mercoledì 19 settembre 2012

La Civiltà Cattolica anno XIX serie VII, vol. IV (fasc. 450. 9 Decembre 1868) Roma 1868 pag. 670-687. R.P. Valentino Steccanella S.J. SAGGIO CRITICO DELLA SOCIETÀ MASSONICA [3]

 

LA LOGGIA

La definizione non rappresenta l'obbietto vivo, spirante e tutto in atto, sicchè l'anima si vegga come trasfusa per i sensi, ma lo gitta dinanzi, figurato dal semplice contorno delle proprietà essenziali: poichè essa disegna e non colora. Or essendo nostro intendimento di far conoscere la massoneria tale quale apparisce in sè stessa e nel suo operare, ed a tanto non potendo bastare la data definizione, conviene che determiniamo ciò che in essa è rimasto indeterminato, vale a dire i principii, onde la società massonica si agita e scuote, le forze con che opera, gli strumenti, di che si vale ne' suoi conati: breve, conviene, che incarniamo il disegno, presentatoci dalla definizione. Fatto questo, potremo dire con franchezza: eccovi la massoneria. Il luogo ove ella si discopre nelle sue forme più semplici essendo la loggia, lettor cortese, se pur ti aggrada, entriamovi per vederle. Non ti ritraggano le descrizioni paurose, che per avventura leggesti, in cui la loggia viene rappresentata come un antro cieco, o un covo secreto, profondo, ove il fioco lume di una fiammella rompe a malo stento la tenebria circostante, ed il misero, che vi mette il piè la prima volta, trasalisce di tratto in tratto, or alla visione repentina di orribili ceffi, or al baleno de' vibrati pugnali, ed ora al gorgoglio ed al fumar del sangue, che spiccia da qualche vittima. Nulla di tutto questo s'incontra nella loggia moderna. Affidati al proposto invito con fidanza.

I.

Descrizione della Loggia.

Loggia in senso massonico importa due significati: «il luogo, in cui i massoni si adunano per farvi lor arte, appararvi i misterii dell'antica sapienza, e rendersene perfetti maestri, e l'adunanza dei massoni convenutivi.» Aprite la Enciclopedia della Frammassoneria, scritta dal Lenning ed illustrata dal Mossdorf, ed alla pagina 326 troverete la loggia definita per l'appunto così [2]. Sicchè volendo noi pigliarne intera contezza nella visita, che stiamo in sul punto di farle, è mestieri che consideriamo: 1.° la forma del luogo; 2.° l'adunanza massonica, che vi si tiene; 3.° il fine, a cui è volto l'uso della loggia. Incominciamo dalla prima.
A non divagare per le lunghe, teniamoci a ciò, che è di ordinaria necessità per una loggia. Quattro sono le stanze, che ne compongono il corpo. Varcata la porta, che mette nel sacro ricinto, apriamo quest'uscio: eccoci nella camera della riflessione. Negro è il parato, che la copre da capo a fondo: cranii, stinchi, costole ed altri ossami, aggruppati e sciolti in diverso modo, rompono qua e là il tristo colore, e di mezzo a cotali fregi spiccano queste ed altre sentenze: -«Se vana curiosità ti ha qui condotto, vattene tosto. - Se temi di essere ammonito de' tuoi difetti, non hai che fare in questo luogo. -Se tu sei capace di simulare, trema: sarai scoperto. - Se ami le umane distinzioni, esci; qui non si conoscono. - Si potranno richiederti i più grandi sacrifizii, ed anche quello della vita. Vi se' tu rassegnato?» - Guardiamo l'arredo. Esso è un rozzo e piccolo desco e sopravi un vaso d'acqua con un pane secco, un calamaio e un foglio di carta, e di fianco una bara funeraria. A questo desco, su questa scranna con un lumiccino dinanzi deve il nuovo recipiendo rimanersi solo per qualche tempo, scrivere burlescamente il proprio testamento e la risposta a tre determinate domande [3]. Ti pare che si possa immaginare un giuoco più ridicolo in sè, o più noioso ad un giovane malcapitato? Usciamone. Qui siamo nel vestibolo della loggia, detto altrimenti passo smarrito. Gli armadii, che tu vedi, contengono gli arredi e gli ordigni appartenenti alla loggia: che, stante il secreto niuno di essi può essere portato altrove. Di costinci si va alla Camera di mezzo: funerei drappi, tempestati di candide lagrime la rivestono tutta. In essa fanno le loro adunate i Maestri ed iniziano i Compagni al proprio grado. Là è l'ingresso alla loggia. La porta, che ci si mostra, è a due battenti: così porta il sacro rito. Trapassiamone le soglie sicuramente.
Eccoci nella loggia. Al primo sguardo si palesa per una sala di forma quadrilunga; i quattro lati rappresentano i quattro punti cardinali del mondo: il lato della porta si denomina Occidente, l'opposto Oriente;Nord e Sud gli altri due. La linea più lunga corre tra i due primi. La soffitta, a somiglianza del cielo, gira a tondo, ed è tinta in azzurro e seminata di stelle. Due cave colonne di bronzo di ordine corinzio stanno a guardia dell'entrata, e portano in capo tre melogranate aprentesi in soave riso: sul fusto l'una ha il marchio della lettera J e l'altra la lettera B; cinque adornano il fianco Nord e cinque il fianco Sud, e per lo lungo dell'architrave, che su vi poggia, corre ondeggiante un cordone, che a luogo a luogo si annoda dodici volte in altrettanti lacci d'amore e mette colle sue cime, terminanti in nappe merlettate, sopra le colonne di bronzo. Su le pareti, se lo comporta l'architettura, paiono simboleggiate le arti, la industria, l'agricoltura e la guerra, ovvero la semplice tinta bianco-azzurra o verde, secondo che la loggia è di rito moderno o scozzese.
Là in fondo sul lato di Orientesi leva il trono del Venerabile o Presidente. È degno di somma considerazione: avviciniamoci. - Guardati ai piè: sacro è il luogo, che tu calpesti e te lo mostra la scena, che qui a mezzo della sala miri disegnata in sul suolo. Essa contiene ilquadro della loggia. Da basso v'è un pavimento a mosaico, che figura quello del portico del tempio di Salomone; levansi quindi sette gradi, e sopra di questi apparisce la porta, per cui entravasi nel medesimo. Sorgono ai lati le due colonne misteriose, segnate col monogramma J.·. e B.·. e tra l'una e l'altra, all'altezza dei capitelli, si apre il compasso colle punte in su. Quel rozzo masso a manca della colonna J.·. è la pietra greggia; quell'altro lavorato a destra della colonna B.·. è la pietra cubica a punta. Tengono il mezzo il traguardo o la livella, la squadra, l'archipenzolo, e l'alto a diritta il sole sfolgorante, a sinistra la luna accesa poco oltre il quarto: ciascuno dei tre lati occidente,oriente e mezzodì presenta disegnata una fenestra ed il cordone dalle nappe merlettate compie il pittoresco lavoro, circumcingendo la scena da sommo ad imo. Questo quadro è dipinto in tela, o delineato col gesso sul pavimento prima delle riunioni massoniche, cancellato dopo. Il secondo modo è consigliato da più savii massoni, affine di schivare il reo uso, che altri potrebbe farne, se venisse a mano di qualche profano la sacra e misteriosa scena [4]. Oltrepassiamola colle ginocchia della mente inchine.
Siamo dinanzi al trono del Venerabile. Tre gradi lo sollevano dal suolo, una balaustrata, girandolo, l'adorna da piè, e gli procaccia decoro e maestà un baldacchino di color azzurro, se la loggia è del rito moderno, rosso scarlatto, se dello scozzese. A sopraccapo del baldacchino fiammeggia il mistico Delta. Il sole raggia a destra, a sinistra si alluma la luna bicornuta e da un lato campeggia il vessillo della loggia. Davanti al trono levasi su tre gradi l'altare, che è un tavolino, coverto della stessa maniera di drappo che il baldacchino, con sopravi un maglietto, un compasso, la spada fiammeggiante, il librodegli Statuti generali, un candeliere a tre bracci, e se vuoi, in alcuni riti anche la Bibbia.- Queste due panche, condotte a cerchio, e poste qui all'Oriente, servono per i fratelli forestieri.
Le panchette ordinate lungo i lati norde sud diconsi colonne, e vi s'impancano i fratelli della loggia secondo il loro grado. Quindi «colonna nord, colonna sud»significa nel linguaggio massonico la colta dei socii, che tiene il lato nordo il lato sud, e «porre o bruciare tra le due colonne» vale nel mezzo della loggia. A mano manca del trono ed a capo della colonna sudsiede, presso a quel deschetto, l'Oratore coi Regolamenti e gli Statuti generali dinanzi, il Tesorierealla sua costa, il Segretarioed il Limosiniere di fronte, ossia a capo della colonna nord. In quel seggiolone presso la colonna J.·. sta il primo Sopravvegliante, e nell'altro presso la colonna B.·. il secondo: indi correggono le due colonne a colpi di quel maglietto, che tengono sul proprio tavolino. Nel rito scozzese v'è tra essi scambio di posto.
Gli autori sopra citati appiè di pagina non fanno motto di certa divozione, che usasi nelle logge. Eccola quale ci viene disvelata dagliStatuti generali, pel rito scozzese, stampati in Napoli nel 1863. 1 buoni cristiani, come tutti sanno, costumano di tenere accese lampane, o bruciar candele avanti le statuette di que' santi, a cui si professano divoti. I massoni hanno pure i loro santi, e nell'onorarli osservano il costume cattolico. Tre sono quelli, a cui portano singolare divozione: Minerva, Ercole e Venere. Onde, come tu puoi vedere, tengono esposte le statue perpetuamente in loggia: del primo non guari lontano dal seggio del Venerabile a mano diritta, del secondo presso al primo Sopravvegliante, del terzo accosto al secondo, e qual segno di particolare divozione arde innanzi a ciascuna di esse un cereo durante i lavori massonici, come a simboli della Sapienza, della Forza e della Bellezza [5].
Le singole logge, per distinguersi dalle sorelle, portano un titolo particolare col nome della città, dove sono aperte, a modo di esempio: Dovere-Diritto all'Oriente di Pisa. Da principio traevanlo dalla casa, in cui nascevano. E siccome questa era una birraria od una taverna, così per la più corta esse distinguevansi dall'insegna, con che e birrai e tavernai sogliono far conoscere il luogo del proprio traffico. Sicchè la prima loggia di Londra nominossi dall'insegna «dell'Oca e della Graticola», la seconda dalla birraria «alla Corona», la terza dalla taverna alla insegna «del Melo»;la quarta dalla osteria all'impresa «del pieno Bicchiere» e così le altre, che venivano a mano a mano nascendo [6]. Ma quando la società sentissi bene a panni, disdegnò cotesti luogacci e la viltà dei loro titoli, e prese a pigione o fabbricate ampie stanze, ingentilì anche i nomi delle logge. Finiamo il quadro con una rarità. Eccoti la formola, che si usa più o meno lunga al cominciamento degli atti e delle lettere delle logge - «Il giorno 27.° del 10.° mese, l'anno della vera luce 5856, il G. Oriente di.Francia, regolarmente convocato, e fraternamente riunitosotto il punto geometrico, noto ai soli veri massoni, in un luogo chiarissimo, regolarissimo e fortissimo, dove regnano il silenzio, la pace e l'equità ecc.» -
Che ti pare di quel punto geometrico, di quei tre aggiunti superlativi dati alla loggia, e di quel nuovo regno della pace, del silenzio e della equità? Che ti sembra di tutto il quadro, che ti porge di sè stessa la loggia? Quanto a noi la idea, che ci domina, si è che la loggia nel suo esterno apparato raffiguri appuntino la sala del giocoliere e del prestigiatore, perchè ambedue simili nella stranezza degli obbietti, delle loro partizioni e delle rappresentanze e simili ancora nell'effetto di colpire la fantasia in modo particolare del giovane che vi pone il piede. Per ciò che spetta all'onorevolissima nomenclatura acconciatale, ce ne rapportiamo al massone Rebold, il quale, dopo di averla un tantino derisa con qualche sdegno, soggiunge:«Quanto al luogo chiarissimo, dove regnano il silenzio, la pace e l'equità ci sia concesso di contestare la verità di cotesta descrizione: perchè non avremmo a far altro, che citare certi fatti accaduti e menzionare il tempio di Venere, stabilitosi nel ricinto di quello dei frammassoni, per dimostrarla per lo meno fuor di luogo nella bocca dei massoni di Parigi. [7]»Se lo scandalo duri tuttavia, se sia cosa di altre G. Logge, oppure il contrario, non è qui nostro intendimento di cercarlo. Notiamo solamente la falsità della magnifica descrizione in laude ed onoranza della loggia.

II.

Della regolarità delle adunanze massoniche.

Tale è la loggia massonica al rito simbolico quanto alla sua forma. Ma questa con tutte le sue acconciature non basta: conviene che la loggia sia giusta e perfetta in massoneria [8]. Senza questa nota,irregolari sarebbero le adunanze, irregolari i massoni, che ve le tenessero, misconosciuti gli atti, disapprovati altamente gli autori dalla università massonica. Affinchè non manchi alla loggia cotanta qualità, occorrono più cose. È mestieri prima di tutto che intervenga nella fondazione l'autorità del G. Oriente, e per ottenerla v'hanno forme da non preterire. Sette debbono essere i precipui fondatori, e questi tutti massoni, tutti per lo meno graduati maestri: debbono riunirsi in loggia temporanea, organarsi in gerarchia massonica, riconoscere i gradi degli altri Fratelli presenti, e scelto il nome da darsi alla loggia, scrivere una petizione al G. Oriente domandandone la fondazione, e con questa inviare il ruolo di tutti quelli, che vogliono pigliarvi parte, con minuta descrizione di ciò che essi sono e come massoni e come cittadini. Ricevuto dall'altezza del G. Oriente un rescritto favorevole, convien procedere all'insediamento.
Questo si suol fare con grande solennità massonica. Il G. Maestro nomina a tale uopo tre commessarii, i quali fissano il dì, o per dire il vero, la sera dell'insediamento; giacche i lavori massonici si fanno nelle tenebre della notte, come tempo più proprio alla lor natura: i fondatori della loggia fanno inviti ed apprestamenti. La sera determinata e all'ora posta, i fratelli convengono nella loggia; ciascuno si asside al suo luogo cogli arnesi e colle divise proprie della dignità e del grado. Gli officiali portano a modo di collana un nastro azzurro marezzato; da questo pende un gioiello, che è la squadrapel Venerabile: la livellaadorna il primo Sopravvegliante, il regoloil secondo, un libro apertofregia l'oratore ecc.: la spada ed il grembiule di pelle bianca legato ai fianchi sono arnesi comuni a tutti. Accolti i massoni delle altre logge, detti visitatori, e significato con brevi parole dal Venerabile il fine della adunata, incomincia la cerimonia. All'annunzio, che i tre commessarii sono arrivati nella sala del passo smarrito, eccovi spiccarsi tre Deputati della loggia per riconoscere le patenti della loro autorità. Trovatele a modo e riferitolo all'adunanza, nove fratelli armati l'una mano di spada, e l'altra di una stella, ossia di un torchio acceso, muovono in divota processione verso i commessarii per introdurli onoratamente. Il Venerabile e i due Sopravveglianti vengono alla porta, sta loro accanto un Maestro di cerimonie, in atto di offerire tre maglietti giacenti sopra un cuscinetto, e le due colonne, fatte due righe ed incrociate l'une coll'altre le spade, formano la volta di acciaio. Spalancasi la porta della loggia: i commessarii sono intromessi dal cortèo dei nove confratelli, e presentati i maglietti con ossequiose parole dal Venerabile, si drizzano per la volta di acciaio verso l'Oriente: una melodia accompagna i loro passi e mancando questa, le scariche ripetute delle batterie, ossia un fragoroso suon di mani battute a legge.
Messosi ognuno al proprio luogo, il Venerabile si porta appiè dell'altare e là «giura solennemente di obbedire senza ristringimento agli Statuti ed ai Regolamenti generali, e di restare inviolabilmente soggetto al G. Oriente.». Lo giurano a voce i due Sopravveglianti, lo giurano colle sottoscrizioni tutti i fratelli, chiamati ad uno ad uno.
Il Presidente, uno dei tre commessarii, fa una calorosa allocuzione, «inspirata dalle circostanze e dalla gravità del ministero, che egli compie.» Finitala, dà un colpo di maglietto, ed avverte, che il grande atto della installazione è in sul punto di eseguirsi. Il silenzio è cupo, universale, mentre egli pronunzia d'une voix fermequesta formola: «Alla Gloria del Grande Architetto dell'Universo, a nome e sotto gli auspicii del G. Oriente di Francia, in virtù dei poteri delegatici, noi installiamo in perpetuo all'Oriente di... spartimento di... una loggia di rito... sotto il titolo... »Pronunziate queste gelide parole, batte «i tre colpi misteriosi» col suo maglietto, e soggiunge: «La rispettabile Loggia è installata.» I tre colpi e l'annunzio sono ripetuti dai due Sopravveglianti: la funzione è fornita. E qui altra allocuzione del Presidente, nuova parlata del Venerabile, predica dell'Oratore, discorsi di quanti amano sciorre lo scilinguagnolo. Le lodi della massoneria, le enumerazioni de' suoi benefizii, le esortazioni a ben vivere in essa, le invettive contro il fanatismo piovono da tuttte le parti. Stanchi i corpi e gli spiriti a tanto lavoro, conviene riconfortarli. Chiuso lo spettacolo, eccovi le due colonne comporre un'altra processione, e col vessillo alla testa, ed al suono di musici istromenti o dei battenti maglietti, entrar difilato nella sala del banchetto, dove un lauto desinare, ossia illavoro della masticazione, secondo il linguaggio massonico, pone un valido suggello alla pia impresa di quella notte [9].
La loggia porta ancora il titolo di Tempio, e come tale ha consecrazione e feste particolari. Abbiamo sott'occhio la descrizione di quest'atto religioso, compitosi a Bordeaux il quindici del Dicembre dell'anno passato. Sfioriamola. Edificatasi a spese di sei logge un ampla loggia, fu nominato dal G. Oriente a Presidente della sacra funzione massonica il F.·. Hermitte. All'ora fissa, convenuti i fratelli delle sei logge e con essi da trecento massoni di altri Orienti, ed intromessi i commessarii colle cerimonie della installazione, il Presidente incomincia i lavori. Chiede a che fine sia stato costruito il nuovo tempio; il primo Sopravvegliante risponde: «come tutte le opere massoniche, così il nuovo tempio è stato levato alla Gloria del G.·. Architetto dell'U.·. e destinato al perfezionamento dell'umanità.» Domanda qual sia il dovere che stringe i presenti: risponde il secondo Sopravvegliante: «onorare le insegne del lavoro e raccomandarne la pratica.» Ad un cenno il Maestro di cerimonie porta appiè dell'altare cotali insegne: squadra, compasso, regolo ed una spada. Celebrato il lavoro con amplissime laudi, il Presidente interroga, che significhi la spada. È l'oratore, che qui risponde: «per i massoni la spada è la sanzione della legge, senza la quale niuna società è possibile: è la guarentigia della pace, che i tristi studiano sempre di turbare [10].»Ottimamente. Ma se è così, noi ripigliamo, perchè i massoni dell' Italia hanno menato tanto scalpore per i caduti a Mentana e dentro e fuori delle logge? perchè giurano tante vendette? perchè tante maledizioni e tante minacce al Governo pontificio, per la morte di un Monti e di un Tognetti? Non fu forse la spada «sanzione della legge» e «guarentigia della pace» che si adoperò nell'uno e nell'altro caso? Non erano forse i garibaldeschi«turbatori della pace»; ed il rovesciamento della caserma di Serristori, colla uccisione di tanti innocenti, non è forse da riputarsi un atto contro la legge? Lettor cortese, la spada per i nostri massoni è «la sanzione della legge», è «la guarentigia della pace»; sai quando? quando eglino sono a capo dello Stato, quando lo reggono colle proprie leggi; in questo caso le migliaia di vittime cadono sotto il ferro, sanzione della legge e guarentigia della pace.Il Governo formato alla massonica ha solo il diritto d'imperare: gli altri no: sono usurpatori, sono fuori della legge, e però il ribellare è dovere di giustizia; l'assassinare un merito; degni di lode i tradimenti, le mine; lecito ogni altro mezzo che giovi al fine!
Torniamo alla consacrazione. La loggia si chiama Tempio. Ebbene, ripiglia il Presidente, «che cosa conviene farvi?» Risposta: «onorar Dio e studiare i suoi disegni, per farne regola delle nostre azioni, ed apparecchiarci per le opere della vita presente alla iniziazionedella vita futura, che chiamano morte.» Iniziazione alla vita futura! Di qual grado sarà cotale iniziazione, che si chiama morte? di qual rito? Il Presidente, comechè sia giunto al culmine dell'altezza massonica, dove si fruisce la luce più limpida, non lo sa di certo; «la tomba, ei soggiunge, è il cammino misterioso di cotanta iniziazione [11].» Questo ei conosce, e non più. Porterà un tale cammino alla trasmigrazione, porterà alla ricompensa il giusto, ed alla pena l'iniquo? Ei lo ignora. Quale debba essere la futura vita immortale dell'anima, per lui massone è un'incognita, è un problema avviluppato dalle tenebre più fitte del mistero: ed ecco i suoi uditori e fratelli lanciati nel più crudele scetticismo circa la sorte futura della parte più nobile di sè medesimi. Checchè sia di ciò, poco monta. Si passa oltre. Per suo ordine l'incenso è gittato a struggersi nel fuoco sacro. Una prece, un voto sale al cielo coll'odoroso fumo e la colonna dell'armonia (i suonatori) tocca gli stromenti con religiose note, au milieu du recueillement général. Si ode quindi una voce alta, che grida: «In piè; all'ordine.» È obbedita in istante. Siamo all'atto venerando della consecrazione. «A nome del Grande Oriente di Francia, il Tempio edificato dalla massoneria bordelese essendo stato riconosciuto giusto, perfetto ed al coperto (da ogni sguardo profano) è inaugurato all'Oriente di Bordeaux questo dì 15° del 10° mese, l'anno della vera luce 5867. Noi facciamo accesi voti per la felicità dei massoni, che esso accoglierà, e per la prosperità dei loro lavori [12].» Chi non sente le ineffabili dolcezze di affetto che sgorgano da questa orazione? Chi non è rapito dalla sublimità dei suoi concetti? o chi non è rapito dal sentimento di profonda devozione in questa cerimonia? Essa è degnissima dellatriplice batteria o battimano massonico, delle grida di acclamazioni teatrali, ond'è seguita, e della sonata, con che si chiude.
Vengano ora i massoni a farsi beffe delle cerimonie cattoliche; chiamino superstizioni le pratiche della Chiesa, ridano delle divozioni dei fedeli. Noi additeremo i loro templi, indicheremo le loro feste, rammenteremo la loro istallazione e la consecrazione e il profondo raccoglimento, con che vi assistono. Si può dare cosa più grottesca di cotesta? Non sai, se ti trovi ad uno spettacolo profano, o ad una funzione religiosa, ovvero ad una scena comica, stranamente composta dell'una e dell'altra. Un tempio, che è officina, un Dio, che è un grande Architetto; il G. Oriente, che entra nelle formole sacre, geloso del suo diritto di fronte al Dio massonico. Un uomo grave, che presiede ad una grave adunanza, e le parla per altra bocca, che prega, consacra e fa voti senza dire o sapere a chi, ed una grave adunanza in un tempio che ora è piamente raccolta ed ora batte le mani e grida come in teatro; e cento altre insipienze. Giusto giudizio di Dio su l'umana superbia, la quale, dispettando il sublime culto della Chiesa appropriato alla natura dell'uomo, volle immaginarne uno tutta da se. Ma che? scimmia di ciò che fa la Chiesa, diede nella ridicolaggine e nella contraddizione.

III

Del fine, per cui i massoni si adunano nelle logge.

Passiamo dalle cose ridicole alle serie. A quale scopo convengono i massoni nelle loggie? Gli statuti inglesi, che nella prima edizione del 1717 velaronlo sotto il vocabolo generico «lavorare», lo, significarono più apertamente in quelli del 1815, in cui dicono, che «i massoni si adunano nelle loggie per lavorare, istruirsi, e rendersi dotti a perfezione nei misteri dell'antica sapienza.» Dottrina e lavoro, ossia teorica e pratica, secondo l'arte massonica; apprendervi l'una e l'altra fino ad uscirne perfetti maestri: ecco lo scopo delle adunanze massoniche. «E che? scrivea Chemin-Dupontès, volete che nelle nostre loggie trattiamo argomenti di astronomia, di archeologia o di fisica? No, no: ben altro è l'oggetto dei nostri intrattenimenti. Esso consiste nei principii, che si contengono nei varii gradi massonici, consiste nelle dottrine, che si ricavano dai medesimi, tutte acconce a reggerci nella nostra vita. Da questo trae tutto il suo pregio la massoneria; in questo è riposto il grande interesse del genere umano e di ciascuno di noi [13]». Chi non vede qui esposto senza velame, come nelle adunanze massoniche si insegnano dottrine, e dottrine proprie dell'Ordine, e dottrine che riguardano non meno l'individuo, che la vita sociale di tutta l'umanità? Volete ora conoscere in che consiste il lavoro, ossia lo studio della pratica? Leggete questo tratto dello Schleiermacher, applicato dal Findel agli esercizii della loggia. «Tutti i massoni, a guisa di chi attende ad un'arte, si studiano in generale di conformare la vita ai principii della santità e della ragione (nel modo inteso dalla massoneria) ed in particolare adoperano ogni sforzo per riuscire perfetti in certi punti. Regna fra essi una nobile gara, e il desiderio di fare alcun che, degno di tale e tanta società, sprona ognuno ad asseguire con tutta la diligenza quello scopo, che è più appropriato alla sua natura. Quanto maggiore è la cura e la buona volontà, che pongono nel comunicarsi e parteciparsi mutuamente l'esito fortunato dei loro conati, tanto più grande è il ravvicinamento a quella unità, che deve tutto dominare».In somma essi devono in loggia studiare l'applicazione dei principiì, immaginare, proporre e discutere i mezzi più acconci, farne saggio di fuori, comunicarne gli effetti ottenuti e va dicendo. Sicchè alla loggia conviene a capello la definizione, che il Findel deduce dal luogo citato, vale a dire: «esser ella una scuola pratica destinata, non solamente a fedeli amici che vivono in comunanza secondo la regola della vita sociale più perfetta(in quanto massonica), ma eziandio indirizzata particolarmente all'educazione de' suoi membri, ed a formarli in pro del mondo e della umanità [14]
Questa medesima sentenza trovasi inculcata e nella Scuola del Frammassone del secolo passato, e nel Manuale per lo stesso del presente [15]. Istruzione teorico-pratica nella loggia! - è il grido ripetuto dagli scrittori massoni. Il Wieland addita in prova del dovere, che ne corre alle logge, ciò che simboleggia il Tempio massonico [16]: il Krause, sbozzando la forma del Maestro in cattedra o Venerabile, pone come precipuo incarico, che egli istruisca la loggia tanto nei principii, quanto nella pratica seconda lo scopo massonico [17]. La deficienza di questa istruzione è sfolgorata come il supremo guaio della massoneria dal Boubée [18], dal Dupuis [19], dal Bertrand [20], dal Rebold [21], da Bernard-Acarry [22], i quali nei loro discorsi e nei loro scritti or appuntano amaramente la trascuratezza del G. Oriente, or assegnano mezzi per ovviarvi, or descrivendo il rilasciamento di qualche loggia ne menano alto querele, come se tutta la Società desse la volta e sprofondasse nel nulla. La loggia adunque, secondo le testimonianze di tanti valentuomini, è, o almeno deve essere un'ampla scuola dove si appara in teorica ed in pratica la scienza massonica.
Ebbene, in che consiste la teorica, che si apprende, e la pratica, di che si fa pruova in loggia? Abbiamo veduto negli articoli antecedenti, che dalla massoneria è professato il razionalismo più schietto, e la democrazia più pura, e che l'uno e l'altra uniti ne costituiscono la natura ed il fine. Messo base questo fatto, potrebbero le dottrine e la pratica della loggia esser diverse da quelle che spacciano e cercano di attuare i razionalisti e la democrazia? Impossibile: altrimenti la massoneria in loggia non sarebbe più massoneria. Dunque è uopo conchiudere, che le dottrine predicate nelle adunanze massoniche siano fiore di razionalismo e di democrazia, e che gli adunati a poco a poco ne escano razionalisti e democratici in fino al midollo, ardenti e sperti ad un tempo a propagare ed a praticare nel mondo profano quanto hanno appreso nella loggia.
Tale è di fatto il loro dovere. Quindi la loggia è scuola istituita non solamente in pro dei massoni, ma eziandio, merce l'opera del costoro apostolato, a vantaggio dei miseri profani. E però il F.·. Ruffoni, considerandola sotto questo riguardo, dicea che «ogni loggia, a guisa di corpo luminoso, dee raggiare la coscienza dell'umanità [23];» ed il F.·. Frapolli scrivea, che la pura scienza massonica, fiammeggiando dagli alti gradi infino a' minimi delle loggie simboliche, dee riverberare da queste su tutta la nazione [24]. Questi sono appunto i voti che fece il F.·. Hermitte nella consecrazione del Tempio di Bordeaux [25]. Tant'è: giacchè «la prima e vera missione della massoneria è quella di rischiarare l'umanità, di far penetrare la istruzione (secondo i principii massonici) in tutti gli ordini dei cittadini, di combattere e vincere lo spirito invasore d'uomini, che con alto tradimento del loro divino mandato (i preti?), vogliono soffocare la intelligenza, affine di dominare più sicuramente [26].» Che se non foste ancora persuasi di cotesta missione, aprite gli Statuti della Massoneria italiana al Rito simbolico. Leggete: «Art. 1. La Mass.·. italiana è una società di persone riunite insieme da un patto di fede comune nei principii universali della Mass.·. e di mutuo impegno a cooperare in comune al loro trionfo. - Art. 3. Suo fine diretto e immediato si è diconcorrere efficacemente all'attuazione progressiva di questi principii nell'Umanita, sì che divengano gradualmente legge effettiva e suprema di tutti gli atti della vita individuale, domestica e civile». Aprite questi altri, pubblicati dal G. Oriente della Massoneria in Italia l'anno passato. Eccovi l'articolo 4: «Tutti i membri dell'ordine sono tenuti d'istruirsi, perfezionarsi ed aiutarsi reciprocamente; di cooperare con assiduo lavoro a compiere la missione sua». Quelli che si osservano dalle logge dipendenti dal Supremo Consiglio di Palermo, favellano nel medesimo metro: «§. 15. Estendendosi lo scopo della istituzione al perfezionamento di tutta la specie umana, il libero muratore impiega tutti i mezzi di fortuna e di talento per giungervi». Consuona alle voci della massoneria italiana la massoneria francese ne' suoi nuovi statuti«raccomandando a tutti i fratelli la propaganda massonica per la parola, per gli scritti e pel buon esempio [27].»Debbono dunque i massoni farsi maestri dei principii razionalistici e democratici, che apprendono in teorica ed in pratica dentro il ricinto della loggia, debbono propagarli, debbono attuarli con tutto l'ardore e coll'opera di tutti i mezzi, che hanno tra mano, nella società profana. È questo un dovere, che sgorga dal fine della loro società, è un obbligo raccomandato e imposto dagli Statuti. Un massone, che non vi si adoperasse, sarebbe un massone da nulla, sarebbe reo al cospetto della massoneria di non compiere il lavoro, a cui si è strettamente obbligato. Se ti rimembri, lettor cortese, non abbiamo noi provato negli articoli antecedenti, che tali principii sono anticristiani, e rovesciatori degli ordini sociali presenti? Non abbiamo provato, che lo scopo a cui intendono tutti gli sforzi della massoneria, si è ladistruzione di tutte e singole le forme religiose e politiche esistenti e la ricostruzioneprogressiva della società umana, su le basi razionalistiche, e democratiche secondo le sue dottrine? Ebbene, eccoti la conseguenza, che fila diritta da queste premesse: - «La loggia è, e deve essere il centro del moto agitatore dei popoli contro tutti gli ordini sociali e religiosi!» - Laonde fintantochè vi sarà una loggia al mondo, sussisterà ancora un focolare, da cui partono gl'incentivi, prima di agitazione negli spiriti, e poscia di ribellione nel corpo sociale.
Gravissima conseguenza, ma pur verissima. I massoni si piacciono di lumeggiarla descrivendo l'opera della massoneria. Così un massone di alto grado dicea: «Nel secolo passato le voci Libertà,Eguaglianza suonavano reamente alle orecchie dei casti depositarli del potere. La loro autorità non era assaltata dalla violenza, della quale la massoneria, checchè ne dicano, non ha fatto mai uso, ma invece veniva scalzata la base delle loro pretensioni, delle loro teoriche e del loro dispotismo politico e religioso, per mezzo di uno strumento assai più terribile, vale a dire per mezzo del pensiero, che a poco a poco traevasi dal collo il giogo, sotto cui credevasi di poterlo infrenare. Il più profondo secreto, che celasse la macchina, era quindi sommamente necessario. E però conveniva che i partigiani della nuova fede, allora in picciol numero, avessero ricoveri sicuri ed ignorati, dove potessero profondere liberamente le proprie credenze, manifestare i proprii voti e le proprio speranze, tenere continuamente acceso il fuoco sacro della Vestale loro confidato: conveniva chequesti pacifici cospiratoriavessero un segno incognito ai profani, il quale a guisa di verga magica trasformasse di tratto uno straniero in un fratello, e desse così l'aggio di parlargli in verità di cuore. I principi si avvidero della forza, che stava nella massoneria. Alcuni tentarono di farsene strumento alle proprie brame; pochi la servirono; molti la perseguitarono. Sforzi inutili! Il santo contagio della verità, uscito del Tempio, si appiccò a poco a poco al mondo profano, invase quegli ordini di cittadini, che a cagione dei loro privilegii doveano più che verun altro temere lo spirito massonico. E un dì, quando il terreno fu apparecchiato a bastanza, la magnifica esplosione del 1789 venne a scrivere nel diritto pubblico della Francia i principii, che noi conosciamo e professiamo da lungo tempo [28].» Che bramate di più evidente? È un fatto dedotto da storiche osservazioni. La teorica, la quale gittò l'agitazione negli animi e produsse la magnifica esplosione del 1789, donde quelle, del 1792 e 1793, ebbe a scuola la loggia, a secreti e fidi discepoli i massoni, che propagandola di fuori ne accesero ed agitarono fieramente le moltitudini. Volete un esempio della pratica? Ne abbiamo uno di fresca data. Entrata in sospetto la Sezione Concistoriale del Rito scozzese, sedente nella vallèa del Sebeto, ossia in Napoli, che iPaolotti diretti «dai figli tenebrosi del Loyola» avessero formate adunanze in su lo stile massonico, eccovela tutta all'opera per annientare gli sforzi dei temuti avversarii. Dà il grido di «all'arme»a tutte le logge dipendenti con una lettera circolare: «le infelici condizioni dell'Italia domandare altamente, che la massoneria adoperi tutto il suo vigore primitivo, e che ridivenga quell'operaia attivissima, che fu in altri tempi: il pericolo minacciare non solamente l'Italia, ma ancora l'Ordine. Onde per ripararlo tutte le logge si mettano al lavoro con tutta la forza, chiudano la porta in faccia a quei fratelli, che avessero maculato o tentassero di maculare comechessia i principii massonici, rannodino più strettamente le loro file, le accrescano con nuovi arruolati, nella Camera di mezzo, si propongano e si discutano tutti que' mezzi, che paiono più opportuni a troncare l'orditura tenebrosa, e infine dichiarino al Concistoro quanto reputano più giovevole all'Alleanza, a rischiarare il popolo ed a combattere l'errore, ed i pregiudizii.» Avete sentito ciò che sogliono fare i massoni a sostegno delle proprie teoriche? Spiano i cattolici che hanno in conto di avversarii funesti, ne studiano i divisamenti: scopertili, i capi chiamano a consiglio tutti i fratelli, propongono, deliberano il modo più acconcio con che attraversarli, renderli inefficaci presso ogni ordìne di cittadini.
Tale è la loggia massonica: ridicolanel suo apparato,superstiziosamente comicanelle sue cerimonie, centro di agitazione e di ribellione contro l'ordine politico e religioso nelle sue adunanze.


NOTE:

[1] V. questo volume pag. 39 e segg.
[2] Encyclopädie der Freimaurerei von Lenning, durchgesehen und, mit zusätzen vermehrt, herausgegeben von einem Sachkundigen, Leipzig 1824.
[3] V. Clavel, Histoire pittoresque de la Franc-maçonnerie, pag. 3. -Pavia, Il libero Muratore teorico-pratico, pag. 40. - Ragon, Rituel de l'Apprenti, pag. 21.
[4] A chaque tenue, on y dessinera ce tableau mistérieux, avec de la craie, et, après les travaux, on l'effacera avec une éponge légèrement imbibée d'eau. C'est le moyen d'éviter la dépense et l'abus d'un tableau peint, qui peut tomber dans des mains profanes. Ragon, Rituel de l'apprenti pag. 22, 23. Pavia ripete la stessa cosa nel lib. cit. pag. 38.
[5]«§. 30. Ciò che è comune ai due riti (moderno e scozzese) si è.... 9.° Le statue di Minerva, di Ercole e di Venere rappresentanti la Sapienza, la Forza e la Bellezza, la prima alla diritta dell'oriente a poca distanza del trono, la seconda presso lo scanno del primo sorvegliante, e la terza presso a quello del secondo sorvegliante: 10.° Tre candelabri situati ove sono le statue.» Statuti sopra citati.
[6] The Masons in London and its environs... resolved to cement themselves under a new Grand Master, etc. With this view, the Lodges at the Goose, and Gridiron; the Crown; the Apple-ree Tavern; and the Rummer and Grapes Tavern... met at the Apple-tree Tavern above mentioned in February, 1717. Preston, Illustrations of Masonry, ed. by Oliver. London 1861, pag. 155, 156. Vedi Kloss, Geschichte der Freimaurerei in England, Irland und Schottland, presso del quale a pag. 5 leggesi: Die Logen, welche zusammentraten, waren: 1 die zur Gans und Rost, in einem Bierhause: 2 zur Krone, in einem Bierhause: 3 zum Apfelbaume, in einem Weinhause: 4 zum Römer (lezione sbagliata) und Trauben, in einem Weinhause.
[7] Histoire cit. pag. 288, 289.
[8] Cf. Allgemeines Handbuch e la Encyclopädie der Freimaurerei del Lessing, alla voce Loge.
[9] Vedi Ragon, Rituel d'Installation d'une Loge: Statuts et Réglements généraux de l'Ordre maçonnique en France 1839, art. 112-119.
[10] Pour les Maçons, le glaive est la sanction de la loi, sans laquelle nulle société n'est possible. Il est la garantie de la paix que les méchants cherchent toujours à troubler et qui est le but principal des sociétés. Bulletin de Grand Orient do France, Avril 1868, pag. 68.
[11] Honorer Dieu et étudier ses desseins pour en faire la règle de nos actions et nous préparer par les oeuvres de la vie présente à cette initiation à la vie future, qu'on appelle la mort et dont la tombe est le chemin mystérieux. Loc. cit, pag. 69.
[12] Au nom du Grand Orient de France, le Temple élevé par la Maçonnerie bordelaise ayant été reconnu juste, parfait et à couvert, est inauguré à l'Orient de Bordeaux ce 15 jour du 10° mois de l'an de la vrai lumière 5867. Nous faisons des voeux ardents pour le bonheur des Maçons qu'il abritera et pour la prospérité de leurs travaux. Ibid.
[13] L'objet principal de notre institution ce sont les enseignements, que nous donnent les différents grades pour la conduite de la vie. Elle n'a plus de prix que par là; c'est le grand intérêt du genre humain et de chacun de nous. Ferons-nous dans nos ateliers des cours d'astronomie, d'archéologie, de physique? Cela ne servirait ni à faire de meilleurs Maçons, ni à reculer les limites de ces sciences. Cours pratique de Franc-maçonnerie, I Cahier. Paris 1841, pag. VII.
[14] La loge est donc un institut pratique destiné non seulement à des amis fidèles, vivant en société d'une manière conforme aux données de la vie sociale la plus parfaite, mais destiné surtout à l'education de ses membres, destiné à les former pour le monde et pour l' humanité.Histoire de la Franc-maçonnerie, v. I, pag. 19.
[15] L' Ècole des Francs-Maçons. Jerusalem 1748, pag. 2. Manuel maçonnique. Paris 1820, Avant-propos.
[16] Analekten, Heft 1, pag. 31.
[17] Allgemeines Handbuch, vedi Meister von Stuhl.
[18] Études sur la Maçonnerie, pag. 179 e segg.
[19] La Franc-Maçonnerie du G. Orient de France, pag. 26.
[20] Bulletin du G. Orient, numero de Mai 1847, pag. 159.
[21] Histoire des trois Grandes Loges, pag. 287; 418 ed altrove.
[22] La Franc-Maçonnerie du G. Orient cit. par Bernard-Acarry, Père, 30.
[23] Bref, il faut qu'on sache que toute loge maçonnique est un point lumineux, d'ou rayonne la conscience de l'humanité. Bulletin du GrandOrient, n. d'Avril 1859, Pag. 51. Cf. Rebold, loc, cit. pag. 311, 312.
[24] La Franc-Maçonnerie reformée.
[25] Que de cette Loge la Maçonnerie répande son enseignement et ses bienfaits; qu' elle rayonne au midi, au nord, à l'occident et à l'orient. Loc. cit.
[26] Notre première, notre veritable mission, c'est d'éclairer l'humanité, de faire pénétrer l'instruction dans tous les rangs, de combattre et vaincre l'esprit envahisseur d'hommes, qui trahissant leur divin mandat, veulent étouffer toute intelligence afin de mieux dominer. Bulletin du Grand Orient n. d'Octobre, Novembre 1856, pag. 246.
[27] Art. 4. La Franc-Maçonnerie aspirant à étendre à tous les membres de l'humanité les liens fraternels qui unissent les Francs-Maçons sur toute la face du globe, la propagande maçonnique, par la parole, les écrits et le bon exemple, est recommandée a tous les Maçons.
[28] Monde maçonnique 1863, pag. 145.