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lunedì 13 maggio 2013

Meglio seder sul Trono per compromesso o non sedervi per onor?: Regno di Svezia (Parte 1°)

 
 
In questo nuovo articolo continua la serie di pubblicazioni  intitolate "Meglio seder sul Trono per compromesso o non sedervi per onor?" . Questa volta  analizzeremo un'altra delle monarchie vigenti in Europa , quella del Regno di Svezia.  Come di consuetudine analizzeremo tutto ciò che necessita per capire se ci troviamo di fronte ad una VERA Monarchia (Tradizionale e legittima) oppure ad una, come è di prassi nel mondo dell'apparenza, semplice  Repubblica coronata:

 
 
Attuale Casa Reale di Svezia
 


Bernadotte coa.svg
Stemma dei Bernadotte.
L'attuale casata reale del Regno di Svezia è, dal 1818 , la Casata di Bernadotte che fino al 1905 era anche la casata reale di Norvegia. I membri dell'attuale famiglia reale svedese hanno in concessione i titoli ed  appellativi reali (modo in cui rivolgersi) ed alcuni possono partecipare agli impegni ufficiali e alle cerimonie di stato. L'attuale "sovrano" di Svezia è , dal 1973, Carlo "XVI" Gustavo Bernadotte.
Prima di continuare con la narrazione degli avvenimenti presenti della suddetta Casata è come sempre d'obbligo partire dall'origine , cioè da quando tutto ebbe inizio. Chi sono costoro e come salirono sul Trono? sarà la domanda principale che verrà svelata nel seguente testo diviso in due parti.
 (Capirete anche il motivo delle "virgolette").




 

 
 
Gustavo III di Svezia:
tra Rivoluzione e cospirazioni.


 


 Blason Adolphe Frédéric de Suède.svg
Stemma degli Holstein-Gottorp


 
Gustavo III bambino.
Gustavo III di Svezia (Stoccolma, 24 gennaio 1746Stoccolma, 29 marzo 1792)  , membro del Casato degli Holstein-Gottorp ,figlio primogenito di Adolfo Federico di Svezia, primo Re di Svezia della sua Casata,  e Luisa Ulrica di Prussia, sorella di Federico II di Hohenzollern , noto anche come Federico il Grande, salì al Trono svedese alla morte del padre, nel 1772, e fin dall'inizio , sebbene protestante, ammiratore di Voltaire, e influenzato perciò dalle basi "primordiali" della Rivoluzione, tentò di rafforzare il  peso politico della Monarchia dopo un lungo periodo nel quale il  potere fu nelle mani  di un'oligarchia  (il Consiglio degli Aristocratici), a sua volta dipendente dal dispotismo del Parlamento svedese. Iniziò subito con una riforma governativa volta a ristabilire la regale autorità nel Regno:  questo portò al ristabilirsi della Monarchia Assoluta.
I settari , che avevano governato fino a quel momento attraverso il Parlamento svedese,  presero fin da subito delle contromisure volte alla sovversione delle disposizioni del sovrano.






 Politica:


 
Gustavo III
Ritratto di Gustavo III in abiti regali
Gustavo III  era un volto già noto alla politica nazionale svedese in quanto già a partire dal 1768 si era prodigato personalmente per la proclamazione di una dieta straordinaria che avrebbe dovuto riflettere sulle riforme da farsi sulla costituzione nazionale, optando sempre più in una direzione centrale della monarchia. Scrisse Gustavo a proposito: "Il fatto che alcuni perdano le loro battaglie costituzionali non interessa poi tanto ma ciò che mi infastidisce è vedere la mia povera nazione che giace in una situazione di corruzione così dilagante da porla in totale anarchia.".
Egli era pienamente legittimato a  regnare sulla Svezia in maniera autonoma in quanto  discendente , attraverso sua nonna materna , dalla Casata dei Vasa che comprendeva tra gli altri Re Gustavo I di Svezia e Carlo X Gustavo di Svezia.
Dal 4 febbraio al 25 marzo 1771 Gustavo III si recò a Parigi per motivi di alta politica.  Agenti confidenziali della corte svedese avevano già preparato il terreno per il suo arrivo, e il Duca di Choiseul aveva richiesto un incontro col monarca svedese per discutere una possibile alleanza tra Francia e Svezia in direzione anti-rivoluzionaria. Durante il viaggio di ritorno Gustavo III si recò anche in visita a suo zio, Federico il Grande, che  si trovava nella sua residenza di Potsdam, il quale , amico e collaboratore della setta, lo ripagò informandolo che egli personalmente con Russia e Danimarca si era fatto garante dell'integrità della costituzione svedese e gli consigliò caldamente di astenersi dall'uso della violenza, ma piuttosto di giocare la parte del mediatore nella spinosa questione.





Lotta alla Rivoluzione attraverso un colpo si Stato "rivoluzionario":


Re Gustavo III in armatura.
Al suo ritorno in Svezia, Gustavo III tentò di mediare tra i partiti della madrepatria al fine di cercare un equilibrio che potesse consentirli di attuare le sue riforme.

Il 21 giugno 1771 egli aprì la prima seduta del parlamento sotto il suo governo, con un discorso con toni forti e decisi : era la prima volta da più di un secolo che un Re svedese aveva apostrofato in tal guisa il parlamento di Svezia. Egli aveva richiamato tutti i partiti a sacrificare la loro animosità per il bene comune della nazione ricordando loro che essi erano i "primi cittadini del popolo libero". Venne così formato un comitato di salvaguardia che in un primo tempo sembrò non rendere risultati  vista l'accesa opposizione dei famelici parlamentari che  sentivano in essa  un atto punitivo: in fondo lo era davvero vista l'esperienza del precedente governo parlamentare.

Il successivo tentativo del partito dominante di ridurlo ad un "roi fainéant "(sovrano senza poteri), lo incoraggiò a considerare l'idea che si stava attuando una vera e propria Rivoluzione e che era tempo di reagire.

Sembrava ormai inevitabile che la Svezia, gettata nell'anarchia dal dispotismo parlamentare, dovesse soccombere nel grande "Sistema del Nord" auspicato dal vice-cancelliere russo conte Nikita Ivanovič Panin, il che nell'ottica dell'Impero Russo avrebbe portato alla degna conclusione degli antichi scontri tra le due nazioni, sottomettendo per sempre il Regno svedese all'egemonia russa nei mari del nord. L'unico tentativo per evitare tutto questo sembrò a Gustavo III quello di intentare un colpo di stato per preservare l'indipendenza della nazione.

Gustavo III (a sinistra) ed i suoi due fratelli
, il principe Federico Adolfo ed il principe Carlo.
 Ritratto di Alexander Roslin.
Fu a questo punto che Gustavo III venne avvicinato da  Jacob Magnus Sprengtporten, un nobiluomo finlandese che già si era scontrato coi partiti per l'idea di un colpo di stato .  Egli prese possesso della fortezza di Sveaborg con un colpo di mano su invito segreto di Gustavo III per poi raggiungere il Re ed i suoi amici presso Stoccolma.
Il piano di colpo di stato venne quindi rafforzato da Johan Christopher Toll, anch'egli vittima dei contrasti coi partiti svedesi. Toll propose di sollevare una seconda rivolta nella provincia della Scania e di prendere possesso della fortezza di Kristianstad a sud. Dopo diversi dibattiti, alla fine, anche il suo progetto venne avallato  dal Re.

Carlo, l'ambiguo e maggiore dei fratelli minori del Re, venne quindi formalmente incaricato di mobilitare tutte le guarnigioni delle fortezze della Svezia meridionale per reprimere la rivolta a Kristianstad, ma quando giunse nei pressi delle fortezze stesse, si accomunò con i ribelli e marciò da sud verso la capitale con le nuove truppe del Re. Questa stessa operazione "rivoluzionaria" venne sottoscritta dal finanziere Nicolas Beaujon, e dall'ambasciatore svedese in Francia, il conte Gustaf Philip Creutz.


Gustavo III in un ritratto del 1777.
Il 6 agosto 1772 Toll riuscì ad espugnare la fortezza di Kristianstad. Il 16 agosto Sprengtporten ebbe successo nel prendere Sveaborg e quello stesso giorno il capo del partito conservatore-parlamentare , Ture Rudbeck, giunse a Stoccolma con notizie di nuove insurrezioni a sud e Gustavo III stesso si trovò isolato nel bel mezzo dei suoi nemici. Sprengtporten era impegnato ancora in Finlandia e Toll era a diversi chilometri di distanza e comunque ancora molto tempo sarebbe passato nella presa della capitale e nell'attesa del loro aiuto il Re si risolse a tergiversare le posizioni.
Egli decise quindi di muoversi in maniera diretta e precisa. La sera del 18 agosto tutti gli alti ufficiali di stanza alla corte ebbero il messaggio segreto di riunirsi nella grande piazza davanti all'arsenale per la mattina successiva. Alle 10.00 del 19 agosto Gustavo salì sul proprio cavallo e si recò verso l'arsenale, venendo raggiunto sulla strada da un folto stuolo di aderenti e prese il comando dei 200 ufficiali riuniti al suo comando. Dopo una consueta parata si recò nel palazzo dell'arsenale per esporre il proprio piano: "se mi seguirete" disse Gustavo III "così come i vostri antenati seguirono Gustavo Vasa e Gustavo Adolfo, io metterò con voi a repentaglio la mia stessa vita ed il mio sangue per voi e per la salvezza della nostra madrepatria!" e la risposta fu pronta: "Seguiremo il sacrificio di sangue e vita al fianco di Vostra Maestà".
Nel frattempo il Consiglio Privato ed il suo presidente, Rudbeck, erano stati arrestati e messi al sicuro dalla marina reale svedese. A questo punto Gustavo III compì un tour della città e venne ovunque ricevuto con folle entusiaste delle proprie azioni che lo acclamavano come il liberatore dopo un lungo periodo nel quale le ambizioni dei parlamentari al potere gettarono il Regno nel caos. Venne composta per l'occasione una canzone da Carl Mikael Bellman dal titolo Gustafs skål.


Gustavo III in un ritratto
di Lorens Pasch il Giovane.
La sera del 20 agosto gli araldi regi percorrevano ormai le strade della città proclamando che il mattino seguente gli Stati Generali sarebbero stati convocati a palazzo; ogni deputato assente sarebbe stato dichiarato nemico del paese e del Re. Il 21 agosto gli Stati vennero riuniti ed il Re apparve nelle piene vesti regali prendendo sede sul proprio Trono e pronunciando la sua famosa filippica che viene ancora vista come un pezzo grandioso dell'oratoria svedese con la quale evidenziò la nota poco patriottica e la venialità dei partiti politici: ...si è dato luogo al disagio, il quale ha portato alla vendetta, la quale ha portato alla persecuzione, la quale a portato a nuove rivoluzioni che infine hanno portato il paese in un periodo di malessere. L'ambizione sconsiderata di alcune persone e la loro fame di gloria hanno portato a seri danni in tutto il reame e molto sangue è stato versato da tutti i partiti, e l'unico risultato ottenuto è stata la sofferenza del popolo. Spesso le basi della loro potenza sono state gettate a costo della vita di molti cittadini e spesso ciò è stato raggiunto anche a spese dello stato stesso. Nei tempi in cui la legge era chiara ed inequivocabile, la legge è stata distorta e quando questo non fosse stato possibile essa è stata divelta. Niente è stato sacrificato per la popolazione e la supremazia del singolo è andata addirittura soverchiando il parlamento e la legge stessa. Questa eccessiva libertà, uno dei diritti fondamentali dell'uomo, si è trasformata in un inenarrabile dispotismo aristocratico nelle mani dei partiti di governo che hanno assoggettato tutte le istituzioni al loro volere...
Venne pertanto varato in quell'occasione il processo per una nuova costituzione che venne accettata all'unanimità da tutti i partiti ed il parlamento venne sciolto.


 



Lotta tra gli estremi: Assolutismo e Costituzionalismo:



File:Gustav III of Swede.jpg
Gustavo III di Svezia.
Gustavo lavorò direttamente alle riforme del nuovo stato nella stessa direzione di altri suoi sovrani contemporanei, bevendo da calice avvelenato del suo tempo ,  dall'illuminismo. La giustizia criminale venne maggiormente definita, la pena di morte venne abolita per molti crimini e venne completamente vietata la tortura.Egli prese parte attiva in tutti gli affari di stato, ma decise di convocare un nuovo consigliere da lui scelto da porre in senato. Il rimedio per riparare la corruzione che era fiorita sotto i partiti di governo precedenti fu la fondazione del Göta Hovrätt, la corte suprema di giustizia con sede a Jönköping.
Vennero anche prese delle riforme nell'amministrazione e nelle procedure penali. Nel 1774 un'ordinanza venne proclamata per provvedere alla libertà di stampa pur con certi limiti stabiliti. Venne anche aumentata la capacità di difesa nazionale e la marina svedese venne ampliata divenendo una delle più importanti in Europa. Le dilapidate finanze vennero riportate in auge dall'ordinanza economica (Riksdaler del 1776).
Gustavo inoltre introdusse nuove politiche economiche nazionali. Nel 1775 venne promosso il libero commercio del grano e vennero abolite un gran numero di tasse d'esportazione che nel tempo erano risultate oppressive per il commercio. La libertà religiosa venne garantita a cattolici ed ebrei e fu Gustavo stesso a disegnare ed a rendere popolare il costume nazionale svedese (esso ancora oggi viene indossato nelle occasioni più importanti). Uno dei grandi successi del re fu la vendita dell'alcol riservata al monopolio di stato.
La sua politica estera fu in un primo momento cauta e ristretta a precisi ambiti. Il Re convocò gli stati nell'assemblea di Stoccolma del 3 settembre 1778 ove si dimostrò ancora una volta l'ossequio del parlamento verso la parola del re, il che servì anche ad aprire gli occhi ai deputati, mostrando a loro che il ruolo cui erano stati preposti stava andando via via divenendo sempre più secondario.
Gustavo III fece il gioco della Rivoluzione , la stessa Rivoluzione che operava contro l'istituto Monarchico e quindi contro la sua persona. Dopotutto egli era un eretico , e come tale tutte le sue scelte erano contaminate da una ideologia che corrodeva il Nord d'Europa da quasi 300 anni.


 


Consolidamento del potere regio:



Stemma
Monogramma
Reale di

Gustavo III di Svezia.
Se il Riksdag del 1778 era stato calmo e favorevole al Re, poco meno di dieci anni di questa sua politica avevano portato a profondi cambiamenti nella politica statale. Nel 1786 gli Stati Generali , covo di molti frammassoni , vennero nuovamente convocati e Gustavo mostrò una sempre crescente determinazione a governare senza il "problematico parlamento", un passaggio che sempre più stava portando la Svezia all'adozione di un semi-assolutismo.  

Caterina II
Caterina II di Russia.
Allo stesso tempo la politica estera era divenuta sempre più avventurosa. In un primo momento Gustavo III aveva balenato l'idea di ottenere il supporto della Russia per strappare la Norvegia alla Danimarca. Quando però Caterina II di Russia si rifiutò di abbandonare la sua alleanza con la Danimarca, Gustavo dichiarò guerra alla Russia: era il giugno del 1788. Questa fu un'azione avventata in quanto la Svezia era già impegnata profondamente nella guerra contro l'Impero Ottomano a sud. Con l'imbarcarsi in una guerra di aggressione senza il consenso degli stati generali, Gustavo aveva formalmente violato quelle stesse norme costitutive che egli aveva siglato nel 1772, il che portò a numerose rivolte interne al governo ed ammutinamenti. La Danimarca, di conseguenza, dichiarò guerra alla Svezia in supporto alla Russia, ma venne presto messa a tacere dalla machiavellica  diplomazia inglese e prussiana favorevole alla Svezia.
Ritornato in Svezia, Gustavo III raccolse l'indignazione popolare contro gli ammutinamenti e le ribellioni ed arrestò i capi delle varie rivolte. Egli convocò nuovamente il Riksdag all'inizio del 1789 siglando il 17 febbraio di quello stesso anno un Atto di Unione e Sicurezza con il consenso dei tre stati. Questo rafforzò ulteriormente il potere monarchico anche se gli stati generali continuarono formalmente a detenere il pieno potere in Svezia. Con questo decreto, inoltre, Gustavo pose fine ad alcune tradizioni abolendo alcuni antichi privilegi della nobiltà svedese inimicandosi anche quest'ultima.




L'assassinio del Re ad opera della setta:



Luigi XVI di Francia
Luigi XVI di Francia
In Svezia la massoneria moderna attecchì fin dai suoi esordi data anche la forte presenza di logge "protomassoniche" già esistenti e salde nel territorio dalla fine del XVI secolo. Fu in queste logge massoniche che, in stretta collaborazione con quelle francesi per progettare la sovversione dell'ordine europeo, si decise l'assassinio di Gustavo III divenuto troppo "incontrollabile" e quindi ostile.
La figura politica di Gustavo III era andata negli ultimi anni del suo governo sempre più compromettendosi agli occhi della setta , a tal punto da spingerlo a cadere vittima di una cospirazione aristocratica. Sin dalle prime avvisaglie di rivolta in Francia che preludevano alla nefasta Rivoluzione francese, Gustavo III si schierò col partito monarchico a sostegno del Re Luigi XVI, offrendo alla sua controparte francese l'appoggio solidale di un compagno d'arme e di un alleato politico.
Questo aggravò ulteriormente la sua posizione agli occhi della setta che nell'ombra complottava.
Venne convocata una sera una festa in maschera al teatro reale di Stoccolma per la mezzanotte del 16 marzo 1792. Gustavo III era giunto prima per cenare assieme a degli amici. Durante la cena egli ricevette una lettera anonima che lo avvisava di un possibile attentato alla sua vita, ma il Re era abituato a ricevere questo tipo di intimidazioni e decise di non porre eccessiva attenzione al problema. Dopo il desinare, decise di lasciare gli appartamenti di rappresentanza per prendere parte al ballo in maschera.
Jacob Johan Anckarström.jpg
Jacob Johan Anckarström

Poco dopo il suo ingresso in sala, venne avvicinato da Jacob Johan Anckarström e dai suoi complici cospiratori manutengoli della setta Claes Horn e Adolf Ribbing. Il Re, pur da mascherato, era facilmente riconoscibile poiché indossava le insegne degli ordini cavallereschi del Regno e come tale era un facile bersaglio. I tre indossavano tutti delle maschere di colore nero e si accostarono al Re sussurrandogli in francese queste parole:

« Bonjour, beau masque ("Buongiorno, bella maschera") »
Anckarström si spostò alle spalle del Re e con un colpo di pistola lo ferì. Il Re a questo punto esclamò a gran voce in francese:

« Ah! Je suis blessé, tirez-moi d'ici et arrêtez-le ("Ah! Sono ferito, portatemi via da qui ed arrestatelo!") »


Adolph Ribbing.

Immediatamente Gustavo III venne portato nei suoi appartamenti e tutte le uscite del teatro vennero subito bloccate per impedire ai cospiratori di fuggire. Anckarström venne arrestato e la mattina seguente confessò l'assassinio, pur negando da "buon" settario  la cospirazione sin quando non venne informato dell'arresto anche di Horn e Ribbing, facendo quindi piena confessione.
Il Re, intanto, non era stato colpito a morte ma solo ferito e, non appena si riprese, continuò ad esercitare le sue funzioni di capo dello stato, ma la ferita si infettò ed il 29 marzo Gustavo III morì. Le sue ultime parole furono:

« Jag känner mig sömnig, några ögonblicks vila skulle göra mig gott ("Mi sento stanco, un po' di riposo mi farà bene") »

Del complotto per l'assassinio di Gustavo III era direttamente coinvolto, e a piena conoscenza dei dettagli,  il frammassone e fratello del Re , Carlo, Duca di Södermanland.

 
 
 
 

Gustavo IV Adolfo di Svezia :
tra tentata Controrivoluzione e illegittima deposizione.




File:Per Krafft d.ä., Gustav IV Adolf, 1778-1837, konung av Sverige.jpg
Gustavo IV Adolfo di Svezia nel 1793.
Gustavo IV Adolfo di Svezia (Stoccolma, 1º novembre 1778San Gallo, 7 febbraio 1837) , era figlio di Gustavo III di Svezia e della Regina consorte Sofia Maddalena di Danimarca, figlia maggiore del Re Federico V di Danimarca e della sua prima moglie, Luisa di Hannover.
All'assassinio del padre Gustavo III nel marzo 1792, Gustavo Adolfo gli succedette al Trono all'età di 14 anni, sotto la reggenza dell'ambiguo zio, Carlo, Duca di Södermanland.









Politica:
 
 Il suo matrimonio con Federica di Baden sembrò presagire ad un'imminente guerra con la Russia, dopo il rifiuto dell'anno precedente, ma fortunatamente lo stesso Gustavo Adolfo trovò un accordo con Paolo I, che condizionò anche la futura alleanza tra Svezia e Russia nell'ambito delle guerre napoleoniche. Il Re, forte dell'insegnamento avuto durante gli infausti avvenimenti del Regno di suo padre,  oppose una strenua guerra al diabolico giacobinismo che andava diffondendosi in Europa dalla  infausta Rivoluzione Francese, al punto che divenne un fervido Reazionario.  La situazione  delle finanze dello stato svedese era critica, ereditata in  parte dalla guerra contro la Russia intrapresa da Gustavo III negli anni 1788-92 e in altra parte dal mal governo del reggente Carlo, oltre ad alcune carestie di grano che colpirono la Svezia nel 1798 e nel 1799 e al raggiro che alcuni esponenti della borghesia e della nobiltà attuarono per pura speculazione , lo costrinsero a convocare gli stati generali a Norrköping nel marzo del 1800 ed il 3 aprile dello stesso anno. Quando il Re riscontrò una seria opposizione del sempre più dispotico e settario  parlamento, decise di non convocare più gli Stati Generali.





Il colpo di stato:

 
Gustavo IV Adolfo di Svezia
Gustavo IV Adolfo di Svezia
 Nel 1805, Gustavo Adolfo partecipò alla Terza Coalizione contro Napoleone. La sua personale campagna di opposizione alla Francia non portò a grandi risultati e la Pomerania svedese venne invasa da parte dell'esercito napoleonico. Quando la sua alleata, la Russia, firmò un armistizio e concluse una pace con la Francia a Tilsit nel 1807, la Svezia rimase la sola alleata in Europa della Gran Bretagna assieme al Portogallo. Nell'inverno del 1808, la Russia invase la Finlandia svedese col pretesto di voler comprendere la Svezia nel Sistema Continentale promosso da Napoleone. La Danimarca, a sua volta, dichiarò guerra alla Svezia. Agli inizi del 1809 i russi avevano occupato completamente la Finlandia che Alessandro I di Russia aveva elevato a Granducato ed aveva posto sotto la propria sovranità. Questa perdita rappresentava la perdita di un terzo delle risorse della Svezia ed un quarto della sua popolazione. Il comportamento delle potenze che avrebbero dovuto essere alleate a Gustavo Adolfo  e  complotti interno di matrice settaria e filo-francesi portarono alla sua deposizione, grazie ad un complotto di ufficiali dell'esercito tutti affiliati alla massoneria. Il 13 marzo 1809 sette dei cospiratori fecero irruzione negli appartamenti reali, arrestarono il Re e lo imprigionarono nel castello di Gripsholm; il Duca Carlo, zio del Re, accettò senza troppe remore la leadership di un governo provvisorio, che venne proclamato quel giorno stesso; venne proclamata anche una dieta, solennemente approvata dalla Rivoluzione.



L'Abdicazione:

File:Gustav IV Adolf of Sweden.jpg
Gustavo IV Adolfo di Svezia nel 1809
Il 29 marzo, Gustavo IV Adolfo, al fine di preservare la legittima sua corona per il figlio, abdicò volontariamente; ma il 19 maggio gli ormai totalmente corrotti Stati Generali, pressati e appoggiati dagli alti comandanti  dall'esercito svedese, dichiararono illegittimamente  che non solo Gustavo, ma tutta la sua famiglia dovesse essere esclusa dal Trono di Svezia. Il 5 giugno il Duca Reggente (lo zio di Gustavo) venne senza alcun diritto, essendo in vita i discendenti di Gustavo Adolfo,  proclamato Re con il nome di Carlo "XIII", dopo aver sottoscritto una nuova costituzione liberale (1809), che venne ratificata dall'assemblea parlamentare lo stesso giorno. Nel dicembre dello stesso anno Gustavo e la sua famiglia vennero esiliati in Germania. Una sorte che somiglia molto alle realtà rivoluzionarie Spagnola e Portoghese che si verificheranno più di vent'anni dopo.
  Gustavo si stabilì nel cantone di San Gallo in Svizzera dove visse gli ultimi anni della sua vita in un piccolo ostello ed in grande indigenza dove  morì d'infarto il 7 febbraio 1837.





Carlo "XIII" di Svezia e la "francesizazione".


Carlo XIII di Svezia
Ritratto di Carlo XIII di Svezia.

Carlo "XIII" di Svezia (Stoccolma, 7 ottobre 1748Stoccolma, 5 febbraio 1818), fratello maggiore tra i fratelli minori di Gustavo III e zio di Gustavo IV ,  poco dopo la sua nascita, venne nominato "Grand'ammiraglio" e destinato quindi alla carriera militare nella marina militare svedese.
Carlo era anche profondamente dipendente e influenzabile dagli altri, oltre che libertino per le molte relazioni che ebbe e liberale per pensiero e filosofia.
Egli era inoltre interessato al mondo del soprannaturale, alle società segrete ed al misticismo, divenendo ben presto uno dei migliori clienti della veggente Ulrica Arfvidsson alla quale chiedeva anche consigli di stampo politico, giungendo poi a favorire anche il medium Henrik Gustaf Ulfvenklou, che eserciterà una grande influenza sul Duca. Fervido massone, Carlo fonderà nel 1811 l'Ordine di Carlo XIII, concesso esclusivamente ad altri massoni protestanti.

Collier Ordre de Charles XIII.svg
Collare dell'Ordine massonico di Carlo XIII.
Notare il dettaglio della piramide con la "G" (grande architetto dell'universo) nel centro.
 
 
 



L'indomabile libertino e la scalata al potere:



Carlo Holstein-Gottorp , Duca di Södermanland , in
giovane età.
Nel 1772 cooperò nei piani "filo-rivoluzionari" del fratello, Gustavo III di Svezia ,  per ottenere in  ricompensa la nomina a Duca di Södermanland e i privilegi correlati.
Durante il periodo come Duca, Carlo ottenne un gran numero di incarichi di rappresentanza per conto del fratello che si fidava moltissimo di lui. Nel 1777 prestò servizio come reggente durante la permanenza di Gustavo III in Russia e nel 1780 servì come comandante supremo dell'esercito durante la permanenza del sovrano a Spa, in Belgio. Nel 1785 gli venne offerto il Ducato di Curlandia dalla nobiltà del Ducato che supportava la causa di Gustavo III ma per una serie di eventi poi il piano non si attualizzò.
Allo scoppio della guerra russo-svedese del 1788, si distinse in battaglia come ammiraglio della Marina Reale Svedese, specialmente nella Battaglia di Hogland (7 giugno 1788) e in quella di Öland (26 luglio 1789). Alla morte di Gustavo III, Carlo, funse nuovamente da reggente di Svezia fino al 1796 per conto del nipote anche se il vero governante del Paese era il settario e vendicativo Gustaf Adolf Reuterholm, la cui influenza su Carlo era notevole.
 Quei quattro anni furono forse i più tristi nella storia della Svezia (un'età di piombo, che segue un'età dell'oro, come si diceva allora), e si può descrivere brevemente come alternanza del giacobinismo e dispotismo spietato.




 L'usurpazione del Trono e la successione per volere della setta:



File:Karl XIII porträtterad 1815 av Per Krafft dy.jpg
Carlo "XIII" di Svezia
nel 1815.
Con l'avvento al Trono di Gustavo IV Adolfo di Svezia nel novembre 1796, Carlo vide decadere la propria reggenza e diminuire la sua influenza politica e di conseguenza aumentò in lui l'ambizione e l'astio verso il nipote. Il rapporto tra Carlo e Gustavo IV Adolfo si deteriorò significativamente a partire dal 1803 quando scoppiò il caso Boheman. Il mistico Karl Adolf Boheman (1764–1831) era stato introdotto a corte dal Conte Magnus Stenbock , massone , nel 1793 e riuscì ben presto a guadagnarsi una notevole influenza sul Duca Carlo con la sua ammissione alla massoneria nel 1801. Boheman venne in seguito arrestato per il tentativo di circuire il monarca stesso, che lo accusò di intenti rivoluzionari e lo espulse dalla corte. Carlo fu quindi oggetto d'indagini da parte del sovrano e del consiglio di stato, ma , dato che il consiglio di stato stesso si presentava fortemente infetto da elementi settari , venne infine assolto dalle accuse di cospirazione.
Nel  1808, durante la sua permanenza in Finlandia, Gustavo IV Adolfo nominò suo reggente lo zio  Duca Carlo, mentre il suo potere grazie alla setta cresceva sempre più. Dopo l'illegittima  detronizzazione del nipote, il 13 marzo 1809, coloro che avevano votato contro Gustavo IV Adolfo nominarono Carlo reggente e poi Re. Però in quel periodo lui era già prematuramente anziano e si vide subito imporre dalla setta come Principe ereditario il generale francese,  frammassone e giacobino della prima ora,  Jean-Baptiste Bernadotte.
Con l'Unione di Svezia e Norvegia nel 1814, Carlo diventò Re di Norvegia con il nome di 'Carlo "XIII "di Svezia e di Carlo "II" di Norvegia. Dopo otto anni, il sovrano morì e gli successe come previsto dalla setta il Maresciallo di Francia Bernadotte, proclamato Giovanni Carlo "XIV" di Svezia e Giovanni Carlo "III" di Norvegia. La "francesizazione" era compiuta e la Rivoluzione si vedeva trionfante anche in un periodo , la Restaurazione , dove sembrava, all'apparenza,  sconfitta.


 



Fine 1° Parte...




Fonti:



Wikipedia

"Il Problema dell'Ora presente" di mons. Delasuss (Tomo I).

"Memorie per la storia del giacobinismo" scritte dall'abate Barruel (Tomo I).



Scritto da:

Redazione A.L.T.A.

 

martedì 2 aprile 2013

Meglio seder sul Trono per compromesso o non sedervi per onor?: Regno del Belgio



In questo nuovo articolo continua la serie di pubblicazioni  intitolate "Meglio seder sul Trono per compromesso o non sedervi per onor?" . Questa volta  analizzeremo un'altra delle monarchie vigenti in Europa , quella del Regno del Belgio.  Come di consuetudine analizzeremo tutto ciò che necessita per capire se ci troviamo di fronte ad una VERA Monarchia (Tradizionale e legittima) oppure ad una, come è di prassi nel mondo dell'apparenza, semplice  Repubblica coronata:

Bandiera del Regno del Belgio
 


Famiglia Reale del Belgio ( Sassonia-Coburgo-Gotha , ramo belga)


Greater Coat of Arms of Belgium.svgIl ramo belga del casato di Sassonia-Coburgo-Gotha, nacque quando il principe Leopoldo Giorgio Cristiano Federico di Sassonia-Coburgo-Gotha accettò di diventare "Re dei Belgi" il 26 giugno del 1831, col nome di Leopoldo I, in seguito alla Rivoluzione del 1830.
In precedenza il 13 giugno 1777, a Ebersdorf, avvennero le nozze fra Francesco Federico di Sassonia-Coburgo-Saalfeld (1750-1806) e Augusta di Reuss-Ebersdorf. Dalla loro unione nasceranno 10 figli, che s'imparenteranno con diverse case reali d'Europa, e, molti di essi, daranno vita, oltre che nel Belgio,  a dinastie usurpatrici e apertamente liberal-settarie nel Regno Unito (dal 1917 si ridenominerà  Windsor),nel Regno del Portogallo e nel Regno di Bulgaria.
Ma come ottennero il Trono del Belgio? Per rispondere a questa e ad altre domande bisogna analizzare la vita e la condotta della dinastia partendo dal capostipite:



Leopoldo Giorgio Cristiano Federico di Sassonia-Coburgo-Gotha 
(Leopoldo I)

Leopoldo era l'ultimogenito del duca Francesco Federico di Sassonia-Coburgo-Saalfeld e della sua seconda moglie, la principessa Augusta di Reuss-Ebersdorf.
Nel 1795, ancora bambino, si trasferì in Russia sotto la protezione della zia paterna Giuliana, promessa in sposa e poi moglie del granduca Konstantin Pavlovič Romanov, frammassone e fratello dello zar Alessandro I. In quello stesso anno Leopoldo venne nominato colonnello del Reggimento della guardia imperiale russa Izmaylovsky e, sette anni più tardi, fu promosso al grado di maggiore generale.
Nel 1806, dopo l'invasione del Regno di Sassonia e del ducato di Sassonia-Coburgo-Saalfeld da parte delle truppe napoleoniche, soggiornò brevemente a Parigi alla corte settaria di Napoleone I. Leopoldo rifiutò il grado di aiutante che gli venne offerto dall'"Imperatore dei francesi", per unirsi alla Russia di Alessandro I, partecipando con lo zar all'incontro di Erfurt del 1808 con Napoleone. In qualità di colonnello di cavalleria, pur non avendo esperienze pratiche di comando, prese parte alla campagna del 1813, partecipando alle battaglie di Lützen, Bautsen e di Lipsia, contro le truppe del Bonaparte. Queste battaglie gli valsero, nel 1815 al termine delle guerre napoleoniche, il titolo di generale di divisione e poi Maresciallo di Russia e l'anno successivo quello di maresciallo di campo del Regno Unito.



Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Saalfeld nelle vesti di generale dell'armata russa durante il periodo napoleonico. Dipinto di George Dawe conservato al Palazzo d'Inverno a San Pietroburgo.




In questi stessi anni , abbagliato dal potere che avrebbe potuto raggiungere, divenne massone e nell'ottobre del 1813 ricevette la cerimonia d'iniziazione per mano di Rodolphe-Abraham Schiferli, cavaliere dei terribili Rosa Croce del capitolo della loggia Zur Hoffnung di Berna, in Svizzera, allora appartenente al Grand'Oriente di Francia ed oggi parte della Grande Loggia svizzera alpina. Venne elevato al grado di maestro il 9 dicembre di quello stesso anno e reso membro onorario della loggia svizzera. Da quel momento in poi il suo peso politico aumentò considerevolmente , tenendo conto che nella maggior parte delle corti europee erano presenti membri della setta.




Simbolo dei Rosa Croce
 

Il 2 maggio del 1816  sposò, nella residenza di Carlton House a Londra,  Carlotta Augusta di Hannover, l'unica figlia legittima del principe usurpatore  Giorgio di Hannover, "re" Giorgio "IV", conosciuto durante i primi passi di Leopoldo nelle alte sfere della massoneria.
Il 5 novembre del 1817 la principessa Carlotta partorì un bambino morto e lei stessa morì il giorno successivo, presumibilmente a causa di una grave emorragia. Se la principessa fosse rimasta in vita, probabilmente ella sarebbe succeduta come usurpatrice al padre  e lo stesso Leopoldo avrebbe assunto il ruolo di principe consorte (che poi sarà ricoperto da suo nipote Alberto). Malgrado la morte di Carlotta, il frammassone principe reggente Giorgio "IV" , da buon "fratello di loggia", volle garantire ugualmente al principe Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Gotha il titolo di Altezza Reale nella illegittima e protestante monarchia britannica con un Order in Council datato 6 aprile 1818.


 

Il giovane Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Gotha nelle vesti di principe inglese.
 




Re dei belgi per "grazia" della setta
(dalla loggia al Trono)




Leopoldo I del BelgioLeopoldo aveva, nella metà degli anni venti del XIX secolo, stabilito forti legami con le logge massoniche derivanti dalla  Gran Loggia della Repubblica delle Sette Province Unite , con direzione ed influenza del Grande Oriente di Francia, fondate sul territorio dell'attuale Belgio : la vicinanza con i Rosa Croce contribuì a rafforzare questo legame.
Questi suoi rapporti fecero in modo che parte dell'élite settaria europea , in vista di una futura sovversione rivoluzionaria, puntasse il suo sguardo su di lui . Anche il  Talleyrand , uno degli emissari più influenti della massoneria continentale europea dell'epoca, il quale già complottava in Francia contro la dinastia legittima, era in stretti rapporti d'amicizia  con Leopoldo -dal 1814- e lo acclamò nelle logge come un ideale "Principe al servizio della Rivoluzione" , Rivoluzione che lo stesso Talleyrand voleva  moderata così da mantenere l'istituto monarchico ma al tempo stesso snaturalizzandolo e rendendolo pura apparenza (Monarchia Costituzionale).








File:Talleyrand, Charles-Maurice - Vieux.jpg
Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord  nel 1828.
 


Nel 1830, come da programma, scoppiò la Rivoluzione belga che sfrutto il malcontento dei gruppi etnici e religiosi (soprattutto Cattolici) che si opponevano al governo centralista della Protestante Olanda . La rivoluzione ebbe l'appoggio dell'ormai sovversiva   Parigi e della liberale Londra dove l'alleanza verso Leopoldo rimaneva viva. Questo portò alla formazione del nuovo stato indipendente del Belgio. Il Congresso Nazionale , composto quasi interamente da massoni di alto grado, aveva chiesto in un primo momento a Luigi d'Orleans, figlio del neo-usurpatore del Trono di Francia Luigi Filippo III Duca d'Orléans , di accettare la corona belga e porsi sotto la protezione francese, ma per lui aveva rinunciato il padre il quale doveva occuparsi dell'instabilità del suo potere appena acquisito illegittimamente timoroso che tale azione avrebbe nuovamente scatenato una guerra europea contro la nuova Francia rivoluzionaria , probabile se  la Francia avrebbe dimostrato eccessiva influenza diretta nell'area  dei Paesi Bassi.

Luigi Filippo I
Luigi Filippo di Borbone d'Orléans, III duca d'Orléans, usurpatore del Trono di Francia nel 1830 
 


Il consiglio settario, sotto  direzione e consiglio dei Rosa Croce,  si rivolse  a Leopoldo perché accettasse la corona del nuovo Paese ed egli, che già aveva rifiutato l'anno precedente la corona di Grecia perché non abbastanza redditizia e importante  negli equilibri europei , accettò di diventare "Re dei Belgi", titolo partorito dalla rivoluzione "democratica" come nel caso della Francia in cui Luigi Filippo  , usurpando il Trono e grazie alla setta, si era definito "Re dei Francesi" . Il 26 giugno del 1831, Leopoldo I giurò fedeltà alla Costituzione liberal-settaria e venne incoronato il seguente 21 luglio, data divenuta in seguito festa nazionale: la scelta di un Principe Cattolico liberale accontentava all'apparenza anche coloro che in gran parte si erano opposti al governo protestante degli Orange-Nassau. Solo due settimane più tardi, il 2 agosto, i Paesi Bassi invasero il Belgio, costringendo il nuovo Re a chiedere subito l'aiuto di Inghilterra e Francia. Questi tentativi di riscossa continuarono fino al 1839, anno in cui anche l'Olanda riconobbe definitivamente l'indipendenza del Belgio ratificando il trattato di Londra del 1831. Come modo per saldare l'alleanza tra le due dinastie divenute "reali" per "grazia della setta", nel tentativo di creare una "nuova Europa" fatta di alleanze tra le monarchie liberali in contrapposizione all'Europa delle potenze Tradizionali e legittima,  Leopoldo I decise di prendere in moglie Luisa d'Orléans, figlia di  Luigi Filippo  il quale in quel periodo trovava non poche difficoltà nel cercare di far sposare i suoi figli in un Europa giustamente ostile alle dinastie regnanti grazie alla sovversione dell'ordine legittimo .


Luisa d'Orléans
Luisa Maria d'Orléans
 

Leopoldo si dimostrò assai furbo e abile in campo diplomatico, sfruttò il suo prestigio personale creato all'interno delle logge  e le sue relazioni familiari con le dinastie liberali per consolidare l'indipendenza belga contro le ambizioni prussiane e, in seguito alla cacciata dell'Orleans , anche francesi (l'imperatore Napoleone III di Francia a partire dal 1852, nonostante la sua grande incapacità nel gestire la  politica estera, minacciava di annettere il Belgio alla Francia).
Nel 1840,  Leopoldo organizzò il matrimonio di sua nipote Vittoria, figlia di sua sorella Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld e dell'amico non che frammassone Edoardo Augusto di Hannover, con suo nipote, il principe Alberto, figlio di suo fratello il duca Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha: Vittoria, ennesima  "regina" usurpatrice del Regno Unito a partire dal 1837, mantenne da allora sempre in grandissima considerazione l'astuto zio re del Belgio al quale si rivolse come uno dei suoi consiglieri. Abbondantissima la loro corrispondenza a testimonianza del fatto che la nipote tenne in grandissima considerazione i preziosi consigli dello zio, il quale consolidò l'antica alleanza con la "perfida Albione" e la sua potente loggia.


Partendo da sinistra: Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha , Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld , Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha, Victoria del Regno Unito.




Tra gli altri matrimoni che Leopoldo I con grande arguzia promosse o condizionò vi furono: quello del nipote Ferdinando nel 1836 con la "regina"  Maria "II "del Portogallo la quale aveva ,con l'aiuto del padre Pedro I del Brasile e delle potenze liberali , sottratto il Trono al legittimo Re Michele I del Portogallo;  quello del 1853 col matrimonio tra il figlio ed erede Leopoldo e Maria Enrichetta d'Asburgo-Lorena nonché quello del 1857 tra la figlia Carlotta e l'arciduca Massimiliano d'Asburgo-Lorena, e fu con questi due ultimi matrimoni che tentò di far accettare anche nelle Casate Tradizionali d'Europa il suo Regno creato dalla Rivoluzione. Si era garantito  con queste due ultime unioni stretti legami con la casata imperiale austriaca e di conseguenza una garanzia per ogni evenienza.

Partendo da sinistra: Ferdinando di Sassonia-Coburgo-Gotha e la moglie di Maria "II" del Portogallo.
 
 
Partendo da sinistra: Il giovane Leopoldo II del Belgio e la moglie  Maria Enrichetta d'Asburgo-Lorena.
 
 
Partendo da sinistra: Ferdinando Massimiliano d'Asburgo Lorena e la moglie  Carlotta di Sassonia-Coburgo-Gotha
 


Nel febbraio del 1848, timoroso di compromettere la sua condizione rimase neutrale durante gli avvenimenti rivoluzionari che sconvolsero l'Europa, dimenticandosi, o per meglio dire non curandosi, del suo alleato e "parente" Luigi Filippo  che perse dopo quasi diciotto anni il Trono che la stessa rivoluzione gli aveva permesso di usurpare.
C'è da ammettere che nell'ambito del governo del proprio regno nel 1842 Leopoldo tentò senza successo di far approvare una legge per la regolazione del lavoro delle donne e dei bambini. Provò anche a colonizzare alcune aree del Sudamerica ed inviò una contributo militare belga al fianco delle truppe francesi contro le truppe rivoluzionarie repubblicane nella spedizione in Messico ove suo genero Massimiliano d'Asburgo-Lorena divenne Imperatore e con lui ascese al trono anche sua figlia Carlotta.


File:BelgianForeignLegion.jpg
Corpo di spedizione belga in Messico


Leopoldo , da buon amico della setta, concesse un ricco appalto ad una ditta privata per la costruzione di una linea ferroviaria la quale inaugurò il 5 maggio del 1835 : fu la prima linea ferroviaria dell'Europa continentale e univa Bruxelles a Malines.
Morì il 10 dicembre del 1865 nel palazzo di Laeken.


Leopoldo II

Alla morte di Leopoldo I li successe il figlio Leopoldo II:
Leopoldo II dei BelgiAffiliato alla massoneria da ragazzo durante i primi anni nell'esercito belga, il suo regime coloniale (Congo) in linea con quello dell'alleata Inghilterra fu al centro di uno dei più infami degli scandali del XX secolo. Fu responsabile di terribili crimini perpetuati contro la popolazione indigena del Congo, praticamente schiavizzata e maltrattata, in suo lucro favore e di tutta la borghesia belga: il Belgio  nell'Ottocento era uno degli stati più ricchi del mondo.
Si rivolse ad un esponente influente nell'ambiente massonico internazionale Henry Morton Stanley per aiutarlo nella gestione dello stato ed alla Conferenza di Berlino del 1884-1885, grazie a questo aiuto,  il Belgio fu in grado di presenziare col proprio impero coloniale in continua espansione, nella totale mancanza di rispetto dei costumi e delle tradizioni locali.
Leopoldo II estrasse una grande fortuna dal Congo, inizialmente con l'esportazione di avorio, poi forzando la popolazione locale a trarre gomma dalle piante. Interi villaggi vennero requisiti per farne luoghi di deposito e lavorazione della gomma stessa, causando la morte di 2 milioni di congolesi su un totale di 15 milioni.


 

Immagini di ragazzini congolesi mutilati per opposizioni al regime di Leopoldo II nel Congo


In Europa si mantenne essenzialmente neutrale perché concentrato sui profitti che il colonialismo sfrenato li portava seguendo le orme dell'Inghilterra che già da molto tempo si dedicava a questo tipo di lucrosa attività, e soprattutto per il semplice fatto che rimanendo neutrale non rischiava niente.
 Il partito liberal-settario che resse il governo del Belgio dal 1857 al 1880 portò avanti la legge Frère-Orban nel 1879, la quale gradualmente ma in maniera incisiva laicizzò la scuola in disprezzo al cattolicesimo romano. Nel 1880 il partito cattolico riuscì ad ottenere la maggioranza e per i quattro anni successivi le scuole cattoliche vennero quasi completamente restaurate, anche se sfortunatamente ciò non durò molto.
A partire dal 1885 il partito laburista fece penetrare in Belgio idee nettamente socialiste fatte di parole ma caratterizzate da un nulla di fatto per le classi popolari.
Sulla scia delle spinte insurrezionaliste e regicide anche fra i "re per grazia della setta" tra fine Ottocento e primi del Novecento, il 15 novembre 1902, l'anarchico  Gennaro Rubino tentò di assassinare Leopoldo che partecipava al corteo in memoria della moglie Maria Enrichetta da poco defunta. Dopo il passaggio della carrozza di Leopoldo, Rubino sparò tre colpi di pistola al re, mancandolo. Rubino venne arrestato poco dopo.

 

Leopoldo II, nella sua immoralità, decise di risposarsi tre giorni prima della sua morte, il 14 dicembre 1909, con la già sua amante  Blanche Zélia Joséphine Delacroix,  prostituta d'alto bordo conosciuta anche col nome d'arte di Caroline, dalla quale aveva già avuto due figli mai riconosciuti. Il matrimonio, oltre a destare scalpore, non  sarebbe risultato valido per la legge belga, ma venne comunque celebrato segretamente su pressione dello stesso sovrano al Pavilion de Palms del Palazzo Reale di Leaken a Bruxelles.
Il 17 dicembre 1909, Leopoldo II morì a Laeken .


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Palazzo Reale di Leaken a Bruxelles



Alberto I


Alla morte di Leopoldo II li successe il nipote Alberto, figlio del principe Filippo del Belgio (1837-1905)  fratello del defunto re, e della principessa Maria di Hohenzollern-Sigmaringen (1845-1912), fu  nominato principe ereditario nel 1905, alla morte del padre.
Contrariamente ai predecessori , e nonostante fosse condizionato e monitorato nelle sue scelte dalla setta alla quale rimaneva legato , si mostrò all'apparenza  come un fervente cattolico. Cercò in ogni modo di rimanere neutrale nella Grande Guerra per evitare di perdere il proprio stato , ma fu travolto dai piani bellici dello Stato maggiore del Kaiser, che con il proprio esercito invase il Belgio.  Al termine della guerra ottenne dalla Conferenza massonica di Versailles, dove Alberto I rappresentò ufficialmente il Belgio, i possedimenti tedeschi del Ruanda e del Burundi nel 1919 e le città tedesche di Eupen e Malmedy nel 1920. Ai negoziati di pace il Re difese gli interessi del Belgio, ma per motivi di parentela si distinse per la sua opposizione alla politica di umiliazione eccessiva nei confronti della Germania.
Appassionato di alpinismo morì in un incidente alpinistico il 17 febbraio del 1934, scalando una vetta vicino a Namur


Leopoldo III

Leopoldo III del BelgioAlla morte di Alberto I li successe il figlio Leopoldo III. Affiliato alla loggia massonica mista belga composta dalle 4 Obbedienze belghe che hanno sottoscritto una dichiarazione comune : DH, GOB, GLB, GLFB :"Le Droit Humain" .  Preoccupato dalla Germania Nazista, e deciso a mantenere saldi rapporti con le potenze che gli potevano garantire una protezione, Leopoldo III risiglò le stesse alleanze con Francia e Regno Unito, che interverranno in seguito all'invasione del Belgio da parte della Germania Nazista , il 10 maggio 1940. Leopoldo III non organizzò nessuna difesa decidendo di non seguire il governo in esilio, e, dopo aver firmato la resa il 28 maggio del 1940, si consegnò ai tedeschi che lo relegarono nel castello di Laeken.
Tra gli oppositori a questa scelta  ci fu il frammassone e primo ministro Hubert Pierlot che si oppose con altri membri del governo belga all'arrendismo di Leopoldo .  Il primo ministro belga parlò alla radio francese annunciando la decisione del re Leopoldo III di arrendersi contro le norme della costituzione belga dal momento che quella non era solo una mera decisione militare ma una condizione politica che non aveva ricevuto il consulto né dei ministri, che ricordiamo affiliati per la quasi totalità alla setta,  né del governo. Pierlot ed il suo governo iniziarono così ad avanzare il tema dell' impossibilité a régner che attanaglierà Leopoldo anche dopo la fine del conflitto. La costituzione belga effettivamente ribadiva:
« ...Se il re si trovi personalmente incapacitato a regnare, i ministri, avendo constatato tale impossibilità, debbono immediatamente convocare le due Camere ed istituire una reggenza o un governo provvisorio retto da entrambe le Camere »
Hubert Pierlot, il settario primo ministro belga che ebbe molti scontri con Leopoldo III circa la sua condotta nella Seconda guerra mondiale.
 
 
 
 
Da Laeken fu prelevato nel 1944 con tutta la famiglia e portato in un campo di prigionia, prima in Germania e poi in Austria, dove fu liberato nel maggio del 1945.
Alla fine della guerra riemerse l'accusa di debolezza e di ambiguità nei suoi confronti , e il Parlamento lo dichiarò incapace di regnare mentre la popolazione scioperava in massa per protestare contro il suo ritorno al potere. Dovette quindi lasciare la reggenza al fratello Carlo Teodoro e vivere in esilio in Svizzera dal 1945 fino al 1950, quando un ambiguo referendum popolare autorizzò il suo rientro. Nel luglio 1951 risolse infine la lunga crisi della corona abdicando in favore del figlio maggiore Baldovino.




Baldovino



BaldovinoSimile al nonno Alberto I era all'apparenza molto credente, espressione fatta a "re" dei catto-comunisti post conciliari.  Favorevole all'europeismo massonico e fautore della transizione delle colonie belghe a stati autonomi e indipendenti in mano alle multinazionali che continuano a sfruttare quelle terre incuranti della popolazione civile, sotto il suo regno il Belgio si trasformò in uno Stato federale. Egli , controllato e ispirato dalla setta , difese l'unità nazionalistica del Paese, ma non riuscì, nell'ambito della questione linguistica, a creare una frontiera linguistica per completare un nazionalismo totale, infatti il Belgio è composto da tre regioni distinte ognuna con la propria lingua. Nel 1989, vista la sua ritrosia a firmare una legislazione favorevole all'aborto approvata dal Parlamento, fu temporaneamente esautorato dai poteri regali per volere della setta. Il 5 aprile seguente fu ristabilito secondo certe clausole nelle sue funzioni con un voto delle massoniche Camere riunite che constatarono che "l'impossibilità di regnare" aveva avuto fine. Il 31 luglio del 1993 il Re morì per un attacco cardiaco mentre era in vacanza a Motril in Spagna. Fu il fratello Alberto che gli succedette sul trono il 9 agosto con il nome di Alberto II. Il 15 dicembre del 1960 aveva sposato nella cattedrale di Bruxelles la contessa Fabiola de Mora y Aragón (1927), che divenne la regina Fabiola dei belgi. Baldovino e Fabiola non ebbero figli.


Alberto II



Alberto IIÈ il terzo figlio del re Leopoldo III dei Belgi e della protestante regina Astrid di Svezia convertitasi al cattolicesimo più per ricchezza che per fede e nobile sentimento. Alberto, iniziato alla massoneria in giovane età, regna per patto con la setta su uno Stato federale, del quale ha firmato la nuova Costituzione , che si allontana nettamente da un modello Cattolico , nella marcia continua volta a  laicizzare completamente lo stato, il 17 febbraio del 1994. Il 2 luglio 1959 sposa donna Paola Ruffo di Calabria, di famiglia nobile . I due hanno avuto tre bambini:

  • Il principe Filippo (Philippe Léopold Louis Marie), Duca del Brabante membro del gruppo Bilderberg  (nato il 15 aprile 1960),
  • La principessa Astrid (Astrid Joséphine Charlotte Fabrizia Elisabeth Paola Marie) (nata il 5 giugno 1962)
  • Il principe Lorenzo (Laurent Benoît Baudouin Marie) affiliato alla loggia unita "Le Droit Humain" (nato il 19 ottobre 1963).
La «questione reale» che colpì il padre obbligò Alberto, come tutti i membri della sua famiglia, all'esilio in Svizzera, fino al 22 luglio 1950, dove vennero ospitati sotto la protezione di importanti agenti della massoneria controllati dalla potente organizzazione dei Rosa Croce , gli stessi che avevano aiutato nell'ombra Leopoldo I ad ottenere il Trono del Belgio nel 1831.  Lì Alberto ebbe modo di abbracciare le idee settarie nella loro totalità.
Invischiato nelle oscure faccende della Trilaterale e del gruppo Bilderberg , nel quale ha nominato come emissario il figlio primogenito e futuro successore Filippo, Alberto II ha mostrato il suo  aperto interesse nel seguire la corrente "massonica-modernista" europea volta alla cancellazione delle tradizioni e dei principi dei popoli d'Europa. Nel corso del suo regno ha cercato di creare una comunicazione interlinguistica e culturale tra le tre regioni del Belgio al solo scopo di imbastardirne le fondamenta e provocarne una dissoluzione graduale.
La monarchia belga sta in piedi dalla sua nascita solamente grazie al patto d' obbedienza che la lega alla setta , setta che ne decide e influenza scelte e azioni. Alberto II non rappresenta nient'altro che una facciata, un "monarca" catto-liberale  che regna ma non governa: un sottoposto ai numerosi agenti della massoneria presenti nel governo belga.

Il suo successore Filippo, facendo parte del gruppo Bilderberg  come detto pocanzi, si dimostra assai più "liberale" del padre , ed è per questo motivo che si presume , per quanto sia possibile , un netto peggioramento della casa reale del Belgio in futuro .






Non c'è da stupirsi se il giudizio verso questa monarchia partorita dalla Rivoluzione sia negativo, nonostante alcune scelte fatte dai suoi membri nel corso della storia siano state "buone". A parte ciò ,  la negatività della condotta che essi hanno tenuto non è "lavata" ed il Regno del Belgio rimane un artefatto della così detta mentalità dei rivoluzionari moderati del XIX secolo che hanno svuotato l'istituto monarchico lasciandone a stento il "guscio". Sottolineare che si tratta di una "Repubblica Coronata" diventa , alla luce dei fatti esposti,  scontato.


Fonte:

Wikipedia

http://www.droit-humain.be/it/

anarchopedia.org

Scritto da:

Redazione A.L.T.A.