. L'Ungheria , avvelenata dal nazionalismo liberale, diede molti probblemi all'Impero Austriaco che dovette chiedere appoggio a ciò che rimaneva della Santa Alleanza , 200.000 Soldati Imperiali Russi spensero la settaria rivolta.  Nella Confederazione Tedesca le elite Protestanti in stretta  combutta  con la setta crearono disordini in parecchi Stati riuscendo a strappare concessioni Costituzionali liberali. I moti vennero domati nel corso di un'anno ma i danni si dimostrarono assai profondi.
     
     
    L'Europa nel 1860
     
    Dal 1849 al 1859 in Europa si vide un'apparente calma dell'attività settaria, dico apparente perchè in realtà ci fu. Tralasciando i moti sedati sul nascere nel Regno Lombardo Veneto  e altrove nel 1853 la Russia di Nicola I , desiderosa del tanto agognato sbocco sul Mediterraneo, dichiarò guerra al decadente Impero Ottomano avendo la meglio fino a che l'Inghilterra, intenzionata a non  permettere che la Russia diventasse un nuovo concorrente sui mari e in particolare nel Mediterraneo , seguita dal Secondo Impero Francese di Napoleone III e da un piccolo contingente di 18.000 uomini del liberale Regno di Sardegna  del Conte di Cavour, intervenne in favore dell'Impero Ottomano ribaltando le sorti del conflitto. Nel 1856 la Guerra di Crimea terminò con la sconfitta Russa e con la sua quasi totale alienazione dal Mediterraneo. Il Congresso di Parigi che ne seguì significò la nascita di un'accordo saldo tra il settario Governo Britannico , in lotta perenne con il Papato e contro tutti coloro che si ergevano in sua difesa, e il liberal-settario Governo Piemontese che strinse un'alleanza anche con la Francia di Napoleone III ( Patti di  Plombières del 1858) per soddisfare i propri desideri d'espansione territoriale. Infatti, nel 1859, il Governo Piemontese provocò quello Asburgico fino a portare la sua reazione giustificata , ma saggiamente sconsigliata dal vecchio Metternich, che diede inizio al secondo conflitto volto all'espansione dei domigni Sabaudi a danno degli Stati legittimi della Penisola Italiana. L'Esercito franco-piemontese , grazie al pesante aiuto francese, riuscì ad avere la meglio sull'Imperial Regio Esercito Asburgico . Il 12 Luglio venne siglato in Trattato di Villafranca e la Lombardia venne annessa al Regno di Sardegna che nel frattempo, grazie al lavoro degli agenti inviati nei Ducati Emiliani , nel Granducato di Toscana e nelle Romagne Pontifice , usurpava illegittimamente altri Troni e Stati.
     
     
     
     Carta Geo-Politica d'Europa nel 1870
     
    Nel 1870 l'opera della setta aveva modificato gran parte dell'assetto deciso al Congresso di Vienna:
    In Spagna il liberalismo spadroneggiava così come in Portogallo . L'Austria, dopo la Guerra austro-prussiana del 1866, venne estromessa dagli affari del mondo Tedesco a causa della Prussia del settario Bismark. La Francia , dopo aver perso la Guerra contro gli Eserciti Prussiani ( Guerra franco-prussiana 1870-71) ed il crollo del secondo Impero , cadeva nel terrore della comune ed in seguito nell'ombra della Terza Repubblica francese. La Prussia vincitrice creò l'Impero Tedesco fortemente nazionalista e percursore delle idee che caratterizzeranno il XX Secolo. Nella Penisola Italiana il complottista e falso Regno Sabaudo continuò a tramare e ad usurpare Troni e Stati, nel 1861 venne proclamato l'illegittimo Regno d'Italia con rivolte popolari contro di esso , nel 1866 , come scia della vittoria Prussiana sull'Austria , il "Regno d'Italia" usurpò il Veneto , e nel 1870 , con un atto vergognoso , occupò ed usurpò gli ultimi territori dello Stato Pontificio relegando il Pontefice alla condizione di prigioniero.
     
     
     
     L'Europa alla vigiglia della Prima Guerra Mondiale
     
    Nel 1914 , un Secolo dopo il Congresso di Vienna l'Europa non conservava quasi più niente dell'assetto che in esso li fu dato. L'ultimo baluatrdo del Conservatorismo intransigente , seppur duramente provato, era l'Impero Austro-Ungarico che però risultava ormai, almeno nel piano della Politica estera , "vassallo" dell'Impero Tedesco. Spinto ad entrare in Guerra ( I Guerra Mondiale) dal triste assassinio del pretendente al Trono Imperiale Francesco Ferdinando a Sarajevo per opera della setta , ed anche per pressioni della Germania , l'Impero dell'ormai ultra ottantenne Francesco Giuseppe I entrò nel terribile cammino che lo condurrà allo smembramento territoriale a guerra finità. L'11 Novembre del 1918 ,con la resa dell'Impero Tedesco , l'Europa devastata e senza più una guida che salda la portasse nella retta via perse l'ultimo segno della Restaurazione .  Anche l'Impero Russo era stato "sostituito" da un'ente frutto del liberalismo settario. Le conseguenze saranno gli indicibili orrori del resto del XX Secolo che tutti noi conosciamo bene.
     
     
    L'Europa dopo la Prima Guerra Mondiale
     
    Dopo la Prima Guerra Mondiale il Conservatorismo intransigente venne spazzato via , e coloro i quali ne custodivano ancora i saggi principi vennero relegati in esilio o eliminati. Da questo momento storico fino ad oggi l'illegittimità dei Governi a fatto da crudele padrone delle sorti dei popoli d'Europa e non solo.
     
     
    E' importante precisare  , oltre che rendersi conto, che questo declino è stato frutto del tanto citato "compromesso". Daltronde , come si può sperare che un Sacro Principio , come è quello di legittimità, possa essere contaminato  da idee perniciose figlie della Rivoluzione che è di per se illegittima e sovversiva mantenendone lo spirito ? Spesso sui libri di Storia "ufficiali" viene criticato il Congresso di Vienna per le idee, a detta dei liberali che li scrivono, ormai "passate" e per la severità dei suoi partecipanti. Avendo letto questo lavoro in tutte le sue 9 parti vi renderete certamente conto che queste affermazioni fanno parte della infinita montagna di menzogne dei così detti "vincitori". Ora sapete che l'opera del Congresso di Vienna , seppur minata dallo spirito Rivoluzionario e dalla setta, resistette per un Secolo grazie all'opera di quei conservatori intransigenti che, in netta minoranza, seppero salvare il salvabile pensando agli interessi dei popoli d'Europa . Quindi , la prossima volta che vi diranno che l'unica cosa buona del Congresso di Vienna fu l'abolizione della tratta degli schiavi e l'aver mantenuto un periodo di assenza da guerre totali saprete che non è così . Il Congresso ebbe i seguenti buoni frutti:
     
    1) I Conservatori intransigenti , con la loro ferma opposizione , riuscirono a far rispettare il Principio di legittimità nella gran parte dei casi garantendo un assetto Geo-Politico legittimo.
     
    2) L'opera dei Conservatori intransigenti dimostrò alla setta che la Tradizione non era morta con la ghigliottina dell'89 , tamponando il loro strapotere.
     
    3) La pace ottenuta si deve appunto alla frangia dei Conservatori intransigenti che , ostacolando il dilagare della sovversione, resero l'opera della Restaurazione improntata , per buona parte, nel Sacro Principio di legittimità.
     
    Questi tre punti chiave spiegano in maniera breve e concisa il buon operato che il Congresso di Vienna apportò. Ma vi sono anche dei punti negativi che ebbero il loro germoglio da quell'elite settaria e liberale infiltrata all'interno del Congresso stesso. Il compromesso minò l'opera della Restaurazione , principalmente e palesemente il compromesso bisognava evitare così come saggiamente consigliato dal Pontefice Pio VII. Si dice che il Metternich affermò che le idee possono essere bloccate da un cancello ma che prima o poi queste idee l'avrebbero scavalcato , be, questa affermazione viene ancora oggi presa spesso da coloro che vogliono giustificare la bontà del compromesso ignorando che con tale frase il Metternich non voleva dire che il compromesso doveva essere fatto per forza, piuttosto che le idee nefaste , anche se scavalcavano i cancelli, dovevano essere combattute ogni qual volta si fossero presentate.
    Voglio concludere dicendo che , se Restaurazione futura sarà dovrà essere priva degli errori fatti al Congresso di Vienna  e soprattutto dovrà essere priva di quel disastroso compromesso che  determinò il collasso della  stessa Restaurazione. 
     
    Fine...
     
    Fonti:
     
     Congresso di Vienna e Principio di legittimità.
     
    Il Probblema dell'ora presente di Mons. Delasuss.
     
    Scritto da:
     
    Il Principe dei Reazionari
     

    domenica 7 ottobre 2012

    Luci e ombre del Congresso di Vienna ( Parte 8°): Analisi dei maggiori esponenti del Congresso di Vienna e il loro "spirito politico".

    Dopo aver constatato  la preponderante presenza settaria all'interno del Congresso di Vienna grazie  alla pubblicazione precedente,  nella quale era contenuto un'estratto tratto dalla Civiltà Cattolica che trattava appunto di ciò, adesso è giusto  passare in una breve "rassegna" gli esponenti ed i Sovrani  più di spicco del Congresso di Vienna e cercare di sintetizzarne  la funzione che ebbero e quale fosse il loro "spirito" Politico , dopodichè potremo "tirare le somme":


    Regno di Francia:
     


     Luigi XVIII di Borbone-Francia
     
    File:Lodewijk XVIII van Frankrijk en Navarra.jpg
     

    Luigi XVIII di Borbone-Francia  (Versailles, 17 novembre 1755Parigi, 16 settembre 1824), come già accennato in precedenza, nonostante in epoca pre-Rivoluzionaria fosse stato affiliato alla Massoneria avendo "bevuto dal Calice del suo tempo", così come scrive Mons. Delasuss, la setta era consapevole della sua probabile "pericolosità" è per questo motivo tentò di trovare un "sostituto" che fosse più propenso ad essere governato che a governare. Fece molti errori , il più importante è, forse , quello di aver fidato troppo di personaggi di dubbia fedeltà alla famiglia Reale legittima e di appoggiare quella politica del compromesso che determinò la caduta dell'operato del Congresso di Vienna. Fidando di personaggi del calibro di Talleyrand e La Fayet si "inimicò" i membri della sua stessa famiglia, primo tra tutti suo fratello minore Carlo Conte d'Artois (futuro Carlo X Re di Francia). Morirà nel 1824 prima di vedere i frutti avvelenati dovuti anche alle sue scelte.


    Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord


    File:Talleyrand 01.jpg

    Questo spregevole individuo, affiliato alla loggia massonica "Les Amis réunis" e da essa , con l'ordine diretto del Grande Oriente di Francia, inviato al Congresso di Vienna con specifiche istruzioni, già brevemente analizzato nella prima parte di queste pubblicazioni , merita un piccolo riapprofondimento:
    Il 16 settembre 1814 prendono avvio i preparativi del congresso di Vienna e Luigi XVIII pone a capo della delegazione francese il settario Talleyrand, e sarà proprio lui a firmarne l'atto finale il 9 giugno 1815 . Il principio che Talleyrand fingeva di appoggiare come già visto è quello della legittimità della sovranità: ogni nazione deve essere costituita in Stato legittimamente per naturale evoluzione, per tradizione storica e non per una imposizione di forza dall'esterno. Tutto ciò che è stato frutto di atti di forza, e cioè le conquiste e la costituzione artificiosa di Stati da parte di Napoleone a seguito delle sue campagne militari, deve ritornare come prima. Talleyrand giocò con furbizia la sua parte, giocò anche sulle divisioni della altre grandi potenze europee, non soltanto a limitare le sanzioni a danno della Francia (che altrimenti sarebbero ampiamente giustificate dai pesanti danni subiti dalle potenze vincitrici a causa della arroganza e furia distruttiva del Bonaparte), ma ad influenzare pure le altre decisioni che riguardavano l'equilibrio dell'Europa in generale. Il ringraziamento per tutto ciò sarà l'obbligo delle dimissioni da primo ministro (che tale diventerà dopo il ritorno del Re al termine dei cento giorni di Napoleone) che Luigi XVIII, spinto da seri e sinceri aristocratici memori del suo passato di rivoluzionario, ordina al macchiavellico Talleyrand a dare le dimissioni con il contentino della conferma nella carica di gran ciambellano di Francia il 24 settembre 1815.
    Durante i Cento Giorni Napoleone, giunto a Parigi , confisca subito i beni del Talleyrand e poi gli scrive a Vienna per offrirgli l'incarico di ministro degli esteri, incarico che Talleyrand, consapevole dei piani della setta, non esita a rifiutare: egli sa benissimo che quello di Napoleone sarà un breve fuoco di paglia e quindi si dà un gran daffare presso le potenze del Congresso per dissociare in qualche modo le responsabilità della nazione che rappresenta dalle future imprese del redivivo Corso (senza gran fatica si direbbe, se, come pare, la fuga dall'Isola d'Elba è stata organizzata ad insaputa di Napoleone da Wellinton, Castlereagh, il rappresentante inglese a Vienna, per mettere fine allo stallo delle trattative di Vienna, sotto l'incombenza del pericolo di un ritorno vittorioso del Bonaparte). Ironia della sorte: il suo successore è il duca di Richelieu (la stessa casata del ben più famoso cardinale di Richelieu). Inizia così per il Talleyrand un lungo periodo di riposo forzato. La carica di Gran Ciambellano gli consente di parlare alla Camera dei Pari ove non perde occasione, oltre che di complottare, di scagliare la sua oratoria sarcastica contro il nuovo governo. E proprio da quel pulpito si scagliò nel 1821 contro il tentativo del governo di limitare giustamente la libertà di stampa divenuta nettamente eccessiva , un suo vecchio cavallo di battaglia. Nel 1830 farà parte del complotto Orleanista cambiando nuovamente bandiera.



    Alphonse Marie Louis de Prat de Lamartine


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    Alphonse Marie Louis de Prat de Lamartine (Mâcon, 21 ottobre 1790Parigi, 28 febbraio 1869)
    Di famiglia legittimista, Lamartine, già di convinzioni liberaleggianti da giovanotto illuso, era stato inviato a Vienna al seguito del Talleyrand . Alle decisioni del Congresso non prese praticamente parte attiva limitando ad appoggiare quella disastrosa "politica del compromesso" con lo spirito Rivoluzionario. Dopo il Congresso  si era ulteriormente avvicinato alle concezioni politiche liberali fino all'affiliazione massonica e  all'aperta polemica contro il governo del Principe di Polignac nel 1830 , salutando con ignomignosa soddisfazione la caduta di Carlo X con la  nefasta Rivoluzione di Luglio del 1830 e la salita al trono del  liberale usurpatore Luigi Filippo duca d'Orléans. Egli si ricorda più per le sue opere letterarie che per le sua dubbie scelte politiche.


    François-René de Chateaubriand



    Il visconte François-René de Chateaubriand ([fʁɑ̃swa ʁəne də ʃatobʁijɑ̃]; Saint-Malo, 4 settembre 1768Parigi, 4 luglio 1848)
    Chateaubriand accolse con trasporto il ritorno dei Borbone: il 30 marzo 1814, aveva pubblicato contro l'imperatore decaduto un virulento pamphlet, Di Buonaparte e dei Borboni (De Buonaparte et des Bourbons), del quale furono distribuite migliaia di copie, e che, a detta di Luigi XVIII, gli valse «più d'una battaglia vinta». Nominato ambasciatore in Svezia, non aveva ancora lasciato Parigi, quando Napoleone fece ritorno in Francia nel 1815. Chateaubriand accompagnò Luigi XVIII a Gand, divenne uno dei membri del suo gabinetto, e gli indirizzò il celebre Rapport sur l'état de la France (Rapporto sullo stato della Francia).
    Fu inviato a Vienna come rappresentante della Francia più per tenere d'occhio Talleyrand che per mansioni diplomatiche dirette, infatti il Re fidava del legittimista Chateaubriand che l'avrebbe informato delle mosse dell'ex vescovo giacobino.
    Dopo la sconfitta del Bonaparte, Chateaubriand fu nominato ministro di Stato e pari di Francia; ma avendo attaccato, ne La Monarchie selon la Charte (La Monarchia secondo la Carta), l'ordinanza del 5 settembre 1816 che smembrava la Camera introvabile, cadde in disgrazia e perse il suo posto di Ministro di Stato. Si gettò allora nell'opposizione ultra-monarchica e divenne uno dei principali redattori del Conservatore, il più potente organo di questo partito.
    L'omicidio del Duca di Berry, nel 1820, lo riavvicinò alla corte: scrisse in questa occasione le Mémoires sur la vie et la mort du duc (Memorie sulla vita e la morte del duca). Venne nominato, nello stesso anno, ministro plenipotenziario di Francia a Berlino, poi ambasciatore in Inghilterra nel 1822 .
    Il suo ruolo politico fu particolarmente importante nella questione riguardante la restaurazione del potere assoluto di Ferdinando VII ed il rovesciamento del locale governo liberale. Chateaubriand fu uno dei due plenipotenziari francesi che, al Congresso di Verona, ottennero il consenso delle potenze continentali (salvo l'Inghilterra, preoccupata di un ritorno di influenza spagnola in Sud-America) alla Spedizione di Spagna. Al suo rientro, ricevette il portafoglio di ministro degli Esteri; riuscirà nell'avventura spagnola con la presa di Cadice nel 1823; ma, non avendo potuto mettersi d'accordo col Villèle,  capo del gabinetto, si vide brutalmente congedato il 6 giugno 1824.
    Rientrò subito nell'opposizione, ma stranamente per unirsi al partito liberale, e combatté a oltranza il ministero Villèle, sia alla Camera dei Pari, sia nel Journal des débats (Giornale dei Dibattiti), in cui diede il segnale della defezione: si mostrò a quell'epoca, lo zelante difensore della libertà di stampa e della indipendenza della Grecia, cosa che gli portò grande popolarità nei salotti borghesi. Questo cambio di bandiera di Chateaubriand fu dovuto principalmente ad una rivalsa personale con il de Villèle che ad un convincimento liberale vero e proprio.
    Alla caduta del de Villèle, Chateaubriand fu nominato, all'inizio del 1828, ambasciatore a Roma, ma diede le dimissioni all'avvento del ministero Polignac , altro suo rivale politico. Il 1830 e la  salita sul Trono di Francia dell'usurpatore Orlèan segneranno la sua uscita definitiva dalla politica.



    Marie-Joseph Paul Yves Roch Gilbert du Motier, Marchese de La Fayette
     

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    Marie-Joseph Paul Yves Roch Gilbert du Motier, Marchese de La Fayette (Chavaniac, 6 settembre 1757Parigi, 20 maggio 1834), affiliato al Grande Oriente di Francia,   nel 1777  attraversò l'Atlantico  per offrire i suoi servizi al Congresso Continentale di Filadelfia.
    Fu un amico del framassone  George Washington, che divenne il suo modello e combatté insieme a lui nelle battaglie del Brandywine e di Valley Forge. La Fayette divenne popolare in America e la sua fama fece molto per rendere accettabili i sovversivi  ideali liberali in Europa. Venne soprannominato e pubblicizzato dalla setta, come verra soprannominato successivamente l'infame framassone Giuseppe Garibaldi, "eroe dei due mondi" .
    Durante la Rivoluzione francese ebbe un ruolo di primo piano, almeno per quanto riguarda la prima fase. All'indomani della presa della Bastiglia, infatti, fu nominato per acclamazione settaria  comandante della Guardia Nazionale. Nei seguenti tre anni, da liberale  qual era, esercitò la sua influenza nel tentativo di orientare la rivoluzione in senso monarchico-costituzionale  del suo Gran Mestro "Louis egalitè" .
    Dopo  il periodo Napoleonico tornò alla vita pubblica in Francia nel periodo della Restaurazione come deputato riuscendo a farsi accettare dal Sovrano che lo inviò a Vienna come Plenipotenziario, collaborò alla commedia del Talleyrand in modo impeccabile. Divenne esponente di alto grado del Grande Oriente di Francia e fu di nuovo a capo della Guardia Nazionale nell'agosto 1830, svolgendo un ruolo attivo nella Monarchia di Luglio di Luigi Filippo , figlio del suo amico regicida. Fu poi destituito nel dicembre dello stesso anno dal nuovo governo Laffitte, ritirandosi quindi a vita privata.



    Jean Anthelme Brillat-Savarin


     


    Jean Anthelme Brillat-Savarin (Belley, 1º aprile 1755Parigi, 2 febbraio 1826) .
    Nel 1789 fu eletto deputato all'Assemblea Costituente; terminato il mandato, fu nominato consigliere della Corte di Cassazione. Durante il Terrore si riparò in Svizzera e poi a New York.
    Tornato in patria dopo l'instaurazione del Direttorio, riebbe la carica di consigliere di Cassazione e fu insignito della Legion d'Onore.
    Dopo la sconfitta napoleonica riuscì ad entrare nel nuovo governo e fu mandato a Vienna come Plenipotenziario francese. Incapace di fatti concreti e di idee liberali non ebbe nessun conto sul piatto della bilancia del Congresso di Vienna. Anch'egli divenne più conosciuto per i suoi scritti e opere letterarie che per il suo totalmente mancante talento politico.



    Impero d'Austria:
     
     
    Francesco I d'Asburgo-Lorena
     
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    Francesco Giuseppe Carlo Giovanni d'Asburgo-Lorena (Firenze, 12 febbraio 1768Vienna, 2 marzo 1835)  figlio di Leopoldo II ,  Imperatore dei Romani (come Francesco II) dal 1792 al 1806, e Imperatore d'Austria (con il nome di Francesco I) dal 1804 (anno di istituzione del nuovo titolo) fino alla morte. Dal 1792 al 1796 fu l'ultimo Duca di Milano.
    Tra i Sovrani Alleati delle Grandi Potenze (Russia-Prussia-Inghilterra-Austria) era l'unico a non essere affiliato alla setta ne a condividerne gli ideali. Fu anche merito suo se il Congresso di Vienna salvo , almeno in parte, la sua connotazione conservatrice.


    Klemens Wenzel Nepomuk Lothar von Metternich-Winneburg-Beilstein:


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    Metternich, come già appreso precedentemente , durante il Congresso di Vienna  ne fu il Presidente e perciò  uno dei principali negoziatori. In quel contesto espresse chiaramente la sua visione politica e la sua idea confederativa che aveva della monarchia asburgica, fatta di tanti stati dotati di un alto livello di autonomia. A livello internazionale, invece, mostrò di accettare e di difendere il principio di legittimità e fece accettare il principio di equilibrio (secondo il quale si voleva creare nella nuova Europa un equilibrio di forze che scoraggiasse eventuali ambizioni di dominio su tutto il continente). Bisogna ricordare però che Metternich si presentava più come un conservatore preoccupato maggiormente al mantenimento dell'equilibrio che al legittimismo , anche se lo difese coscente del legame tra i due principi.
    In quel periodo ebbe un aspro diverbio con lo zar Alessandro I di Russia, i cui piani megalomani per la Polonia preoccupavano fortemente il ministro austriaco. I tentativi di Metternich di creare un fronte compatto con Castlereagh e Hardenberg, il cancelliere prussiano, per opporsi ai piani di Alessandro I fallirono a causa dell'opposizione della Prussia che non voleva attriti con la Russia interessata alla sua sostituzione come guida del mondo Tedesco spodestando gli Asburgo . Metternich sorprese la Prussia firmando un'alleanza con Castlereagh e Talleyrand, il 3 gennaio 1815, per dissuadere, anche a costo della guerra, l'annessione della Sassonia da parte della Prussia che era prevista come compensazione in cambio di terre polacche che sarebbero state date ad Alessandro I. Se ciò salvò il regno di Sassonia, non impedì ad Alessandro I di ottenere quasi tutto ciò che desiderava della Polonia. Metternich temeva leccessiva ambizione Prussiana e pur di prevenirla scelse altre vie che si presentarono comunque di difficile corso.
    Nel contempo Metternich negoziò con la Prussia, la Baviera, il Württemberg e Hannover, la creazione della Confederazione Tedesca, che contava 39 stati, contro i 300 che facevano parte del Sacro Romano Impero sciolto a causa della tempesta Napoleonica dieci anni prima. Metternich, inoltre, fu l'artefice, come abbiamo visto nel capitolo precedente, della "sanata" Santa Alleanza, che pure deve l'idea e il nome allo zar Alessandro: un accordo per governare i popoli conformemente alla carità cristiana, e per reprimere le rivolte borghesi . Se uno stato subiva disordini rivoluzionari, infatti, gli altri erano autorizzati ad intervenire militarmente per prevenire il contagio e ristabilire il potere legittimo. Di fatto fu un'alleanza posta allordine reazionaria tra Austria, Prussia e Russia, allargata successivamente alla Francia.
    Metternich lottò contro molti oppositori durante il Congresso, anche tra i  Plenipotenziari austriaci. Si oppose alle mire inglesi sul Mediterraneo , ma trovandosi praticamente solo non riuscì ad impedire, per esempio, che l'Inghilterra prendesse possesso di Malta e di altri porti cruciali , sia commercialmente che militarmente. Si può affermare che egli fu il nemico del compromesso con la Rivoluzione , in opposizione con il notevole numero di Plenipotenziari corrosi nello spirito dalle idee perniciose che cercavano di debellare. Metternich si tenne sempre lontano dalla setta considerando i suoi adepti , e a ragione, fanatici e portatori di caos e disordine, tutto ciò dimostra quanto egli fosse sincero e coerente nella sua politica.
    Vi furono molti attriti , in diversi momenti durante il Congresso, tra Metternich e i Plenipotenziari Inglesi, Prussiani e Russi, affrontati da Principe con classe e facendo rispettare il più delle volte le sue buone ragioni.
    Il Congresso approvò i suoi verbali finali il 9 giugno 1815, nove giorni prima della battaglia di Waterloo. E' grazie a lui, ed altri pochi come lui , questo lo ribadisco, che l'opera del Congresso non fu totalmente compromessa. 
    Il nuovo Trattato di Parigi, siglato il 20 novembre 1815, sostituì quello di 18 mesi prima, recependo i verbali del Congresso. Negli anni successivi al Congresso di Vienna, l'impegno maggiore di Metternich fu quello di mantenere gli equilibri raggiunti, e di difendere i diritti delle monarchie e degli imperi in contrasto con le farneticazioni democratiche pubblicizzate dalla borghesia settaria dell'epoca. Il Congresso della Santa Alleanza si riunì periodicamente fino al 1822, quando ebbe luogo il Congresso di Verona, ma, come abbiamo visto precedentemente, si deteriorò e perse di rilevanza anche con la morte dello zar Alessandro I il 1º dicembre 1825 e le rivoluzioni francese e belga del Luglio e Agosto 1830 che ne determinarono la "cancrena" . Il Metternich , dopo il 1830, cadde sempre più nel vortice del pessimismo vedendo il "lavoro della sua vita distrutto" , così come egli affermava.





    Friedrich von Gentz
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    Friedrich von Gentz (Breslavia, 1764Vienna, 1832), fratello del famoso architetto classicista Heinrich von Gentz , al servizio della Prussia, fu dapprima sostenitore della Rivoluzione francese, ma ne divenne poi, per riflessioni personali, un feroce oppositore.
    La sua fama è legata sopratutto alla traduzione in tedesco, nel 1793, della celebre opera del politico Edmund Burke The reflections on the revolution in France. Si disse , allora, che fu proprio la traduzione di Gentz ad operare nella società tedesca, e non solo nelle classi più moderate, un decisivo ripensamento sulla vera natura della Rivoluzione.
    Nel 1802 si spostò in Austria, dove, nel 1810, divenne il più stretto collaboratore di Metternich , per il quale spesso scriveva i discorsi. Durante il Congresso di Vienna fu il segretario ufficiale al fianco del Metternich appoggiandolo nelle sue scelte, fu uno dei pochi che seguirono una politica di opposizione decisa al sistema Rivoluzionario. Tale mansione lo impegnò anche nei successivi Congressi dell'Alleanza fino al 1822. Fu l'ispiratore della politica anti-liberale e della censura praticata dal Metternich e dai Principi Tedeschi in Germania negli anni '20. Per questo egli, al pari dello statista austriaco, divenne lo scomodo simbolo per i liberali e per la setta della Reazione del Vormarz. Minacciato dai circoli liberal-settari cedette e verso la fine del 1820 e gli inizzi del 1830 difese le cause delle rivoluzioni degli Olandesi e dei Polacchi. Questo suo "cambio di bandiera" provocò la rottura con Metternich e si ritirò a vita privata. Morì a Vienna nel 1832.
    Adam Heinrich Müller

    Adam Heinrich Müller (Berlino, 30 giugno 1779Vienna, 17 gennaio 1829), scrittore, economista, filosofo, critico letterario, economista politico, scienziato politico e filosofo politico tedesco. I suoi scritti vennero apprezzati agli inizi del XX secolo.
    Dopo aver studiato all'Università Georg-August di Gottinga, viaggiò in tutta Europa e alla fine si convertì il 30 aprile 1805 alla fede cattolica (prima era protestante), la tempesta Rivoluzionaria fu oggetto di profonde riflessioni per lui. Negli anni successivi visse a Dresda, dove svolse l'attività di tutore per diversi nobili fra cui quelli appartenenti alla famiglia della Sassonia-Weimar.
    In seguito, nel 1808, con l'aiuto di Heinrich von Kleist fondò il mensile Phoebus (originale Phöbus). Poi, dopo alcuni viaggi, iniziò una forte amicizia con Clemente Maria Hofbauer.
    Al Congresso di Vienna fu tra i rappresentanti dell'Impero austriaco al fianco di Metternich rimanendo fedele ai principi Contro-Rivoluzionari, a tali principi rimase fedele fino alla fine . Fu uno degli esponenti del “romanticismo politico”.


    Franz Anton von Kolowrat-Liebsteinsky

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    Franz Anton von Kolowrat-Liebsteinsky (in ceco František Antonín Kolovrat-Libštejnský; Praga, 31 gennaio 1778Vienna, 4 aprile 1861)  proveniva da una famiglia dell'antica aristocrazia molto radicata nel territorio ed a contatto con molti ambienti influenti della corte austriaca in Boemia. Ancora in gioventù venne nominato colonnello del Castello di Praga. Questo officio corrispondeva al titolo di governatore austriaco della Boemia, incarico che però svolse all'insegna della promozione liberale della "cultura" tra gli anni 1809 e 1826, anche se non poche furono le opposizioni dell'aristocrazia locale che vedeva nelle "innovazioni" introdotte dal conte Kolowrat-Liebsteinsky una fonte sovversiva . Franz Anton von Kolowrat-Liebsteinsky si distinse ad ogni modo come valente economista e discreto esperto di finanze. Al Congresso di Vienna fu uno dei rappresentanti dell'Austria ma invece che operare a favore della Corona Imperiale e della Restaurazione cerco di imporre le sue idee liberali opponendosi fortemente al Metternich e agli altri Plenipotenziari austriaci. Egli fu l'unico rappresentante austriaco che manifestò tali tendenze e simpatie.
    Nel 1826 riuscì a divenire ministro di stato e dovette dimettersi dall'incarico di governatore della Boemia, trovandosi ad ogni modo a dover gestire il mondo imperiale col quale si era sempre confrontato secondariamente. Franz Anton venne inoltre nominato (dal 12 dicembre 1836 al 13 marzo 1848) membro del consiglio imperiale segreto che coadiuvava l'Imperatore nella presa delle decisioni più delicate per le sorti dello stato .
    Alla morte dell'Imperatore Francesco I d'Austria nel 1835, egli fu tra i promotori della salita al trono del figlio di questi, Ferdinando il quale, seppur malato di mente, era stato da lui educato proprio agli ideali liberali. Nominato membro del consigliodi reggenza, dovette però qui confrontarsi con il cancelliere imperiale Metternich col quale non aveva un ottimo rapporto, come abbiamo visto, già dall'epoca del Congresso di Vienna.
    Alla rivoluzione del marzo del 1848, della quale lui fu promotore coordinando i circoli liberal-settari della Capitale, che coinvolse Vienna ed altre importanti città dell'Impero austriaco, egli venne nominato, guardacaso, Primo Ministro dell'Impero austriaco in sostituzione del caluniato Metternich , il primo di spirito costituzionale, resse questo incarico dal 20 marzo al 19 aprile 1848.
    Ritiratosi dall'incarico, Kolowrat-Liebsteinsky divenne presidente dell'Accademia delle Scienze di Boemia e fu il fondatore del Museo Nazionale di Praga al quale donò la propria collezione mineralogica e la propria vasta biblioteca.





    Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda:
     
     
     
     
     
    Principe Reggente Giorgio Augusto Federico di Hannover
     
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    Il Principe Reggente Giorgio Augusto Federico di Hannover (12 agosto 176226 giugno 1830) futuro, e illegittimo, re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda e di Hannover dal 29 gennaio 1820 con il nome di Giorgi IV . Anch'egli affiliato in alto grado , come di tradizione della famiglia "reale Inglese" , dai tempi dell'usurpazione del 1688, alla Gran Loggia Unita d'Inghilterra. Era rappresentante al Congresso di Vienna in vece della famiglia "reale" Inglese. Libertino per natura , e poco interessato alla responsabilità di Stato, lasciò il grosso del "lavoro sporco" ai Plenipotenziari al suo seguito.
     

    Robert Stewart, secondo marchese di Londonderry , Visconte Castlereagh


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    Robert Stewart, secondo marchese di Londonderry (Dublino, 18 giugno 1769Loring Hall, 12 agosto 1822), noto con il titolo di cortesia di Visconte Castlereagh, come già accennato in precedenza, settario affiliato alla Gran Loggia Unita d'Inghilterra.
     Come Ministro degli Esteri rivestì un ruolo fondamentale nei negoziati che portarono al costituirsi della Quadruplice Alleanza tra Regno Unito, Austria, Russia e Prussia a Chaumont nel 1814, negli accordi del Trattato di Parigi che stabilì la pace con la Francia, e nel Congresso di Vienna. Ivi progettò e propose una forma di  collaborativa sicurezza per l'Europa ad uso e consumo dell'Inghilterra, che poi denominò il Sistema del Congresso. Fu uno dei settari d'oltre Manica più falsi perchè voleva passare per nemico della Rivoluzione ma ne incarnava lo spirito tipico della massoneria londinese. Alla fine, nel 1822 circa, l'intero sistema collassò a causa delle inconciliabili differenze di opinione tra il Regno Unito, l'Austria e la Russia e per lo scarso supporto al Sistema del Congresso da parte di quell'opinione pubblica inglese interessata ad un altro tipo di controllo sugli affari europei.
    Castlereagh non era conosciuto come un gran parlatore e il suo stile diplomatico era alquanto enigmatico. Egli  godeva di una falsa buona reputazione per la sua onestà costruita da lui stesso con la sua apparente  "fermezza e simpatia". La sua concezione della politica estera era posta al controllo delle potenze continentali. Per motivi non proprio chiari collegati ad un presunto ricatto e allo stesso "Re massone" Giorgio IV il 12 agosto si suicidò tagliandosi il collo con un tagliacarte.


    Sir Arthur Wellesley, I duca di Wellington

     


    Sir Arthur Wellesley, I duca di Wellington (RP: ['ɑː.θəʳ 'welz.li][1]; Dublino, 1º maggio 1769Walmer, 14 settembre 1852) , già trattato in precedenza nella facenda Rothschild e nella fuga di Napoleone dall'Elba, era affiliato alla setta già dalla giovane età quando entrò nell'esercito.
    Salutato come un eroe conquistatore, Wellington divenne Duca, un titolo tuttora vantato dai suoi successori. Fu presto nominato ambasciatore in Francia, poi prese il posto di Lord Castlereagh quale primo plenipotenziario al Congresso di Vienna, ed appoggiò la richiesta el framassone Talleyrand affinché fosse concesso alla Francia di mantenere il proprio posto nell'equilibrio delle potenze europee.
    Il 26 febbraio 1815 Napoleone fuggì dell'Elba grazie al suo abile contributo .
    Wellington lasciò Vienna per assumere il comando dell'Armata dei Paesi Bassi (formata da contingenti britannici, olandesi e di vari principati tedeschi) durante la campagna di Waterloo. Arrivò in Belgio ai primi di aprile, con le forze prussiane guidate dal feldmaresciallo Gebhard Leberecht von Blücher.
    In seguito Wellington  salvò Bonaparte dalla vendetta prussiana e si schierò contro il Congresso di Vienna, opponendosi risolutamente a qualsiasi decisione di condanna a morte per l'"imperatore francese". Questo suo schierarsi in difesa del Bonaparte lunge dall'essere frutto di carità Cristiana, egli lo difese semplicemente perchè aveva ricevuto ordini precisi dall'elite settaria la quale poteva valersi della "minaccia napoleonica" in futuro,  se necessario.



    Robert Banks Jenkinson, secondo conte di Liverpool

    Ritratto di Sir Thomas Lawrence, 1828, olio su tela.


    Robert Banks Jenkinson, secondo conte di Liverpool, fino al 1808 conosciuto come Lord Hawkesbury (Londra, 7 giugno 1770Kingston upon Thames, 4 dicembre 1828)
    Il ministero di Liverpool fu lungo e denso di eventi importanti. La guerra del 1812 con gli Stati Uniti e le campagne finali delle guerre napoleoniche vennero condotte durante il suo periodo di reggenza della carica di Primo Ministro, di ciò non c'è da stupirsi in quanto egli, pur non essendo molto annoverato nei libri di storia, tenenne cariche di spicco grazie al suo aldo grado d'affiliato alla massoneria. L'Inghilterra riuscì a sconfiggere la Francia nella Battaglia di Waterloo e Liverpool venne premiato per la sua gestione degli affari interni ed esterni con l'ingresso nell'Ordine della Giarrettiera, ordine impregnato da membri settari come lo stesso Reggente.. Egli  richiese la restituzione di tutte le conquiste coloniali britanniche. Partecipando al Congresso di Vienna egli stabilì una duratura alleanza con l'Austria nel gennaio del 1815 che portò a diversi anni di pace. L'Imperatore Francesco I sopportò questa alleanza per amor di pace ma non nascose la sua poca tolleranza verso il Governo Inglese.


    Lord George Hamilton Gordon

    Ritratto di George Hamilton Gordon, IV conte di Aberdeen


    Lord George Hamilton Gordon, 4º conte di Aberdeen (Edimburgo, 29 gennaio 1784Londra, 14 dicembre 1860), Politico di dubbia sincerità e di simpatie , guardacaso, nella loggia, nel dicembre del 1805 lord Aberdeen prese il proprio seggio come rappresentante scozzese del partito Tory presso la Camera dei Lords. Nel 1808 divenne cavaliere dell'Ordine del Cardo. A seguito della morte della moglie nel 1812 egli si dedicò al servizio del ministero degli esteri e venne nominato Ambasciatore straordinario e Ministro Plenipotenziario in Austria ove si trovò a siglare il Trattato di Töplitz tra Regno Unito e Impero Austriaco a Vienna nell'ottobre del 1813. Egli fu uno dei partecipanti britannici al Congresso di Châtillon nel febbraio 1814 e fu presente ai negoziati del Trattato di Parigi nel maggio di quell'anno. Ritornato in patria, venne creato pari nella parìa del Regno Unito col titolo di Visconte Gordon, di Aberdeen nella Contea di Aberdeen (1814), e divenne membro del Privy Council del re. Nel  Congresso di Vienna si limitò a fare da spalla agli altri Plenipotenziari senza prendere troppe posizioni. 



    Henry John Temple, terzo visconte Palmerston


    Henry John Temple, terzo visconte Palmerston (Broadlands, 29 ottobre 178418 ottobre 1865),
    Egli viene  ricordato per la sua direzione della politica estera del Regno Unito e soprattutto per i complotti orditi contro il Regno delle Due Sicilie e per il suo appoggio alla tragica unità d'Italia. Massone del 33° Grado del Rito Scozzese , al Congresso di Vienna, nonostante all'epoca avesse appena trent'anni, ebbe il compito di "direttore" principale dei piani arrivistici e preponderanti dell'Inghilterra, non a caso  il suo "operato" coincide con il periodo in cui la Gran Bretagna si trovava al picco massimo della sua potenza. Come Primo Ministro era lui il "Re d'Inghilterra" , e non è un modo di dire. Delle sue malefatte successive parleremo in un altro momento.




    Edward Gibbon Wakefield


    Edward Gibbon Wakefield (Londra, 1796Wellington, 1862) . Durante il Congresso di Vienna la sua funzione di Plenipotenziario fu marginale e di scarsissimo impatto. Liberale convinto non riuscì però a fare molta strada nei circoli settari.
    Nel 1829, mentre era detenuto in carcere per rapimento, scrisse Letter from Sidney, in cui propose la lottizzazione e la vendita dei possedimenti reali in Australia per favorire l'emigrazione. Nel 1853 fu Parlamentare in Nuova Zelanda,  rimase tale fino al 1854. Questa fu l'unica azione di peso politico degno di nota che svolse.



    Hannover:
      
     

     
     
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    Il Conte Ernst zu Münster
     
     
     
     
    Il Conte Ernst zu Münster (Osnabrück, 1766Hannover, 1839)  , ministro a servizio del Casato di Hannover.
    Il Conte Münster studiò alla Università Georg-August di Gottinga insieme a tre figli di re Giorgio III del Regno Unito, i principi Ernesto, Adolfo e Augusto Federico. Fu proprio in quell'occasione che con abile maestria egli divenne uno dei più fidati collaboratori della "famiglia reale" Inglese e di conseguenza della setta.
    Dopo essere entrato a servizio degli Hannover, venne nominato Ministro per gli affari di Hannover a Londra nel 1805. A Vienna nel 1815 curò gli interessi degli Hannover sui territori del Mare del Nord e si espose in difesa dei diritti della settaria famiglia sul Continente. Il suo lavoro al Congresso di Vienna fu molto apprezzato tanto da permetterli di rimanere  in carica fino al 1831.



    Stato Pontificio


    Pio VII



    Papa Pio VII, nato Barnaba Niccolò Maria Luigi (in religione Gregorio) Chiaramonti (Cesena, 14 agosto 1742Roma, 20 agosto 1823),  251º vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica (1800-1823).
    Egli rappresentò la vera e pura volontà alla realizazione di una reale Restaurazione dell'Europa sconvolta dalla diabolica Rivoluzione e dal Bonaparte, del quale fu prigioniero. Durante il Congresso di Vienna emanò la bolla contro la Massoneria che, come si e potuto leggere nel documento della Civiltà Cattolica, venne mal accolto da quel gran numero di adepti settari presenti al Congresso. Egli sapeva che , per Restaurare e sanare l'Europa bisognava istirpare il male alla radice senza nessun compromesso con lo spirito Rivoluzionario.


    Ercole Consalvi

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    Ercole Consalvi (Roma, 8 giugno 1757Anzio, 24 gennaio 1824) .
    I primi compiti che il Papa affida a Consalvi sono preminentemente di natura diplomatica. Egli amplia le relazioni della Santa Sede al di là della cerchia tradizionale, incontra lo zar Alessandro I di Russia e il Principe reggente di Inghilterra, il futuro Giorgio IV constatando il loro "spirito Rivoluzionario" incompatibile con una reale Restaurazione. Consalvi partecipa quindi al Congresso di Vienna, dove si distingue come uno dei protagonisti principali portavoce della vera Restaurazione tanto da  ottenere , per  l’abilità politica, i falsissimi complimenti dell’ambasciatore inglese Lord Castlereagh che lo definisce "il maestro"; Consalvi ottiene soprattutto la ricostituzione dello Stato della Chiesa nei confini prerivoluzionari con l’eccezione della cessione al Regno di Francia di Avignone e del Contado Venassino. Egli può essere considerato la "Spada al servizio della Cristianità" che si prodigò , non con poche difficoltà, contro quelle eccezioni al principio di legittimità che minarono l'intra Restaurazione.
    Negli anni successivi si devono a Consalvi i concordati con la Baviera, il Regno di Sardegna (1817), la Prussia (1821), il Principato di Hannover (1823), la Russia, il Württemberg, la Spagna e il Cantone di Ginevra.
    In politica interna riprende gli sforzi di riforma abolendo i privilegi della nobiltà, promulgando un nuovo codice civile e penale e riorganizzando l’educazione e le finanze. Egli sarà  un'attivo avversario dei carbonari. Continuerà la propria politica di promotore delle arti.



    Regno di Prussia:


    Federico Guglielmo III d'Hohenzollern
     
    Federico Guglielmo III di  Hohenzollern (Potsdam, 3 agosto 1770Berlino, 7 giugno 1840) è stato un sovrano del Regno di Prussia, figlio del predecessore Federico Guglielmo II (1744-1797) e di Federica di Assia-Darmstadt (1751-1805). Massone di alto grado come lo era tutta la famiglia reale Prussiana .
    Al Congresso di Vienna  Federico Guglielmo riuscì ad ottenere per  la Prussia l'acquisizione di nuovi territori sottraendo la provincia di Poznan al ducato di polonia, ed espandendosi nell'attuale Germania settentrionale, anche se non ebbe successo il suo tentativo di annettere la Sassonia, come aspirava da lungo tempo. Al seguito delle guerre, Federico Guglielmo non onorò la promessa che nel 1813 aveva fatto alla classe Borghese , di concedere una costituzione. Nonostante gli attriti  nati dalle tendenze espansionistiche e dal fanatismo settario che lo caratterizzavano, egli ebbe un "buon" rapporto con il Metternich. 
    Alla sua morte il figlio maggiore, Federico Guglielmo IV gli succedette come Re di Prussia, causando una rottura definitiva con l'Austria e il Governo di Metternich.
     
     


    Karl August Fürst von Hardenberg


     

    Karl August Fürst von Hardenberg (Essenroda, 31 maggio 175026 novembre 1822) Hardenberg nacque a Essenroda, vicino a Hannover. Dopo aver studiato a Lipsia e Gottinga, entrò a far parte del servizio civile prussiano nel 1770 , stesso anno in cui si affilio alla massoneria, come Ministro del Consiglio degli Esteri dal 1804 al 1806. Fu nominato cancelliere nel 1810, e attuò una serie di riforme di stampo illuminista all'interno della Prussia: impose un sistema di tassazione unificato, abolì le restrizioni sul commercio interno ma peggiorò le condizioni della classe contadina,  e garantì l'uguaglianza agli ebrei. A seguito della caduta di Napoleone Bonaparte, Von Hardenberg al Congresso di Vienna rappresentò gli interessi espansionistici della Prussia contribuendo all'espansione verso sud e verso Ovest, ottenendo Danzica, la Pomerania, parti della Svezia, metà della Sassonia, la Vestfalia e la Renania.


    Wilhelm von Humboldt


    Wilhelm von Humboldt (nome completo Friedrich Wilhelm Christian Carl Ferdinand Freiherr von Humboldt; Potsdam, 22 giugno 1767Tegel, 8 aprile 1835)  Come ministro prussiano dell'educazione (1809-1810), riformò profondamente il sistema scolastico imborghesendolo, influenzato in questo dalle idee di Johann Heinrich Pestalozzi, fondò l'Università Humboldt di Berlino e al Congresso di Vienna  fu rappresentante della Prussia con Hardenberg dove portò avantio gli interessi del proprio Paese con le idee liberali. Settario fin dal 1787,  Ebbe un'azione determinante in seno al governo fino al 1819 quando si ritirò in ragione della sua opposizione alle idee reazionarie che si scontravano con la sua personalità liberale . Si dedicò allora essenzialmente allo studio della lingua.


    Friedrich Heinrich Alexander Freiherr von Humboldt

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    Friedrich Heinrich Alexander Freiherr von Humboldt (Berlino, 14 settembre 1769Berlino, 6 maggio 1859) Era il fratello minore dello statista e intellettuale Wilhelm von Humboldt. Insieme ad altri delegati , e al fianco del fratello ultra-liberale,  rappresentò la Prussia al Congresso di Vienna dove si dimostro differente dal fratello maggiore. Friedrich  durante il Congresso  , nonostante fosse Protestante e di idee prevalentemente liberali, appoggiò i diritti della Santa Sede. Probbabilmente questo suo comportamento fu dettato dalla saggezza che lo contraddistingueva dal fratello  e da un convincimento personale vacillante.



    Impero Russo:
     
     


    Alessandro I Pavlovič Romanov
     
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    Alessandro I Pavlovič Romanov (in russo: Александр I Павлович Романов; San Pietroburgo, 23 dicembre 1777Taganrog, 1º dicembre 1825) fu imperatore di Russia, dal 23 marzo 1801, fino alla morte.
    Abbiamo già trattato ampiamente di Alessandro I , della sua affiliazione alla massoneria, delle sue ambizioni a dir poco folli  e delle sue compagnie "poco raccomandabili", e soprattutto per il suo progetto per una "Santa Alleanza" contro i disordini delle Rivoluzioni Borghesi.
     

    Karl Vasil'evič Nesselrode


    Karl Vasil'evič Nesselrode in russo: Карл Васильевич Нессельроде  (Lisbona, 14 dicembre 1780San Pietroburgo, 23 marzo 1862) Guidò la delegazione russa al Congresso di Vienna (benché lo zar Alessandro I preferisse operare personalmente). Di idee conservatrici non ebbe modo di operare liberamente nelle decisioni prese durante il Congresso per l'atteggiamento di Alessandro I già prima citato. Contrario alle riforme liberali si adoperò sempre per il mantenimento di una politica conservatrice.


    Il conte Giovanni Antonio Capodistria



    Il conte Giovanni Antonio Capodistria (o Capo d'Istria, in greco: Ιωάννης Καποδίστριας, Ioánnis Kapodístrias; Corfù, 11 febbraio 1776Nauplia, 9 ottobre 1831) nel 1809 fu chiamato a San Pietroburgo presso il dipartimento degli affari esteri dell'impero , dove prestò servizio come agente diplomatico: due anni dopo fece parte della legazione russa a Vienna e nel 1812 fu mandato ad operare presso il quartier generale dell'armata russa del Danubio. L'anno successivo, come capo del gabinetto, Capodistria seguì lo zar Alessandro I di Russia nella guerra contro Napoleone, guadagnandosi la fiducia dell'imperatore russo al punto da ottenere, da quel momento in poi, le più importanti trattative di stato. Ancora nel novembre 1813 fu inviato in Svizzera, conseguendo l'adesione elvetica all'alleanza antinapoleonica. Affiliato alla massoneria dal 1798, era di idee nazionaliste e fortemente liberali.
    In occasione del Congresso di Vienna, al quale partecipò come plenipotenziario russo, riuscì ad ottenere grazie alla sua influenza la restaurazione della Repubblica dell'Eptaneso sotto la protezione esclusiva dei suoi ammirati amici  inglesi e firmò poco dopo il Secondo Trattato di Parigi del 20 novembre 1815. Nel 1816 Capodistria venne nominato segretario di Stato e si trovò ad amministrare gli affari esteri - tra cui la nuova provincia della Bessarabia - con Nesselrode.




    Regno di Baviera:





    Massimiliano I Giuseppe di Baviera

    Massimiliano I Giuseppe


    Massimiliano I Giuseppe di Baviera, conosciuto anche come Massimiliano Giuseppe (Schwetzingen, 27 maggio 1756Monaco di Baviera, 13 ottobre 1825), già principe elettore di Baviera dal 1799 al 1805 col nome di Massimiliano IV Giuseppe, fu il primo re di Baviera dal 1805 sino alla sua morte. Era l'unico Sovrano Cattolico al Congresso di Vienna appartenente alla massoneria.
    Il  Re di Baviera, grazie alla sua affiliazione alla setta e alla sua simpatia verso Bonaparte ed il suo Governo, era una delle personalità più influenti degli stati facenti parte della Confederazione del Reno, e rimase alleato di Napoleone sino alla battaglia di Lipsia dove, grazie al trattato di Ried (8 ottobre, 1813), mantenne l'integrità dei propri domini. Per prima cosa, con il trattato di Parigi (3 giugno 1814),  cedette il Tirolo all'Austria in cambio del formale ducato di Würzburg. Al Congresso di Vienna, a cui partecipò personalmente, inoltre, Massimiliano dovette fare numerose concessioni all'Austria per mantenere il suo Trono traballante acquisito sotto la cattiva stella del Bonaparte, cedendo Salisburgo e la zona del fiume Inn con Hausruck in cambio del vecchio Palatinato. Il re si batté in modo arduo per mantenere l'integrità dei domini bavaresi, ma , sempre per mantenere la Corona, rinunciò  ad una possibile successione al granducato di Baden  così come deciso dal  Metternich.
    Nonostante le prescrizioni del Congresso di Vienna, Massimiliano concesse una costituzione liberale  il 26 maggio 1818.  Il suo Ministro Montgelas, che aveva manifestato una strenua opposizione a questa concessione, venne destituito da Massimiliano . Massimiliano morì al Castello di Nymphenburg, presso Monaco, il 13 ottobre 1825, succeduto poi dal figlio Luigi I.
     
     

    Maximilian Josef, conte von Montgelas


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    Maximilian Josef, conte von Montgelas (Monaco di Baviera, 12 settembre 1759Monaco di Baviera, 14 giugno 1838). In giovane età simpatizzò per le idee illuminioste che dilagavano nel finire del XVIII Secolo affiliandosi alla setta .
    Promosse una politica volta alla modernizzazione in linea con le idee liberali , abolì i privilegi feudali, secolarizzando i beni ecclesiastici, riformando l'amministrazione dello stato in senso unitario e accentrato così contribuì al danneggiamento delle classi meno agiate che trovavano non pochi benefici da ciò che abolì.
    Per ridurre l'influenza della Chiesa cattolica nella cultura e nella politica bavarese, estese i diritti civili ai protestanti e concesse alcuni diritti alle comunità ebraiche della Baviera.
    Abolì la tortura, introdusse l'istruzione obbligatoria gratuita, ovviamente in senso liberale ed ateo, il servizio militare obbligatorio e le vaccinazioni obbligatorie, tutte cose che , tranne la vaccinazione ovviamente,   portarono all'aumento del malcontento  popolare.
    In politica estera, cercò di emanciparsi dall'Austria e di legarsi alla Francia napoleonica, ottenendo per l'elettorato di Baviera l'ascesa a regno (1805).
    Nel 1808 fece emanare la prima legge fondamentale di stampo liberale della Baviera. Al Congresso di Vienna appoggio devotamente il Sovrano bavarese e le sue ambizioni. Nonostante tutto questo egli successivamente mostro un "cambio d'opignoni" che dal liberale assoluto passarono al più moderato tanto da opporsi alla decisione del Re di concedere una Costituzione. 
    Sostenitore dell'indipendenza bavarese, Montgelas si dimise nel 1817 per ordine del principe Ludovico, fautore del movimento nazionale tedesco.


    Carl Philipp von Wrede

     
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    Carl Philipp von Wrede, ovvero Carl Philipp Joseph von Wrede (Heidelberg, 29 aprile 1767Ellingen, 12 dicembre 1838), rappresentò il rappresentante bavarese più conservatore separandosi nettamente dalle idee liberali.
    Con il trattato di Ried dell'8 ottobre 1813 il Regno di Baviera, grazie alle pressioni di Wrede, uscì dalla Confederazione renana e si schierò contro Napoleone. A Wrede fu assegnata un'armata austro-bavarese di 50.000 effettivi con la quale si diresse sulle rive del Meno.
    Nella Battaglia di Hanau, combattuta fra il 28 ed il 31 ottobre 1813, fu sconfitto e dovette lasciare il campo a Napoleone; inoltre, sul finire dei combattimenti, Wrede venne colpito da una pallottola di fucile e seriamente ferito. Dimesso dall'ospedale tornò immediatamente al suo corpo d'armata che raggiunse il 13 dicembre ad Emmendingen, riprendendo l'azione contro i francesi.
    Dopo essersi particolarmente distinto nelle battaglie di Brienne ( - 2 febbraio 1814), Bar-sur-Aube (27 febbraio), venne promosso feldmaresciallo in data 7 marzo 1814. Partecipò poi alla battaglia di Arcis-sur-Aube (20 - 21 marzo).
    Quindi il 9 giugno di quell'anno gli venne concesso il titolo di Principe e la signoria su Ellingen.
    Dopo la guerra ebbe il compito di regolare le relazioni con i territori recentemente acquisiti dal regno di Baviera intorno a Würzburg ed Aschaffenburg.
    Nel settembre del 1814 Wrede si recò al Congresso di Vienna per rappresentarvi gl'interessi della Baviera ma a differenza del collega Montgelas si dimostrò molto più conservatore , queste idee lo portarono più volte in contrasto con  il collega liberale. Dopo il ritorno di Napoleone dall'Elba condusse nel 1815 come comandante in capo l'armata bavarese verso la Francia, fermandosi però sul Reno in attesa del rinforzo dell'armata russa. Solo il 23 giugno, dopo che era già avvenuto il fatto decisivo della battaglia di Waterloo, le truppe bavaresi proseguirono la marcia e cacciarono le rimanenti forze francesi di stanza sul confine. Anche a Parigi le truppe bavaresi di Wrede giunsero  tre giorni dopo l'entrata degli Alleati.
    Il 28 novembre fu nominato ispettore generale dell'esercito e delle fortificazioni.
    Wrede si dedicò dopo il 1815 alla politica come esponente di una monarchia conservatrice e munita di una costituzione altrettanto conservatrice,  lontana dalle classiche costituzioni liberali.. Dopo la caduta del Conte di Montgelas, collaborò come Ministro senza portafoglio alla Costituzione del 1818. Con l'apertura della Camera dello stesso anno, egli ne divenne presidente, mantenendo tale carica fino alla morte.



    Conclusioni sull'analisi:

    Quali conclusioni trarre da tutto ciò? Quali conclusioni emergono da questa rassegna di uomini politici che, per la maggior parte, erano  imbevuti  di quegli ideali sovversivi che loro stessi cercavano di estirpare? La risposta è forse più semplice di quanto ci si possa immaginare, perchè spesso l'uomo impara ad evitare il fuoco solo dopo che si è bruciato . Così,  questi uomini e Sovrani che dopo tutto ciò che era successo, dopo la Rivoluzione , dopo anni di guerre che costarono migliaia di vite umane , sembravano impassibili , sembrava che non avessero imparato nulla. Forse, la tentazione che certe idee perniciose potessero essere usate per un fine positivo li spinsero a perseverare nell'errore , ma sappiamo che tutto questo li porterà a pagare molto più di quello che avevano appena superato. Adesso si può cominciare a capire che il crollo della Restaurazione non si deve ad una mancata collaborazione tra le folli idee Rivoluzionarie con il pensiero conservatore, ma si capisce invece che fu proprio questo compromesso a minare l'opera della Restaurazione dalle sue fondamenta.

    Fine VIII Parte...

    Fonti:

    Wikipedia

    Il Congresso di Vienna e Principio di legittimità

    Il probblema dell'ora presente di Mons. Delasuss

    Scritto da:

    Il Principe dei Reazionari